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noesi_studiodipsicologia Studio di psicologia

Titolo: La tua mente ti sta mentendo? 🧠🤥Ti è mai capitato di sentirti improvvisamente a terra, ansioso o arrabbiato senz...
30/12/2025

Titolo: La tua mente ti sta mentendo? 🧠🤥

Ti è mai capitato di sentirti improvvisamente a terra, ansioso o arrabbiato senza un motivo “reale”? Spesso la colpa non è di ciò che accade, ma di come il tuo cervello lo interpreta.

Nel Modello Cognitivo-Comportamentale (CBT), questi errori di interpretazione si chiamano Distorsioni Cognitive. Sono come dei filtri sporchi che applichiamo alla realtà, facendoci vedere tutto più buio, difficile o catastrofico di quanto non sia in realtà.

La buona notizia? Una volta che impari a dare un nome a questi “bug”, perdono il loro potere su di te. 🔓

Scorri le slide per scoprire i 3 sabotatori più comuni: 1️⃣ Tutto o Nulla: Per quando dimentichi che la vita è fatta di sfumature. 2️⃣ Lettura del Pensiero: Per quando diventi un mago (fallimentare) nel prevedere i giudizi altrui. 3️⃣ Catastrofizzazione: Per quando trasformi una pozzanghera in un oceano in tempesta.

Imparare a riconoscere questi schemi è il primo passo per la Ristrutturazione Cognitiva: l’arte di sfidare i tuoi pensieri per vivere con più serenità.

👇 Quale di questi 3 senti più “tuo” in questo periodo? Parliamone nei commenti!

29/12/2025

⚡️ La cicatrice di Harry Potter: cosa ci insegna sul trauma

Nella psicologia clinica, a volte le storie ci aiutano a capire ciò che le parole tecniche rendono complicato.
La celebre cicatrice di Harry Potter non è solo un dettaglio narrativo: è una potente metafora di come un trauma possa continuare a farsi sentire nel tempo, nel corpo e nella mente.

🧠 Il corpo ricorda
Quando la cicatrice di Harry “brucia” in presenza del pericolo, non è un semplice dolore fisico. È l’immagine di un trauma che non è stato ancora completamente elaborato.
Alcune esperienze difficili non restano solo nei ricordi: il corpo le conserva sotto forma di sensazioni, tensioni, reazioni automatiche.

👀 Vivere in allerta
Dopo un trauma, il mondo può iniziare a sembrare costantemente pericoloso.
Harry è spesso ipervigile, sempre pronto a cogliere segnali di minaccia. È ciò che accade anche a molte persone: il sistema nervoso rimane “acceso”, rendendo difficile rilassarsi o sentirsi davvero al sicuro.

🔁 Quando il passato irrompe nel presente
I momenti in cui Harry rivive immagini e sensazioni legate al suo aggressore ricordano i flashback traumatici.
Non sono semplici ricordi: sono esperienze che si impongono come se stessero accadendo ora, facendo perdere temporaneamente il senso del presente.

🤝 Dalla sopravvivenza alla guarigione
Il percorso di Harry non è solo uno scontro con un nemico esterno, ma un cammino di trasformazione interiore.
Il supporto delle relazioni significative e il confronto graduale con ciò che fa paura permettono al trauma di essere integrato, non più subìto.

✨ E il segno resta, ma cambia
Alla fine, la cicatrice non scompare… ma smette di fare male.
Ed è qui il messaggio più importante: guarire non significa cancellare ciò che è successo, ma fare in modo che quel passato non controlli più il nostro presente.

💬 La vera forza non è dimenticare, ma poter ricordare senza dolore.

✨ Buone Feste da tutto il nostro team ✨In questo periodo dell’anno, così ricco di emozioni, desideriamo augurare a ciasc...
24/12/2025

✨ Buone Feste da tutto il nostro team ✨

In questo periodo dell’anno, così ricco di emozioni, desideriamo augurare a ciascuno di voi feste serene e gentili.
Che siano giorni di riposo, di connessione con chi amate e, soprattutto, di ascolto verso voi stessi.

Le feste possono essere un tempo di gioia, ma anche di riflessione e talvolta di fatica: qualunque sia il vostro sentire, sappiate che è legittimo. Prendersi cura del proprio benessere emotivo è un dono prezioso, in ogni stagione dell’anno.

Con gratitudine per la fiducia che ci accordate, vi auguriamo un nuovo anno ricco di consapevolezza, equilibrio e piccoli passi di cura quotidiana. 🌿

Buone Feste

Una psicologa al pranzo di Natale 🤶
20/12/2025

Una psicologa al pranzo di Natale 🤶

14/12/2025

🔄 Fattori di mantenimento in CBT: perché il problema continua?

Nella Cognitive Behavioral Therapy, non ci si concentra solo su come nasce un problema, ma soprattutto su ciò che lo mantiene nel presente.
Questi elementi si chiamano fattori di mantenimento e sono fondamentali per capire dove intervenire in modo efficace.

🧠 I principali fattori di mantenimento secondo la CBT

1️⃣ Pensieri disfunzionali

Sono convinzioni rigide e automatiche che filtrano la realtà:
• “Non ce la farò”
• “Gli altri mi giudicheranno”
• “È meglio evitare”

Questi pensieri alimentano ansia, evitamento e comportamenti che rinforzano il problema.

2️⃣ Comportamenti di evitamento

Evitare ciò che fa paura riduce l’ansia nel breve tempo…
…ma la mantiene e la rinforza nel lungo periodo.
L’evitamento impedisce nuove esperienze correttive.

3️⃣ Rassicurazioni e controlli

Comportamenti come chiedere conferme, controllare più volte, cercare risposte online, calmano nell’immediato ma mantengono la dipendenza dall’esterno.

4️⃣ Rinforzi (positivi o negativi)

Ogni comportamento che porta sollievo o vantaggi momentanei tende a ripetersi.
E questo può stabilizzare anche schemi poco funzionali.

5️⃣ Bias cognitivi

La mente seleziona ciò che conferma le nostre convinzioni e ignora il resto (es. attenzione selettiva, catastrofizzazione).
Risultato? La percezione diventa coerente col problema, non con la realtà.

6️⃣ Stili di coping disfunzionali

Esempi: procrastinare, isolarsi, utilizzare sostanze, ipercontrollo.
Sono tentativi di gestire il disagio che però alla lunga lo amplificano.

🔍 Perché sono così importanti?

Perché in CBT il cambiamento avviene quando individuiamo e modifichiamo questi fattori.
Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo intervenire sui meccanismi che oggi alimentano il malessere.

🌱 La chiave della CBT

Non è “perché è successo”, ma “cosa lo mantiene e cosa possiamo fare adesso per spezzare il ciclo”.

11/12/2025

🎄 Natale e difficoltà psicologiche: quando le feste non sono solo gioia

Il periodo natalizio è spesso rappresentato come un momento di serenità, famiglia e calore. Ma per molte persone le feste possono essere anche fonte di stress, tristezza o fatica emotiva. È importante ricordare che non esiste un “modo giusto” di vivere il Natale: ogni esperienza è valida e merita rispetto.

💭 Emozioni in conflitto
Il Natale può far emergere sentimenti contrastanti: nostalgia, senso di solitudine, pressione sociale, ricordi dolorosi o aspettative che sembrano impossibili da soddisfare. Ammettendo queste emozioni, invece di evitarle, possiamo iniziare a comprenderle e gestirle.

🎁 La pressione del “dovrei”
Dovrei essere felice, dovrei partecipare, dovrei essere all’altezza: queste aspettative possono intensificare ansia e tristezza. Concedersi il permesso di sentire ciò che si sente davvero è un primo passo verso un Natale più autentico.

🤝 Relazioni e confini
Le riunioni familiari possono riattivare dinamiche complesse. Stabilire confini chiari — su tempi, energie e impegni — non è egoismo, ma cura di sé. È possibile dire “no” con gentilezza e scegliere cosa è davvero sostenibile.

🧠 Cura di sé e ascolto interiore
Nei momenti più difficili è utile rallentare, chiedere aiuto, concedersi pause e mantenere piccole abitudini che favoriscono equilibrio: riposo, movimento, contatto con persone di supporto, attività che portano senso e calma.

💛 Non sei solə
Se le emozioni diventano troppo intense, parlarne con un professionista può offrire sollievo e nuovi strumenti. Non è un segno di debolezza, ma di responsabilità verso se stessi.

✨ Ricorda: il Natale non richiede perfezione. Può essere un momento luminoso, ma anche un periodo da attraversare con delicatezza. Con attenzione, accoglienza e ascolto, è possibile trasformare le difficoltà in occasioni di maggiore consapevolezza e cura di sé.

Pubblicate le graduatorie 2025. Un sostegno per la salute mentale
06/12/2025

Pubblicate le graduatorie 2025. Un sostegno per la salute mentale

03/12/2025

Molte persone vivono
qualcosa di simile a Luca,
spesso in silenzio.
La terapia non cancella ciò che proviamo, ma ci può aiutare a cambiare il modo in cui lo affrontiamo.

01/12/2025

✨ Autismo ad Alto Funzionamento e Psicoterapia: uno spazio per comprendersi e crescere

Quando parliamo di autismo ad alto funzionamento (o profilo autistico senza compromissioni cognitive o linguistiche significative), è importante ricordare che non si tratta di “un autismo più lieve”, ma di una diversa combinazione di punti di forza e difficoltà, spesso invisibili agli occhi degli altri.

Molte persone con questo profilo vivono quotidianamente sfide legate a:
• gestione delle emozioni e dell’ansia,
• sovraccarico sensoriale,
• comunicazione e interpretazione delle sfumature sociali,
• fatica nel sostenere ritmi e richieste dell’ambiente,
• mascheramento (camuffare i propri tratti per sembrare “neurotipici”), spesso con un alto costo emotivo.

💬 Come può aiutare la psicoterapia?

La psicoterapia non “normalizza” e non mira a eliminare i tratti autistici: il suo scopo è costruire uno spazio sicuro per comprendere meglio se stessi, le proprie esigenze e il proprio modo unico di funzionare.
Un percorso terapeutico può aiutare a:

🌱 Sviluppare consapevolezza delle proprie modalità comunicative, dei trigger emotivi e sensoriali.
🛠️ Trovare strategie pratiche per gestire stress, ansia e sovraccarico.
🎭 Ridurre il mascheramento e promuovere un’identità autentica.
🌍 Comprendere le dinamiche sociali senza sentirsi “sbagliati” o fuori posto.
🤝 Costruire relazioni più soddisfacenti, basate su bisogni e limiti chiari.
💪 Valorizzare punti di forza, come iperfocus, creatività, precisione, pensiero visivo o non convenzionale.

🧠 Un approccio neurodivergent-affirming

La terapia più efficace è quella che riconosce e valorizza la neurodivergenza, evitando interpretazioni patologizzanti.
Significa:
• accogliere il modo di pensare autistico come valido,
• lavorare sulle difficoltà senza negare l’identità,
• collaborare per costruire una vita funzionale e sostenibile, non “adattarsi a ogni costo”.

💙 Essere autistici ad alto funzionamento non significa non aver bisogno di supporto.
Significa avere un modo personale e prezioso di vivere il mondo, che merita comprensione, rispetto e strumenti adeguati.

30/11/2025

🌿 COME CAPIRE SE È IL MOMENTO GIUSTO PER INIZIARE UNA TERAPIA (CBT)

Secondo la Terapia Cognitivo Comportamentale, è utile osservare pensieri, emozioni e comportamenti.
Ci sono alcuni segnali che possono indicare che è tempo di prendersi cura di sé.

1️⃣ I pensieri diventano più veloci, ripetitivi o difficili da gestire

Overthinking, preoccupazioni che tornano continuamente, critiche interne costanti.
La CBT aiuta a riconoscere i pensieri automatici e a ristrutturarli.

2️⃣ Le emozioni iniziano a interferire con la quotidianità

Ansia, tristezza, irritabilità o senso di vuoto che durano da settimane.
Non è debolezza: è un segnale che qualcosa dentro di te chiede ascolto.

3️⃣ I comportamenti cambiano

❌ Eviti situazioni
❌ Procrastini
❌ Ti isoli
❌ Dormi o mangi in modo irregolare
La CBT lavora proprio sul legame tra emozioni e comportamenti, aiutandoti a recuperare equilibrio.

4️⃣ Ti senti “bloccato” e non sai da dove iniziare

Spesso si sa cosa non va, ma manca una direzione chiara.
La CBT offre strumenti pratici e step concreti per tornare a muoversi.

5️⃣ Stai affrontando un cambiamento importante

Lutti, separazioni, diagnosi, stress lavorativo, nuove responsabilità.
La terapia può essere uno spazio protetto per leggere ciò che stai vivendo e trovare strategie.

💬 La verità?

Non serve “stare malissimo” per iniziare una terapia.
Serve solo il desiderio di stare meglio, anche di poco.

La CBT è un percorso che ti accompagna passo dopo passo, con obiettivi chiari e strumenti concreti.

👉 Se senti che qualcosa sta diventando pesante, potrebbe essere il momento giusto per iniziare a prenderti cura di te.

29/11/2025

🌿 La psicoterapia cognitivo-comportamentale: come funziona e perché può aiutare

La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è un approccio psicologico efficace e supportato da numerose evidenze scientifiche. Si basa sull’idea che pensieri, emozioni e comportamenti siano strettamente collegati tra loro: quando impariamo a modificare uno di questi elementi, anche gli altri iniziano a trasformarsi.

La CBT aiuta la persona a riconoscere i pensieri disfunzionali, cioè quelle interpretazioni automatiche che possono influire sul modo in cui viviamo le situazioni quotidiane. Attraverso un percorso guidato, si imparano strategie per ristrutturare questi pensieri e sviluppare una lettura più equilibrata e funzionale della realtà.

Un altro aspetto fondamentale è il lavoro sui comportamenti: spesso alcune abitudini o schemi di evitamento mantengono il disagio. La psicoterapia offre strumenti pratici per sperimentare nuovi modi di agire, più utili e coerenti con gli obiettivi personali.

La CBT è un percorso collaborativo, in cui terapeuta e paziente lavorano insieme, con obiettivi chiari e condivisi. È anche una terapia molto focalizzata sul presente, pur comprendendo la storia personale, e orientata al cambiamento concreto attraverso esercizi, tecniche e riflessioni che proseguono anche al di fuori della seduta.

L’obiettivo non è “cambiare la personalità”, ma favorire il benessere psicologico, migliorare la flessibilità emotiva e promuovere una maggiore qualità della vita attraverso competenze nuove e più funzionali.

29/11/2025

🌟 Disturbo Narcisistico di Personalità: ciò che non si vede a prima vista

Quando pensiamo al narcisismo immaginiamo subito ego smisurato e bisogno di attenzione.
Ma dal punto di vista della psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), la realtà è molto più profonda.

✨ Dietro l’immagine perfetta c’è spesso una ferita invisibile.
Il DNP nasce da schemi interni come:
• “Valgo solo se eccello”
• “Non posso mostrarmi debole”
• “Ho bisogno che gli altri mi confermino chi sono”

Per proteggersi da queste paure, la persona può mostrare:
🔹 bisogno di ammirazione
🔹 ipersensibilità alle critiche
🔹 rapporti altalenanti tra idealizzazione e svalutazione
🔹 tendenza a evitare ciò che potrebbe farla sentire imperfetta

La CBT lavora proprio su questo contrasto: la distanza tra l’immagine grandiosa e il sé vulnerabile.

🎯 Obiettivo?
Costruire un senso di valore più stabile e autentico, migliorare la gestione delle emozioni e creare relazioni più sicure e soddisfacenti.

💬 In altre parole: non si tratta di “avere un grande ego”, ma di imparare a conoscersi davvero, oltre le difese.

Indirizzo

San Giuseppe Jato
90048

Sito Web

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