06/02/2026
In questi giorni il mio corpo mi ha obbligata a fermarmi…Non per punizione, ma perché aveva esaurito i suoi modi gentili di bussare.
Quando si è abituati troppo a reggere l’efficienza, a funzionare bene, a tenere tutto insieme, il corpo trova altri linguaggi per dirci di rallentare.
Garuda, però, non è rimasto in silenzio.
Grazie a Barbara nello Spazio, con le sue lezioni di Pilates e Ginnastica Dolce, e grazie a Dalila in Erboristeria, tutto ha continuato a vivere, a creare e respirare.
Questo mi ha riempito di gratitudine per l’importanza di aver accanto persone di fiducia e mi ha ricordato anche che i luoghi vivi, magici, non dipendono da una sola presenza perché hanno essi stessi un’anima che sa reggere, accogliere e continuare.
Io nel frattempo, nel mio blocco forzato, ho ascoltato, ho attraversato una stanchezza profonda, una rabbia sottile, una ferita che non chiede di essere spiritualizzata ma solo riconosciuta…Non il desiderio di essere altro, ma il bisogno di restare fedele a ciò che sono, senza sminuirmi e senza compromessi.
Mi ricordo che, con fatica e impegno, Garuda é propio nato da tutto questo. È rifugio per chi è stanco del clamore della spiritualità egoica e finta, che appartiene ad un circo di esibizionismi e un mercato di scorciatoie.
Garuda é un luogo dove tornare a se stessi, alla purezza degli intenti e alla verità del corpo, è lo specchio della mia fragilità e della mia forza, del silenzio e della continuità, della scelta di restare costantemente centrata nella mia frequenza, e offrire uno spazio autentico solo a chi riconosce tutto questo.