23/11/2021
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STRAPPARE LUNGO I BORDI: come dare voce alle incertezze e alle paure dei millenial
La serie del momento sta suscitando consensi da parte della critica, del pubblico e anche da parte di colleghi psicologi di grande fama
Inizialmente non ero convinta di cominciare la visione. Non sono quel tipo di persona che guarda "la moda del momento" (eh sì, un po' snob lo sono anch'io). Ma mi sono lasciata convincere stavolta ed è stato molto positivo uscire dalla mia zona di comfort
Ed è proprio la zona di comfort uno dei pilastri di questa serie, ovvero ciò in cui ci sentiamo bravi, esperti ma soprattutto ciò che ci fa sentire al sicuro.
Ma l'ostinazione a voler rimanere nelle nostre "quattro mura di certezza" non fa altro che trasformarle in una prigione, in una limitazione che ci porta a continuare a "strappare lungo i bordi"
Il dover rientrare nei binari imposti dalla società richiama al pesante e pressante conformismo dei nostri tempi che va a creare la maggior parte di difficoltà psicologiche e, nel peggiore dei casi, provoca anche disturbi mentali (in questa serie raccontati con una delicatezza immensa e altrettanta bravura)
Ma la nostra vita rientra lungo percorsi e tratteggi diversi da persona a persona (vedi la sequenza di Achille e la tartaruga).
Il susseguirsi di tappe specifiche e scelte da una persona non necessariamente saranno quelle adeguate e preferite da un'altra (es. sposarsi giovani dopo un'unica relazione ed avere subito figli)
I diversi modi di "seguire i bordi" o "strappare male o bene" questi tratteggi dipende da diversi fattori come personalità, ambiente in cui si è stati educati, famiglia d'origine, status socio-economico e soprattutto in base alle scelte che facciamo nella nostra vita (e questo ce lo insegna anche Harry Potter ormai da 20 anni)
Che dire del protagonista? Zero incarna l'inetto post-moderno, emblema di molti millenial dalla mente acuta e riflessiva, pieni di paranoie per qualsiasi cosa, profondamente insicuri e spaventati dal rischio di sbagliare (vedi sequenza pizza margherita vs pizza sto c'****) e per questo smarriti e autolimitati dalla paura di essere coraggiosi
Per Zero l'unico modo per dare ordine ai suoi pensieri e alle sue emozioni è personificare la voce della ragione, ovvero la sua coscienza, attraverso una versione più incisiva del grillo parlante: un armadillo che senza fare tanti giri di parole ti sbatte in faccia la realtà della vita e che onestamente io sento come mio modo di fare consulenza psicologica (ho adorato l'armadillo!)
Zero come Zeno (e l'assonanza per me non è un caso), c'è innegabilmente un rapporto fra le due figure di antieroe, il secondo è infatti il protagonsta de "La coscienza di Zeno" (di Italo Svevo), romanzo con cui fin da adolescente sto facendo i conti, tanto il nervoso che questo personaggio mi creava/crea
Si tratta dell'inetto, incapace, senza intraprendenza, profondamente infelice e fautore della sua stagnazione e ambivalenza, che mai osa cambiare per raggiungere la sua felicità...
L'inetto post-moderno, così potrebbe essere definito Zero, che in parte assomiglia a Zeno, ma anche si differenzia nella piena consapevolezza dei suoi difetti, nonostante non riesca a capire come uscire dal suo stagno o forse semplicemente come spesso mi capita di sentire, non ne ha la forza o la voglia e questo a mio avviso è un gran peccato. Un gran peccato aver paura di esprimere appieno le proprie potenzialità
Potrei parlarvi del perché i primi secondi della prima puntata illustrano la breve vita della zanzara che muore sbattendo addosso al vetro di un bus, dopo aver incontrato ostacoli sulla sua strada e il fumo grigio del gas di scarico della moto è un chiaro richiamo alla depressione e al tema portante della serie, ma niente spoiler!
Dedico solo alcune righe alla figura di Alice, in particolare del perché abbia una voce robotizzata. Zero deumanizza le persone per lui significative perché questo gli permette di archiviare per un momento il dolore, di non affrontarlo immediatamente. E' un chiaro meccanismo di difesa attraverso cui togliamo potere emozionale a qualcosa che al momento è fin troppo doloroso da gestire. E proprio nel momento in cui Zero è pronto ad elaborare il tutto che torna a sentire le vere voci di tutti, anche dei suoi amici
Dott.ssa Lucia Lanaro