21/11/2021
Una giornata davvero intensa, quella di ieri.
Un anno di incontri, studio, riflessioni intorno al tema della violenza, che si sono tradotti in un approfondimento teorico e personale sulla difficoltà della relazione terapeutica con il "trauma", e in un convegno durante il quale ho avuto l'onore, perché ad oggi non posso che sentirmi onorata, di condurre un workshop insieme alle due colleghe Anna e Sofia, che ringrazio per queste settimane di confronto e condivisione.
Si semina un seme alla volta, ma il vero segreto, forse, è saper avere la pazienza della cura e dell'attesa.
Laddove c'è fiducia e speranza, non ci può essere ne violenza ne distruzione.
Grazie alla Scuola Di Psicoterapia Comparata, grazie al Dott. Luca Modenesi, guida fondamentale, e grazie ai miei colleghi, compagni di questo lungo viaggio che forse non dovrà terminare: Lorenzo, Anna, Sofia, Elisa, Lucrezia, Federico, Eva.
"la sofferenza ci minaccia da tre parti: dal nostro corpo che, destinato a deperire e a disfarsi, non può eludere quei segnali di allarme che sono il dolore e l’angoscia; dal mondo esterno, che contro di noi può infierire con forze distruttive inesorabili e di potenza immane; infine dalle nostre relazioni con altri uomini. La sofferenza che trae origine dall’ultima fonte viene da noi avvertita come più dolorosa di ogni altra”
(Il disagio della civiltà - 1929).