08/02/2026
Prima del bullismo.
Prima del cyberbullismo.
C’è la casa.
C’è uno sguardo che osserva.
È quello dei figli.
I ragazzi imparano come si sta con gli altri guardando i genitori.
Guardano come parliamo di chi sbaglia.
Di chi è diverso.
Di chi non è presente.
Se la critica è normale, diventa normale.
Se il giudizio è quotidiano, diventa un’abitudine.
Se il pettegolezzo è leggero, viene interiorizzato come innocuo.
Ogni parola ripetuta a casa lascia una traccia.
Ogni giudizio detto “senza cattiveria” insegna un modo di stare al mondo.
I figli non fanno ciò che diciamo.
Fanno ciò che vedono.
Assorbono il clima.
Per questo la prevenzione non inizia dal telefono in mano ai ragazzi,
ma dal linguaggio in bocca agli adulti.
Dal tono.
Dall’esempio.
Non è un’accusa.
È una responsabilità.
È consapevolezza.
Perché ogni genitore è il primo modello relazionale di un figlio.
E il cambiamento più potente
non è controllare di più,
ma scegliere ogni giorno come stare in relazione.
Dott.ssa Maria Rosaria Sbordone