31/01/2026
BuonSabato31Gennaio26
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Un po' lungo, ma lo trovo intenso...
"All’alba,
prima che il mondo inizi a parlare, c’è qualcosa in noi che sta ancora ascoltando.
Esiste una parte di te che non può essere raggiunta attraverso il rumore, i ruoli o il movimento.
Non il sé che performa o reagisce, ma quello che era già qui prima del tuo primo ricordo e che resterà dopo l’ultimo respiro.
La solitudine non è una fuga.
È un ritorno.
Quando sei solo,
le maschere cadono. Non c’è pubblico, non c’è copione: solo il respiro, la presenza e la verità silenziosa che vive sotto il tuo nome. All’inizio il silenzio può essere scomodo. Porta alla luce ciò che era nascosto. Ma se resti, se non scappi, qualcosa si ammorbidisce. Le storie si dissolvono. E ciò che rimane non è vuoto, ma interezza.
C’è un momento nel cammino interiore in cui tutto ciò che è falso cade.
Appare un’immensa quiete. La mente vorrebbe fuggire, ma il cuore riconosce: non è un vuoto da temere, è un grembo. La fine di ciò che non sei.
Da quel silenzio si risveglia la presenza.
La vita torna a essere intima. I gesti ordinari si illuminano. Non insegui più il senso: lo abiti. E sotto quella presenza, si fa sentire qualcosa di ancora più profondo: un amore silenzioso e senza confini che non è mai stato fuori da te.
Non è un amore da conquistare o da cercare.
È un amore da ricordare.
Il viaggio interiore non ti allontana dal mondo. Ti riconsegna ad esso più chiaro, più morbido, più vero. Inizi a vivere non dallo sforzo, ma dalla verità. Non dalla paura, ma dall’amore.
Non stai cercando l’amore.
Sei l’amore che si ricorda di sé.
Torna spesso.
Il silenzio conosce il tuo nome."
(Kutluhan Özdemir, contadino)
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