Marina Briselli - Psicoterapeuta Practitioner EMDR

Marina Briselli - Psicoterapeuta Practitioner EMDR Psicologa, Psicoterapeuta EMDR e Floriterapeuta

Da tenere bene a mente che…Sfuggire alla regola, è impossibile !!
18/05/2025

Da tenere bene a mente che…
Sfuggire alla regola, è impossibile !!

29/06/2023
26/08/2021

pubblicità Fondatore Ana Maria Sepe Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor follow me Sai quali ... Leggi tutto

17/08/2021

LE DONNE DI KABUL E I VALORI DELL’UMANITÀ
Una dichiarazione del presidente CNOP David Lazzari

Esiste un esperimento di psicologia sociale che dimostra che la persona che si fa troppo gli affari suoi, che non pratica una certa dose di altruismo collaborativo, finisce per essere isolato dal gruppo. Nessuno vuole più avere a che fare con lui perché nessuno si fida più.
Siamo abituati a vedere l’ipocrisia dell’Occidente, che da secoli ammanta di valori la difesa dei propri interessi, in passato l’esportazione del cristianesimo e più recentemente della democrazia. I governi hanno sempre rivendicato, nei fatti, la necessità di muoversi con realismo, l’esigenza di trovare equilibrio tra i principi e la forza delle cose. Però a volte il realismo può diventare cinismo e la logica degli interessi grave miopia.
Senza entrare in questioni strettamente politiche le immagini che arrivano da Kabul provocano una sensazione di vergogna, di impotenza e di rabbia. L’Occidente si è esposto in quel contesto e lo ha fatto anche in nome di diritti di libertà ed uguaglianza che dovrebbero essere patrimonio dell’umanità. Siamo ormai abituati a pensare che una religione si può condividere ma non imporre, che esiste una base minima di valori e di rispetto della dignità umana che prescinde dalle singole tradizioni e culture.
Non c’è a Kabul un conflitto tra religioni diverse, tra atei e religiosi, tra persone che credono nei valori e persone che non credono in nulla, tra chi vuole ordine e chi vuole il caos. Il conflitto è tra il rispetto per la persona e la mancanza di rispetto. L’idea che la donna, e la persona in generale, non sia portatrice di diritti e di possibilità di scelta, ma abbia solo la possibilità di uniformarsi a regole esterne decise da altri o di pagare a caro prezzo, anche con la vita, una scelta diversa.
L’orrore e l’angoscia che provocano le immagini che arrivano da Kabul deriva dal ripresentarsi di un passato che, per quel Paese, credevamo ormai superato a favore di una idea più ampia di libertà. Deriva da vedere persone che hanno il solo difetto di condividere una idea che è anche la nostra, rischiare la vita e il futuro per questa condivisione. Deriva da un Occidente che in quelle terre, dopo tanti proclami sembra non aver concluso niente, troppo guidato dai commerci e troppo poco dai valori nei quali vorrebbe riconoscersi.
Quelle immagini parlano alle nostre menti e alle nostre coscienze, anche se ci giriamo dall’altra parte. E se non ascoltiamo rischiamo molto, perché non si può credere in qualcosa a giorni alterni. Non si può difendere il valore della dignità umana (perché difendere la donna è difendere l’umanità) solo in base alla geografia.
Tutte le donne del mondo oggi sono le donne di Kabul, e tutti gli uomini devono stare al loro fianco. Ognuno di noi può fare qualcosa, facendo sentire la propria voce, per una azione della comunità internazionale, per l’immediata creazione di corridoi umanitari, per non abbandonare a se stessa le donne e la popolazione afghana.
Il CNOP e il suo CPO scriveranno oggi al presidente Draghi per chiedere la mobilitazione del Governo italiano.

"Se crescisenza nessuno che ti dicache sei bello o che sei bravo,senza una parola di confortoche ti rassicuridandoti il ...
02/08/2021

"Se cresci
senza nessuno che ti dica
che sei bello o che sei bravo,
senza una parola di conforto
che ti rassicuri
dandoti il tuo posto al sole
nel mondo,
niente sarà mai abbastanza
per ripagarti di quel silenzio.
Dentro
resterai sempre
un bambino
affamato di gentilezza,
che si sente brutto,
incapace e manchevole,
qualsiasi cosa accada.
E non importa se,
nel frattempo,
sei diventato
la più bella delle creature."
(Ferzan Ozpetek)

L’ASCOLTO DEL SILENZIO  “L’inizio della saggezza è il silenzio.”Pitagora Quando tutto intorno tace, il cervello inizia a...
24/07/2021

L’ASCOLTO DEL SILENZIO

“L’inizio della saggezza è il silenzio.”
Pitagora

Quando tutto intorno tace, il cervello inizia a percepire il rumore del silenzio. La scoperta è importante.

Il silenzio non è solo un vuoto, assenza di qualcosa. Il silenzio è il modo con cui si organizza la presenza. Non vi è ordine senza silenzio. Non vi è comprensione senza silenzio.

Questa prospettiva consente di riconoscere una condizione fondamentale dell’ascolto: per essere in ascolto è necessario il silenzio, indispensabile per percepire e dar vita alla presenza. E’ il vuoto che consente la formazione di un senso e di un ordine. Il vuoto tra le parole, tra le note, tra i gesti; il vuoto riempie di senso e di comprensione la realtà. Occorre non dire tutto, se si vuole riuscire a dire qualcosa.

L’oblio del silenzio, occupato dalla frenesia e dall’invadenza di emotività che prevaricano, danneggia la comprensione, poiché occorre silenzio per riflettere, per raccogliersi nel riesame di ciò che si vive. Senza silenzio si perdono anche i valori, poiché si fa silenzio per rispetto. Vi è necessità di silenzio anche nell’efficienza, perché è trattenendosi in una sosta che si riesce a tenere l’essenziale e a gettare il superfluo.

Possedere una disciplina del silenzio si esprime attraverso la capacità ascoltare le pause tra una domanda e una risposta, tra un’idea e un’altra, tra il dire e il fare, tra lo sguardo e il suo pregiudizio, tra l’arrivare e il ripartire, tra l’io che si mostra e la propria molteplicità che potrebbe mostrarsi.

Saper fare silenzio su se stessi è un modo per comprendere meglio se stessi. Non il silenzio dell’omissione di un pensiero introspettivo, non il silenzio della sottrazione a interrogare se stessi. Semmai è il silenzio che si incontra quando le domande su di sé toccano corde profonde, quando ci si imbatte in modi di essere che non possono essere spiegati attraverso le parole che si sanno, attraverso un senso che si è abituati a dirsi e a raccontarsi. Vi è un incontro con se stessi che diventa ospitalità del proprio mistero, accoglienza silenziosa della scoperta della propria moltitudine, sottratta alla ragione parlata di una coerenza, di una verità e persino di un senso.

La verità è che “senza spazi vuoti”, senza silenzio non esiste comunicazione con gli altri .

La grande tradizione del pensiero buddhista e taoista, e yogico in generale,
tutta la filosofia orientale, dallo Zen giapponese al vedantismo tradizionale, fino agli insegnamenti dei Sufi del deserto, è imperniata del concetto di silenzio.

“Il cuore guarisce quando capisce, non quando dimentica.Ed io non dimentico, perché dimenticare è fuggire dalla mia stor...
15/07/2021

“Il cuore guarisce quando capisce, non quando dimentica.
Ed io non dimentico, perché dimenticare è fuggire dalla mia storia.

E allora io resto.

Resto accanto alla mia sofferenza. Il tempo che serve per accettare un dolore, una sconfitta, una delusione,
un addio. Il tempo che serve per farmi una carezza.

Perché ho imparato che alla fine non si muore.

No, alla fine si rinasce.”

(A. Faber)

...restare nelle proprie emozioni, soprattutto in quelle negative. Non c'è che dire... ci va coraggio !!
26/03/2021

...restare nelle proprie emozioni, soprattutto in quelle negative.
Non c'è che dire... ci va coraggio !!

Ecco perchè è così importante restare nelle nostre emozioni...

"Le parole, quelle giuste, possono ispirarci, innalzarci, spingerci, rivoluzionare..."  Tu quali usi per parlare ate ste...
15/01/2021

"Le parole, quelle giuste, possono ispirarci, innalzarci, spingerci, rivoluzionare..."
Tu quali usi per parlare ate stesso?

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