24/01/2023
I bendaggi elastocompressivi sono una cosa molto seria: non solo bisogna essere molto attenti a dare la giusta compressione, senza eccedere, e darla sempre progressivamente...ma soprattutto bisogna avere molto rispetto per il paziente.
Questi bendaggi, infatti, rimangono addosso al paziente per giorni: ci si sente limitati, ci si sente impossibilitati a fare molte cose nel quotidiano, non ci si può lavare sotto l'acqua, non si possono fare sforzi, bisogna stare attenti a non tagliarsi e a molte altre cose.
Pertanto, vivere con i bendaggi è un sacrificio, è stancante, ci si sente dipendenti da altri, di peso, invalidati.
Il paziente che ho davanti sa che è necessario, ma sa anche che sarà faticoso. Sa che lo faccio per la sua salute, ma è importante che capisca che lo faccio con tutto il riguardo e il rispetto possibile, perché so cosa voglia dire.
Noi terapisti, prima di farli agli altri, proviamo i bendaggi su di noi. Quando ti ritrovi bendato alle gambe e alle braccia capisci davvero che cosa significhi avere un linfedema e doverlo gestire. Provare sulla propria pelle, ti aiuta a prendere il lavoro ancora più sul serio e a comprendere davvero cosa implichi avere una malattia linfatica, ancora troppo spesso sottovalutata, in primis dai dottori, ma anche da chi non conosce questo ambito.
I bendaggi compressivi e tutta la presa in carico delle malattie del sistema linfatico sono una delle terapia che più mi sta a cuore, che maggiormente ho studiato, indagato, trattato e preso a cuore nella mia pratica lavorativa. E devo dire che mi hanno anche ripagato con grandi risultati e tanto affetto da parte delle persone colpite.
In foto, un mio paziente attuale, con linfedema all'arto superiore, trattato con terapia compressiva. Il signore non ha il braccio destro, perso in un incidente tanti anni fa, dunque gli rimane solo il sinistro, bendato...potrete capire il sacrificio...per fortuna, la terapia prosegue molto bene e siamo quasi pronti ad interrompere i bendaggi e passare ad una guaina di mantenimento.
💪