03/04/2026
QUANDO POTER INTERVENIRE PER LA PLAGIOCEFALIA?
La plagiocefalia posizionale è una condizione sempre più frequente nei neonati e consiste in un appiattimento asimmetrico del cranio, spesso legato a posture mantenute nel tempo. Negli ultimi anni, grazie a una maggiore attenzione alla prevenzione della morte in culla (con il posizionamento supino), si è osservato un aumento di questi quadri, generalmente benigni ma non da sottovalutare.
Secondo l’approccio osteopatico, la plagiocefalia non è solo una questione estetica, ma può riflettere un adattamento funzionale del corpo del neonato, coinvolgendo il sistema cranio-cervicale e, in alcuni casi, anche la suzione, il sonno e la postura globale.
Quando è possibile trattare la plagiocefalia
Uno degli aspetti fondamentali è il timing dell’intervento. Il cranio del neonato è estremamente plastico nei primi mesi di vita, ed è proprio in questa fase che si ottengono i migliori risultati.
• 0–3 mesi: rappresenta la fase ideale. Le ossa craniche sono molto mobili e rispondono rapidamente agli stimoli correttivi.
• 3–6 mesi: il trattamento è ancora molto efficace, soprattutto se associato a strategie domiciliari mirate.
• 6–12 mesi: i miglioramenti sono possibili ma più graduali, richiedono costanza e un lavoro integrato.
• Dopo l’anno: la correzione della forma è limitata, ma resta importante intervenire sulle eventuali disfunzioni associate.
Intervenire precocemente significa non solo migliorare la simmetria cranica, ma anche favorire uno sviluppo armonico del bambino.
Fabio Mellino