09/01/2026
Quando arriva un dolore muscolare o articolare, la sensazione è sempre quella: “E adesso da dove comincio?”
In realtà, guardando le linee guida più solide su schiena, collo, spalla, anca e ginocchio, il quadro è più semplice di quanto sembri.
Quando arrivi in studio, la prima cosa che faccio non è toccarti la schiena o proporti un esercizio: è capire te.
La tua storia, come vivi quel dolore, cosa ti preoccupa e cosa vuoi tornare a fare.
Le linee guida lo chiamano “approccio centrato sulla persona”. Per me è semplicemente lavorare con un essere umano, non con un sintomo.
Poi c’è una verifica importante: ci sono segnali che fanno pensare a qualcosa di serio?
Se sì, si va dal medico. Se no, il dolore è quasi sempre legato a meccanismi comuni del sistema muscoloscheletrico, e si può lavorare in sicurezza.
Le linee guida spiegano anche che radiografie e risonanze servono meno di quanto si creda. Non perché siano sbagliate, ma perché spesso non cambiano la cura. A volte mostrano cose “anormali” che hanno anche persone senza dolore.
In studio si parte da una valutazione chiara: come ti muovi, cosa ti limita, cosa peggiora o allevia il dolore.
Da lì si costruisce un percorso che combina informazione e movimento.
Movimento semplice, progressivo, che ti aiuta a ritrovare fiducia nel corpo.
Le tecniche manuali? Ci stanno, ma come supporto, non come unica soluzione.
La chirurgia? Solo quando serve davvero e dopo un percorso non chirurgico adeguato.
Le attività quotidiane? Sono parte della cura, non un premio dopo mesi di attesa.
La fisioterapia è questo: rimettere ordine nel caos che il dolore ti porta, fino a farti sentire più sicuro, più capace e più libero nei movimenti di ogni giorno.
Lin I et al. What does best practice care for musculoskeletal pain look like? Br J Sports Med. 2019. doi:10.1136/bjsports-2018-099878.