Dott. Piero Liotta biologo nutrizionista

Dott. Piero Liotta biologo nutrizionista Visite nutrizionali in studio. Programmi dietetici personalizzati in condizioni fisiologiche e patologiche. Alimentazione per sportivi.

Diete chetogeniche, vegetariane, vegane.

☕ Caffè e risveglio: una questione di neurofisiologiaAl risveglio l’organismo attiva il Cortisol Awakening Response (CAR...
27/01/2026

☕ Caffè e risveglio: una questione di neurofisiologia
Al risveglio l’organismo attiva il Cortisol Awakening Response (CAR), un incremento fisiologico del cortisolo che prepara il cervello alla veglia nei primi 30–45 minuti.
Il cortisolo favorisce:
-attenzione e prontezza mentale
-disponibilità di glucosio
-sincronizzazione circadiana
La caffeina agisce come antagonista dell’adenosina, riducendo la percezione della stanchezza senza aumentarne la rimozione.
Se assunta durante il CAR:
-potenzia l’attivazione simpatica
-riduce l’efficacia della caffeina nel corso della giornata
-aumenta la variabilità energetica
Attendere 60–90 minuti migliora la risposta neurochimica e riduce il bisogno di stimolazione ripetuta.
Il beneficio non è immediato, ma cumulativo.

☕ Caffeina, cortisolo e adattamento
Il mattino è caratterizzato da un picco fisiologico di cortisolo, indipendente dall’assunzione di stimolanti.
Questo picco è essenziale per l’avvio del metabolismo e della vigilanza. La caffeina, se introdotta precocemente:
-interferisce con la risposta naturale allo stress
-accelera lo sviluppo di tolleranza
-anticipa il calo energetico di metà giornata
Molti interpretano questo calo come “mancanza di caffeina”, quando è spesso il risultato di una stimolazione anticipata. Posticipare il primo caffè di circa un’ora migliora la stabilità energetica e la qualità del sonno serale.

☕ Il problema non è il caffè, ma il ritmo
Il sistema nervoso segue un ritmo prevedibile di attivazione e recupero. Il Cortisol Awakening Response rappresenta la prima fase di questo ciclo. Inserire caffeina durante questa finestra:
-sovraccarica l’asse HPA.
-riduce la sensibilità agli stimoli.
-aumenta la dipendenza funzionale dalla caffeina
Nel tempo questo porta a:
-maggiore consumo
-minore efficacia
-maggiore affaticamento percepito
Allineare la caffeina al ritmo circadiano, invece di anticiparlo, è una strategia semplice per migliorare energia, concentrazione e recupero.

Il ciclo mestruale è regolato dall’asse ipotalamo–ipofisi–ovaio, che coordina la produzione degli ormoni sessuali femmin...
22/01/2026

Il ciclo mestruale è regolato dall’asse ipotalamo–ipofisi–ovaio, che coordina la produzione degli ormoni sessuali femminili. In condizioni fisiologiche si articola in fase follicolare, ovulatoria e luteale, seguite dalla mestruazione.
Durante la fase follicolare l’FSH stimola la produzione di estrogeni, mentre l’ovulazione è indotta da un picco di LH. Nella fase luteale il progesterone prepara l’endometrio a una possibile gravidanza; il calo di questi ormoni determina l’inizio della mestruazione.

Massa grassa e funzione riproduttiva
La massa grassa è essenziale per il mantenimento del ciclo mestruale. Il tessuto adiposo è un vero organo endocrino, coinvolto nella produzione di segnali ormonali che informano l’organismo sulla disponibilità energetica.Quando le riserve energetiche sono insufficienti, la funzione riproduttiva può essere ridotta, causando irregolarità o assenza del ciclo come meccanismo di adattamento biologico.

Alimentazione ed equilibrio ormonale
L’alimentazione sostiene direttamente la funzione ormonale: gli ormoni sessuali derivano dal colesterolo, per cui diete eccessivamente restrittive possono comprometterne la sintesi. Grassi di buona qualità, ferro, magnesio, vitamine del gruppo B e fibre contribuiscono al benessere ormonale e alla regolarità del ciclo.Una dieta bilanciata aiuta a ridurre i crampi e i sintomi premestruali, supporta la produzione di energia durante la fase luteale e favorisce un equilibrio ormonale ottimale.

Conclusione
Il ciclo mestruale è un importante indicatore di salute biologica. Il suo equilibrio dipende dalla regolazione ormonale, da una sufficiente disponibilità energetica e da una nutrizione adeguata, elementi fondamentali per la salute riproduttiva femminile.

Camminare è uno degli esercizi più semplici, accessibili e sostenibili che possiamo fare ogni giorno — e non è solo una ...
22/01/2026

Camminare è uno degli esercizi più semplici, accessibili e sostenibili che possiamo fare ogni giorno — e non è solo una moda salutista! La ricerca scientifica più recente ci dice che non serve essere atleti per ottenere benefici reali, basta muoversi con costanza.

🎯 10.000 passi è davvero il “numero magico”?
Molti di noi hanno sentito che bisogna fare 10.000 passi ogni giorno per stare in salute. In realtà:
✅ L’obiettivo di 10.000 passi non nasce da evidenze scientifiche solide, ma da una campagna di marketing degli anni ’60. ✅ Le evidenze più recenti mostrano che il grosso dei benefici per la salute si osserva già a circa 7.000 passi al giorno. ✅ Anche intensità e continuità del movimento sono importanti: camminate più lunghe o più intense possono apportare ulteriori vantaggi. In pratica, non è necessario “schivare” la giornata se non si raggiungono i 10.000 passi — anche 5.000–7.000 passi possono fare una grande differenza se integrati nella quotidianità.
Benefici concreti di camminare (anche prima dei 10.000 passi).

💓 Salute del cuore
Camminare regolarmente migliora la circolazione, abbassa la pressione arteriosa e riduce il rischio di malattie cardiovascolari.

🧠 Mente e cervello
L’attività fisica come la camminata aiuta l’umore, riduce stress e ansia e stimola la funzione cognitiva.

📉 Rischio ridotto di malattie croniche
Camminare ~7.000 passi al giorno è stato associato a:
~47% in meno di rischio di morte per qualsiasi causa
~25% in meno di rischio di malattie cardiovascolari
riduzioni importanti del rischio di demenza, diabete di tipo 2, depressione e cadute negli anziani.

⚖️ Metabolismo e peso
Stimola il metabolismo, aiuta il controllo degli zuccheri nel sangue e favorisce la gestione del peso corporeo.

🦴 Ossa e muscoli.
Essendo un’attività con carico, camminare mantiene la densità ossea e rafforza i muscoli di gambe, anche e schiena.

😴 Sonno e benessere generale
Il movimento influisce positivamente sul ritmo circadiano e può migliorare la qualità del sonno.

💥 In sintesi: Non serve arrivare a 10.000 per cambiare la tua salute: basta iniziare a muoverti oggi, perché ogni passo che fai oggi è un passo in più verso una vita più salutare.

🧬 Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di prosciutto cotto cancerogeno. In realtà non si tratta di una nuova scope...
21/01/2026

🧬 Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di prosciutto cotto cancerogeno. In realtà non si tratta di una nuova scoperta, ma di evidenze scientifiche consolidate da anni. Nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’OMS ha classificato le carni lavorate (salumi, prosciutto cotto, pancetta, wurstel) come cancerogene per l’uomo (Gruppo 1), sulla base di centinaia di studi epidemiologici e sperimentali. L’associazione più solida riguarda il tumore del colon-retto.

🔍 Cosa significa davvero “cancerogeno di Gruppo 1”
Questa classificazione non misura la pericolosità assoluta di un alimento né implica che chi lo consuma svilupperà un tumore. Indica invece che esiste una relazione causale dimostrata tra consumo abituale di carni lavorate e aumento del rischio oncologico. Il rischio è probabilistico e dose-dipendente, non deterministico.

📊 Entità del rischio
Le metanalisi indicano che ogni 50 g al giorno di carni lavorate (circa due fette di prosciutto cotto) sono associati a un aumento del rischio di cancro del colon-retto di circa il 18%, soprattutto quando il consumo è regolare e protratto per anni o decenni.

⚙️ I principali meccanismi supportati dalla letteratura includono: formazione di composti N-nitroso a partire da nitriti e nitrati usati come conservanti; produzione di sostanze potenzialmente cancerogene durante i processi di lavorazione e cottura; effetti del sale e dei processi di conservazione sull’infiammazione della mucosa intestinale.

🏥 Perché viene servito anche negli ospedali?
Nei reparti oncologici l’obiettivo primario è garantire un adeguato apporto nutrizionale immediato, soprattutto in pazienti con scarso appetito, nausea o difficoltà nella masticazione. Il prosciutto cotto è un alimento facilmente tollerabile, morbido e ricco di proteine, spesso accettato quando altri cibi vengono rifiutati. Il rischio cancerogeno associato alle carni lavorate è legato a consumo abituale e protratto nel lungo periodo, non all’uso occasionale in un contesto clinico controllato.

✅ Conclusione: il nesso causale è accertato e l’effetto è cumulativo. È l’esposizione nel tempo, non il singolo consumo a determinare il rischio.

Additivi ed edulcoranti sono spesso oggetto di dibattito pubblico, talvolta basato su informazioni non supportate da evi...
20/01/2026

Additivi ed edulcoranti sono spesso oggetto di dibattito pubblico, talvolta basato su informazioni non supportate da evidenze scientifiche. Le valutazioni delle principali autorità sanitarie internazionali permettono di inquadrare correttamente il tema, distinguendo tra percezione del rischio e rischio reale documentato.
📌 Additivi alimentari
Gli additivi sono sostanze aggiunte agli alimenti per migliorare: sicurezza,conservazione,caratteristiche sensoriali. Il loro impiego è regolato da organismi come EFSA, OMS/WHO, FAO (JECFA) e FDA. L’autorizzazione avviene solo dopo rigorose valutazioni tossicologiche, che includono studi su genotossicità, cancerogenicità, metabolismo ed effetti a lungo termine.
🔍 Dose Giornaliera Accettabile (DGA)
Per ogni additivo viene stabilita una Dose Giornaliera Accettabile, definita come la quantità assumibile quotidianamente per tutta la vita senza rischi apprezzabili. La DGA include ampi margini di sicurezza ed è costantemente rivalutata alla luce di nuove evidenze scientifiche.
🍬 Edulcoranti
Gli edulcoranti (aspartame, sucralosio, acesulfame K, stevia) sono utilizzati per ridurre l’apporto di zuccheri e calorie, con possibili benefici nella gestione di diabete e carie. Secondo EFSA e OMS, quelli autorizzati sono sicuri entro la DGA. L’OMS (2023) sottolinea che non rappresentano una soluzione autonoma per il controllo del peso, ma uno strumento complementare all’interno di un modello alimentare equilibrato.
⚠️ Naturale vs sintetico
La distinzione tra “naturale” e “chimico” non è scientificamente indicativa della sicurezza. Anche sostanze di origine naturale possono essere dannose a dosi elevate, mentre molecole sintetiche possono risultare sicure se adeguatamente valutate.
🧠 Contesto alimentare
Le linee guida internazionali concordano che il principale fattore critico per la salute è il consumo eccessivo di alimenti ultra-processati, spesso caratterizzati da elevata densità energetica e basso valore nutrizionale, indipendentemente dalla presenza di additivi.
✅ Additivi ed edulcoranti autorizzati sono considerati sicuri. Il rischio deriva dall’eccesso, non dall’uso controllato. La qualità complessiva della dieta resta centrale.

L’efficacia e la sicurezza di un farmaco non dipendono solo dalla dose e dalla modalità di assunzione, ma anche da ciò c...
19/01/2026

L’efficacia e la sicurezza di un farmaco non dipendono solo dalla dose e dalla modalità di assunzione, ma anche da ciò che mangiamo e beviamo. Le interazioni tra farmaci e alimenti possono infatti modificare l’assorbimento, il metabolismo o l’eliminazione di un principio attivo, con conseguenze clinicamente rilevanti.
🔬 Come avvengono le interazioni?
Le interazioni possono avvenire a diversi livelli:
-Assorbimento intestinale (il cibo può aumentarlo o ridurlo), metabolismo epatico (alcuni alimenti influenzano gli enzimi del fegato), effetto farmacologico (potenziamento o riduzione dell’azione del farmaco)
📌 Alcuni esempi significativi
🍊 Succo di pompelmo e statine
Il pompelmo inibisce l’enzima CYP3A4, coinvolto nel metabolismo di molti farmaci, tra cui alcune statine (es. simvastatina, atorvastatina). Il risultato può essere un aumento delle concentrazioni plasmatiche del farmaco e del rischio di effetti avversi, come la miopatia.
🥬 Vitamina K e warfarin
Il warfarin è un anticoagulante il cui effetto può essere ridotto da un’elevata assunzione di alimenti ricchi di vitamina K (verdure a foglia verde come spinaci e cavoli). Non è necessario eliminarli, ma mantenerne un consumo costante.
🥛 Latte e antibiotici tetraciclinici
Latte e derivati, ricchi di calcio, possono legarsi ad alcuni antibiotici (come tetracicline e fluorochinoloni), riducendone l’assorbimento e quindi l’efficacia terapeutica.
☕ Caffè e levotiroxina
L’assunzione di levotiroxina insieme al caffè può ridurne l’assorbimento. Per questo motivo è consigliato assumerla a digiuno, attendendo almeno 30–60 minuti prima di fare colazione.
🍷 Alcol e farmaci sedativi
L’alcol può potenziare l’effetto sedativo di benzodiazepine, oppioidi e alcuni antidepressivi, aumentando il rischio di sonnolenza, depressione respiratoria e incidenti.
✅ Messaggio chiave
Le interazioni tra farmaci e alimenti sono spesso sottovalutate, ma possono avere un impatto clinico rilevante. Leggere il foglietto illustrativo, seguire le indicazioni del medico o del farmacista e comunicare le proprie abitudini alimentari è fondamentale per una terapia sicura ed efficace.

Nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), lo stato nutrizionale della coppia costituisce un determinant...
17/01/2026

Nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), lo stato nutrizionale della coppia costituisce un determinante clinicamente rilevante nella modulazione della qualità gametica, dell’assetto endocrino-metabolico e del microambiente peri-impianto. L’intervento nutrizionale, pur non sostitutivo del trattamento medico, rappresenta una strategia adiuvante potenzialmente in grado di ottimizzare gli outcome riproduttivi.
Nel sesso femminile, un adeguato apporto di folati, vitamine del gruppo B, ferro, iodio, vitamina D e acidi grassi omega-3 è associato a una migliore competenza ovocitaria, risposta alla stimolazione ovarica e recettività endometriale, attraverso meccanismi coinvolti nella steroidogenesi, metilazione del DNA e modulazione infiammatoria. Pattern alimentari ad alto carico glicemico e ricchi di alimenti ultraprocessati risultano correlati a insulino-resistenza e infiammazione cronica di basso grado, con impatto negativo sugli esiti di PMA.
Nel partner maschile, lo stato nutrizionale influenza significativamente la qualità seminale. Micronutrienti quali zinco, selenio, folati e vitamine antiossidanti partecipano alla spermatogenesi, alla stabilità della cromatina spermatozoaria e alla protezione del DNA dallo stress ossidativo, con potenziali effetti su motilità e integrità genomica. La composizione corporea rappresenta un ulteriore fattore prognostico: sottopeso e sovrappeso/obesità sono associati a disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi e a una ridotta efficacia delle tecniche di PMA, anche tramite uno stato pro-infiammatorio sistemico.
Modelli alimentari di tipo mediterraneo, caratterizzati da elevato apporto di alimenti vegetali, grassi insaturi e ridotto consumo di prodotti industriali, risultano associati a profili metabolici più favorevoli e a migliori outcome riproduttivi.
In sintesi, l’integrazione di un intervento nutrizionale personalizzato dovrebbe essere considerata parte di un approccio multidisciplinare alla PMA, finalizzato all’ottimizzazione del contesto biologico in cui si inserisce il trattamento riproduttivo.

L’acrilammide è una sostanza che si forma naturalmente durante la cottura ad alte temperature (oltre i 120°C) di aliment...
15/01/2026

L’acrilammide è una sostanza che si forma naturalmente durante la cottura ad alte temperature (oltre i 120°C) di alimenti ricchi di carboidrati, come patatine fritte, pane, biscotti e caffè. Non è un additivo né un contaminante aggiunto, ma un sottoprodotto della reazione di Maillard, responsabile del colore e del sapore dei cibi cotti.
L’attenzione scientifica nasce da studi sugli animali, nei quali l’acrilammide, somministrata a dosi molto elevate, mostra effetti neurotossici e un aumento del rischio di tumori. Per questo è classificata come “probabilmente cancerogena” (IARC 2A).
Questa classificazione indica però il potenziale di pericolo, non il rischio reale legato all’alimentazione quotidiana.
Negli studi sull’uomo, infatti, non emerge una relazione chiara e consistente tra consumo alimentare di acrilammide e aumento dei tumori più comuni. I risultati sono spesso deboli o influenzati da fattori come fumo e stile di vita.
Il punto centrale è la dose: le quantità usate negli esperimenti sono centinaia o migliaia di volte superiori a quelle assunte con una dieta normale. Come insegna la tossicologia, è la dose che fa il veleno.
C’è stato quindi un certo allarmismo comunicativo, dovuto alla confusione tra pericolo teorico e rischio reale. Molte sostanze comuni possono essere dannose a dosi elevate, senza per questo dover essere demonizzate.
Le raccomandazioni scientifiche sono semplici e razionali:
-evitare cotture eccessivamente bruciate
-variare la dieta
-mantenere uno stile alimentare equilibrato
Conclusione: l’acrilammide non è innocua, ma nelle normali condizioni di consumo il rischio reale è basso e non dimostrato in modo conclusivo. Informare è corretto, creare paura no.

Sui social l’indice glicemico (IG) viene spesso usato come criterio assoluto per definire un alimento “buono” o “cattivo...
11/01/2026

Sui social l’indice glicemico (IG) viene spesso usato come criterio assoluto per definire un alimento “buono” o “cattivo”. Questa semplificazione, tipica dei "fuffaguru" della nutrizione, ignora però ciò che emerge chiaramente dalla letteratura scientifica.
Indice glicemico: utile, ma incompleto. L’IG misura la velocità con cui 50 g di carboidrati di un alimento aumentano la glicemia in condizioni standard. È quindi un parametro comparativo, non una sentenza nutrizionale.

Il problema nasce quando viene applicato alla vita reale senza contesto. Un esempio classico sono le carote: spesso demonizzate per l’IG, ma con un impatto glicemico reale minimo, dato il basso contenuto di carboidrati per porzione.
Carico glicemico: il parametro che conta davvero
Il carico glicemico (CG) considera anche la quantità di carboidrati assunta:
CG = (IG × carboidrati della porzione) / 100
È un indicatore più realistico e clinicamente utile, motivo per cui è poco citato nella divulgazione sensazionalistica: non permette slogan semplici né liste “vietato/consentito”.

Cosa dice la scienza
Le evidenze mostrano che diete a basso carico glicemico, non l’eliminazione indiscriminata degli alimenti ad alto IG, sono associate a:
-miglior controllo glicemico
-riduzione dell’insulino-resistenza
-migliore gestione del peso
Nei soggetti sani non esistono prove che demonizzare l’IG migliori la salute. Il contesto del pasto fa la differenza.
La risposta glicemica dipende da:
composizione del pasto (fibre, proteine, grassi)
grado di lavorazione e cottura, stato metabolico individuale
Un alimento ad alto IG inserito in un pasto equilibrato non ha lo stesso effetto metabolico se consumato da solo.
In conclusione
❌ L’IG non rende un alimento “cattivo”
❌ Le liste semplificate sono fuorvianti
✅ Conta il carico glicemico complessivo
✅ Conta il pattern alimentare e la personalizzazione
La nutrizione basata sulle evidenze non ha bisogno di slogan: ha bisogno di contesto, numeri e competenza.

⚠️ LA “NUOVA” PIRAMIDE ALIMENTARE: SOLITE BUGIE, STESSO SPETTACOLO ⚠️Scrivo da nutrizionista e da professionista, e sì s...
10/01/2026

⚠️ LA “NUOVA” PIRAMIDE ALIMENTARE: SOLITE BUGIE, STESSO SPETTACOLO ⚠️
Scrivo da nutrizionista e da professionista, e sì stavolta sono molto arrabbiato.
Perché ogni volta che si parla di nutrizione, qualcuno sente il bisogno di trasformare la scienza in intrattenimento.
Si ridisegna una piramide, la si ribalta, la si colora meglio… e si grida alla rivoluzione.
Peccato che non sia cambiato nulla.
-Stessi principi.
-Stesse basi scientifiche.
-Stessa nutrizione di sempre.
Questa non è una “nuova” piramide: è un rebranding pensato per attirare chi ama credere che:
– le linee guida siano una truffa
– i professionisti abbiano mentito
– la scienza sia un’opinione
I grassi non sono il demonio? Lo sappiamo da decenni.
I carboidrati non sono tutti uguali? Base della dietetica.
Lo zucchero va limitato ma non è veleno? Mai stato il contrario.
La nutrizione non funziona a slogan.
Il corpo umano non cambia perché qualcuno ha disegnato una piramide più aggressiva.
La salute non si costruisce con titoli sensazionalistici.
Se fosse davvero una svolta: – vedremmo nuove evidenze solide
– consenso scientifico
– aggiornamenti seri delle raccomandazioni
Invece vediamo solo allarmismo, semplificazione e marketing mascherato da divulgazione.
Il danno vero è il messaggio che passa:
👉 la scienza non è affidabile
👉 i professionisti non sono credibili
👉 chi urla di più sembra avere ragione
E qui lo dico chiaramente:
i sostenitori della narrativa complottista non l’hanno vinta in passato e non la vinceranno nemmeno questa volta.
La nutrizione seria è fatta di studio, metodo e responsabilità.
È meno spettacolare, ma infinitamente più solida.
Tutto il resto è rumore.

PS. Accetto con chiunque un confronto che sia però pubblico così mi farò delle grosse risate.

🔬 Nuove linee guida nutrizionali americane: una conferma, non una rivoluzione.Le più recenti Dietary Guidelines for Amer...
08/01/2026

🔬 Nuove linee guida nutrizionali americane: una conferma, non una rivoluzione.
Le più recenti Dietary Guidelines for Americans vengono presentate come un aggiornamento basato sulle nuove evidenze scientifiche. Tuttavia, un’analisi critica mostra come queste raccomandazioni non introducano concetti realmente nuovi, ma ribadiscano principi già consolidati da decenni.
L’enfasi su frutta, verdura, legumi, cereali integrali, sull’uso di grassi insaturi e sulla riduzione di zuccheri aggiunti, sale, carni rosse e alimenti ultra-processati è perfettamente sovrapponibile ai principi della dieta mediterranea e alle Linee guida per una sana alimentazione del CREA.
Questo modello alimentare è supportato da una vasta letteratura scientifica, inclusi studi clinici come il PREDIMED, che ne dimostrano l’efficacia nella prevenzione delle principali patologie croniche, in particolare quelle cardiovascolari e metaboliche.

👉 Il punto critico, quindi, non è l’assenza di linee guida aggiornate, ma la difficoltà di tradurre un consenso scientifico ormai chiaro in comportamenti alimentari concreti e sostenibili. Presentare come “nuove” raccomandazioni già ampiamente validate rischia di spostare l’attenzione dal vero problema: la scarsa aderenza della popolazione a modelli alimentari sani.

🥗 Le nuove linee guida americane non scoprono una nuova strada: confermano che quella mediterranea era (ed è) quella giusta.

📚 Riferimenti bibliografici essenziali
_Estruch R. et al., New England Journal of Medicine, 2013 – PREDIMED.
_Willett W. et al., The Lancet, 2019 – Healthy diets from sustainable food systems.
_World Health Organization – Healthy Diet.
_World Cancer Research Fund – Diet, Nutrition, Physical Activity and Cancer.
-CREA – Linee guida per una sana alimentazione.
_Dietary Guidelines Advisory Committee – Scientific Report.



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✨ Nuovo anno, nuove abitudini!Dopo le feste rimetti al centro il tuo benessere con un piano nutrizionale personalizzato....
05/01/2026

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