27/01/2026
☕ Caffè e risveglio: una questione di neurofisiologia
Al risveglio l’organismo attiva il Cortisol Awakening Response (CAR), un incremento fisiologico del cortisolo che prepara il cervello alla veglia nei primi 30–45 minuti.
Il cortisolo favorisce:
-attenzione e prontezza mentale
-disponibilità di glucosio
-sincronizzazione circadiana
La caffeina agisce come antagonista dell’adenosina, riducendo la percezione della stanchezza senza aumentarne la rimozione.
Se assunta durante il CAR:
-potenzia l’attivazione simpatica
-riduce l’efficacia della caffeina nel corso della giornata
-aumenta la variabilità energetica
Attendere 60–90 minuti migliora la risposta neurochimica e riduce il bisogno di stimolazione ripetuta.
Il beneficio non è immediato, ma cumulativo.
☕ Caffeina, cortisolo e adattamento
Il mattino è caratterizzato da un picco fisiologico di cortisolo, indipendente dall’assunzione di stimolanti.
Questo picco è essenziale per l’avvio del metabolismo e della vigilanza. La caffeina, se introdotta precocemente:
-interferisce con la risposta naturale allo stress
-accelera lo sviluppo di tolleranza
-anticipa il calo energetico di metà giornata
Molti interpretano questo calo come “mancanza di caffeina”, quando è spesso il risultato di una stimolazione anticipata. Posticipare il primo caffè di circa un’ora migliora la stabilità energetica e la qualità del sonno serale.
☕ Il problema non è il caffè, ma il ritmo
Il sistema nervoso segue un ritmo prevedibile di attivazione e recupero. Il Cortisol Awakening Response rappresenta la prima fase di questo ciclo. Inserire caffeina durante questa finestra:
-sovraccarica l’asse HPA.
-riduce la sensibilità agli stimoli.
-aumenta la dipendenza funzionale dalla caffeina
Nel tempo questo porta a:
-maggiore consumo
-minore efficacia
-maggiore affaticamento percepito
Allineare la caffeina al ritmo circadiano, invece di anticiparlo, è una strategia semplice per migliorare energia, concentrazione e recupero.