28/01/2026
🔄 Il ciclo “dieta – fallimento – colpa”: perché si ripete e come uscirne davvero
Molte persone pensano di avere “poca forza di volontà”.
In realtà, nella maggior parte dei casi, non è un problema di volontà: è un problema di modello.
Un modello rigido, punitivo, che porta inevitabilmente a sentirsi inadeguati.
Il ciclo è sempre lo stesso.
Si parte con una dieta ferrea: regole strette, divieti assoluti, aspettative altissime.
All’inizio sembra facile, perché la motivazione è forte.
Ma la vita reale non è fatta di perfezione: è fatta di imprevisti, emozioni, giornate storte, cene fuori, stanchezza.
E quando arriva il primo “sgarro”, la mente interpreta tutto come un fallimento.
Non come un episodio normale, ma come la prova che “non sei capace”.
Da lì nasce la colpa.
Una colpa che pesa più del cibo stesso.
La colpa porta a mollare.
Mollare porta a ripartire ancora più rigidi.
E la rigidità riapre il ciclo.
Dieta → fallimento → colpa → dieta ancora più rigida.
Un loop infinito che logora l’autostima e peggiora il rapporto con il cibo.
La verità è che non sei tu il problema.
È il modello che ti hanno insegnato.
Per spezzare questo ciclo serve un approccio diverso: più realistico, più umano, più sostenibile.
Serve imparare che un pasto fuori schema non compromette nulla.
Che non esiste “tutto rovinato”.
Che la costanza non è perfezione, ma continuità.
Che si può ripartire dal pasto successivo, senza punizioni, senza sensi di colpa.
Serve cambiare il dialogo interno.
Da “Ho fallito” a “Sto imparando”.
Da “Non ce la farò mai” a “Posso fare meglio al prossimo pasto”.
Da “Sono sbagliata” a “Sto costruendo nuove abitudini”.
Quando cambi il modo in cui ti parli, cambia il modo in cui mangi.
E quando cambi il modello, cambia tutto: i risultati, la serenità, la relazione con il cibo.
Non devi essere perfetto.
Devi essere costante, gentile con te stesso e disposto a ripartire ogni volta che serve.
È così che si esce dal ciclo.
È così che si cambia davvero.