03/05/2018
Per i futuri papà, che si chiedono o pensano:
"Cosa posso fare in quei momenti?"
"Io non posso aiutarla più di tanto"
"Ho paura di sentirmi impotente e di essere d'intralcio"
"Credo che in quel momento sarò inutile"..
La vostra presenza è più importante di ciò che credete.
Potete offrire ascolto ai suoi bisogni (del corpo, del cuore e della mente) e aiutarla a soddisfarli, mentre lei impegna tutta se stessa in un'impresa epica e meravigliosa...
Vi pare poco?
🌸 IL PARTNER IN TRAVAGLIO 🌸
Ci sono molte cose che futuro papà o accompagnatore può fare per aiutare la partoriente durante il travaglio:
🔸️Massaggiarle la zona lombare per consentirle di rilassarsi tra una contrazione e l’altra. Non occorre conoscere tecniche specifiche di massaggio: a volte sono sufficienti semplici carezze.
🔸️Se il travaglio si protrae a lungo e la donna si sente priva di energie, le si può offrire una caramella, una zolletta di zucchero, frutta secca, qualunque cosa lei desideri per permetterle di riprendersi.
🔸️Le può rinfrescare il viso con una spugnetta bagnata o scaldarla con un panno caldo.
🔸️Se si è allenato con la futura mamma a praticare tecniche di rilassamento e respirazione profonda, può aiutarla a eseguirle durante il travaglio.
🔸️Se lei lo desidera, può mettere un po’ di musica o usare qualunque altro accorgimento che favorisca la sua serenità e concentrazione.
🔸️Nella fase espulsiva, può sostenere fisicamente la donna per consentirle di assumere la posizione che trova più confortevole.
Chi assiste la futura mamma ha il ruolo di complice e di mediatore: deve fare in modo che le richieste della donna vengano ascoltate e, se possibile, esaudite dal personale della struttura.
Al tempo stesso, però, dovrebbe conoscere i propri limiti e non imporre il proprio intervento alla futura mamma.
Dovrebbe anche saper accettare improvvisi malumori e momenti di rabbia o frustrazione senza offendersi o scoraggiarsi.
In alcuni casi, dovrebbe limitarsi a non fare nulla, sapendo che la sua sola presenza silenziosa è già di grande aiuto e di conforto.
Una fase particolarmente delicata, in cui si misura la capacità dell’accompagnatore di rispettare i limiti del proprio ruolo e la volontà della partoriente, è la contrazione.
In quel momento, la donna ha bisogno di concentrarsi su se stessa e su ciò che sta vivendo. Non ha voglia di parlare, tutt’al più mantiene il contatto con chi la assiste attraverso lo sguardo. L’accompagnatore dovrebbe sapersi ritirare in silenzio e non interferire.
Oppure, d’accordo con la partoriente, può mettere in atto un piccolo rito associato alla contrazione. Per esempio, ripetere la frase “una in meno”, per ricordarle che la meta della nascita del bimbo si avvicina a ogni istante.
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