12/01/2026
«È enorme. Di fatto è il doppio del fabbisogno». Così Franco Berrino commenta le nuove indicazioni sulle proteine nella piramide alimentare americana, sottolineando che proporre tra 1,2 e 1,6 grammi per chilo di peso corporeo supera ampiamente le reali necessità. Berrino aggiunge: «Nel nostro studio EPIC dimostriamo chiaramente che più proteine si mangiano, più si ingrassa. Chi mangia più del 16% delle calorie sotto forma di proteine ingrassa. Chi scende sotto no. Chi arriva al 40-50% dimagrisce solo perché si intossica. Hanno sbagliato la cosa principale».
Le nuove linee guida diffuse dal governo americano, che vedono in prima linea Robert F. Kennedy Jr. E Brooke Rollins, rappresentano una svolta rispetto alle indicazioni tradizionali: carne rossa, latticini interi e grassi animali diventano la base dell’alimentazione quotidiana, mentre la frutta, la verdura e i cereali integrali restano, ma passano decisamente in secondo piano. L’impostazione punta a ridurre zuccheri aggiunti e alimenti ultraprocessati, identificati come principali responsabili di obesità e patologie croniche, ma lascia più libertà su alcol e grassi, eliminando limiti giornalieri e avvisi espliciti sui rischi oncologici.
Berrino non nasconde le sue perplessità anche sull’aspetto comunicativo: secondo lui, la grafica della piramide alimentare trasmette messaggi confusi, spostando i cereali integrali in una posizione che storicamente era riservata ai cibi da limitare, mentre il testo ne suggerisce il consumo quotidiano. Un’incoerenza che rischia di creare confusione tra cittadini e professionisti.
Altro punto critico, secondo Berrino, è l’invito a consumare latticini interi fino a tre volte al giorno: “Walter Willett dice chiaramente: uno al giorno è più che sufficiente, non c’è nessuna ragione di mangiarne così tanti. Ed è la massima autorità scientifica americana in nutrizione”. Anche il tema dei grassi resta poco chiaro: si consiglia sia l’uso di olio extravergine e pesce, sia quello di b***o e grassi animali, fissando però un tetto che, nella pratica, risulta difficile da rispettare.
Berrino riconosce almeno un aspetto positivo: la condanna degli alimenti ultraprocessati e degli zuccheri aggiunti rispecchia le evidenze scientifiche più recenti. Tuttavia, con oltre il 60% dei prodotti alimentari statunitensi classificati come ultraprocessati, la raccomandazione rischia di restare poco applicabile se non si interviene alla radice sul sistema alimentare.
Sul fronte dell’alcol, la nuova piramide segna una rottura rispetto al passato, eliminando indicazioni precise su quantità e differenze di rischio tra uomini e donne. “Quando dici ‘limita l’alcol’, il messaggio si annacqua”, osserva Berrino, facendo notare che un bicchiere al giorno non ha lo stesso impatto per tutti, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tumore al seno.