Paolo Fiorot - studio di Massoterapia

Paolo Fiorot -  studio di Massoterapia Massaggiatore Terapista e Idro Terapista
Operatore Sanitario abilitato all'esercizio dell'Arte Ausil

21/02/2024

✅È ora di mettersi in forma

✅La Kinesiologia è indicata per...

✅Stress Psico-Emotivo

✅Tensioni e Dolori Muscolo-Scheletrici

✅e tanto altro

02/11/2023
08/10/2023

Gurdjieff utilizzava spesso la metafora della carrozza per descrivere la condizione dell’essere umano.
La carrozza è il corpo fisico, i cavalli le emozioni, il cocchiere la mente e il passeggero la coscienza.

Secondo Gurdjieff la coscienza è assopita in uno stato di sonno in cui le emozioni (cavalli) e la mente (cocchiere) trainano il corpo fisico (carrozza).
Questo significa che se la coscienza dorme, quanta consapevolezza abbiamo di quello che facciamo, diciamo e decidiamo?
Pensiamo a cosa succede quando le emozioni prendono il sopravvento.
Come dei cavalli impazziti non ci rendiamo più conto di quali sono gli effetti delle nostre azioni.

Pensiamo a quei comportamenti che agiamo in automatico perché diventati un abitudine.
Quante volte scegliamo le stesse situazioni o gli stessi incontri, anche se non più desiderati o necessari, solo perché li conosciamo bene?
In questo caso il cocchiere segue sempre la solita strada e decide l’andatura dei cavalli secondo i programmi e le credenze che ha imparato a conoscere negli anni.

Per poter cambiare strada il cocchiere deve ascoltare la voce del passeggero, il nostro Vero Sé, che è l’unico che può indicare la strada.
Infatti quando il passeggero è sveglio, può finalmente rendersi conto se la strada presa dal cocchiere e l’andatura dei cavalli sono il frutto di una scelta consapevole.
Può scegliere se proseguire o cambiare direzione.

Ecco perché è importante riappropriarsi della propria direzione ed essere noi, ben presenti a noi stessi, a guidare la carrozza in armonia con le proprie emozioni, sensazioni e pensieri.

04/10/2023

INSULINO RESISTENZA.
Nelle mie conferenze in Italia parlando con le persone partecipanti mi sto accorgendo della non conoscenza del ruolo vitale dell’insulina. Così oggi scrivo. L’insulina e’ l’ormone del dopo pasto. Viene stimolata dall’ aumento della glicemia, concentrazione del glucosio nel sangue. Il glucosio viene dai carboidrati (pane, pasta, pizza, frutta, patate, cereali, legumi, dolci, zucchero, miele...verdura...).
L’insulina viene prodotta dal pancreas ed ha la funzione di far entrare il glucosio dal sangue dentro ogni cellula del nostro organismo. Per esercitare la sua funzione, l’insulina trova un suo recettore posto sulla membrana cellulare.
Il recettore e’ come una porta che va aperta per far entrare il glucosio nella cellula. Se non e’ presente il recettore l’insulina non può svolgere la sua funzione.
Quindi il glucosio non può entrare dentro la cellula e resta nel sangue. Così aumenta il valore della glicemia. Il recettore dell’insulina e’ una proteina che viene prodotta dalla stessa cellula. Quando dentro la cellula c’è un aumento di acidi grassi saturi derivati da una errata alimentazione, la cellula non produce più la proteina recettore dell’insulina. Scatta così lo stato di insulino resistenza. L’insulina c’è ma non funziona. In questa condizione la persona comincia ad accumulare in modo progressivo il suo grasso corporeo nell’addome e nella zona gluteo-femorale.
Non si riesce a perdere grasso se siamo in uno stato di insulino resistenza. Si ha steatosi epatica (fegato grasso) che peggiora le condizioni favorendo ulteriore accumulo di grasso corporeo.
Si può misurare la presenza dell’ insulino resistenza facendo tre esami del sangue: - glicemia - insulina - emoglobina glicata. Conosciuti questi valori nel sangue, si può realizzare l’indice H.O.M.A. (Homeostasis Model Assessment), facendo questo calcolo GLICEMIA x INSULINA / 405. Viene un numero che deve stare sotto a 3. Se abbiano dal calcolo un valore superiore a 3 siamo in uno stato di insulino resistenza. Esempio: se una persona ha la sua glicemia a 105 mg e la sua insulina a 23 UI. Si esegue il calcolo 105 x 23 / 405. Viene 5.96, la persona si trova in uno stato di insulino resistenza. Occorre sbloccare questa condizione perché se non rimossa si può cadere nel diabete mellito tipo 2, oltre a non dimagrire. Inoltre l’insulina favorisce l’entrata degli amminoacidi all’interno delle cellule. Amminoacidi sono molecole essenziali per ottenere la sintesi delle proteine. Pertanto in uno stato di insulino resistenza e’ compromessa la sintesi delle proteine. Si perde muscolo, si può sviluppare la sarcopenia. Uno stato di insulino resistenza nel cervello genera decadimento cognitivo cerebrale. La conoscenza genera la salute. L’ignoranza, intesa come non conoscenza, può generare malattia.

01/10/2023

LO SAPEVI? Cicatrici e postura

Lo sapevi che le cicatrici, anche se vecchie, possono provocare dolori e/o alterazioni posturali?

Quando si forma una cicatrice, sia accidentale che chirurgica, possono crearsi delle aderenze che a loro volta portano a limitazioni di movimento, dolori e alterazioni posturali.

Una cicatrice può alterare la postura, può creare dolori in zone anche lontane tra loro.
La presenza di aderenze sottocutanee contribuisce a rendere dura e anelastica la cicatrice stessa, diffondendo così attraverso la cute una sorta di trazione in tutte le direzioni, che disturberà tutto il sistema, causando adattamenti posturali e addirittura limitare il corretto funzionamento di un muscolo a causa di aderenze profonde

Prenota una Valutazione Posturale

17/07/2023

LA VITA È FATTA DI PRIORITÀ

- Sai... è molto tempo che ho dei dolori, dovrei ve**re a studio per fare dei trattamenti ma ora non ho soldi!

- Tranquillo... quando vuoi...(però i soldi per l'inchiostro si trovano!)

03/05/2023

IL NERVO VAGO TRA OCCIDENTE ed ORIENTE
Lo avevo promesso, mantengo l’impegno e scrivo sulla sindrome vagale. La parola sindrome esprime l’insieme dei sintomi e dei segni di una patologia, generata dal nervo vago: cefalea, stanchezza, apatia, tristezza, aritmie cardiache, dolore cervicale, nausea, depressione, caduta tono umore, mancanza di vitalità, vomito dopo i pasti, improvvisi svenimenti…, brusche variazioni pressione arteriosa. Tutto parte dall’intestino, e passa attraverso il nervo vago. Esso è il lato oscuro, nascosto, viscerale, del nostro vivere, svincolato dalla nostra volontà, che possiamo però modulare con una sana alimentazione e salutare stile di vita. Noi possiamo decidere gli alimenti da ingerire, ma quando il cibo è entrato nel nostro intestino è svincolato dalla nostra volontà, ma agisce sul nervo vago. Il cibo dove passa, lascia il suo segno sulla parete intestinale e stimola i neuroni distribuiti su tutta la lunghezza del sistema intestinale. Per evitare la sindrome vagale occorre conoscere il proprio intestino e saper scegliere il proprio cibo. E’ la qualità degli alimenti a generare infiammazione sulla lunga parete intestinale. Non e’ certo il calcolo giornaliero delle Calorie. Quando mangiamo non siamo mai soli, miliardi di batteri intestinali, il microbiota, mangiano i nostri stessi alimenti e producono molecole in grado di stimolare il nervo vago. Prossimo post: microbiota-nervo vago- depressione- mancanza di vitalità.
IL CERVELLO ENTERICO CONDIZIONA IL CERVELLO CRANICO / IL CERVELLO DIFFUSO
La composizione strutturale del nervo vago ci informa sulla sua vitale funzione, possiede due tipi di di fibre nervose: A - 80% fibre afferenti che trasferiscono le stimolazioni sensoriali viscerali dal cervello enterico ( milioni di neuroni posti sulla parete dell’intero intestino) al cervello cranico (custodito nella teca ossea del cranio) B - 20% fibre efferenti che trasferiscono la risposta dal cervello cranico al cervello enterico. Evidenzio che il nervo vago ha il principale compito di “portare” le stimolazioni viscerali al cervello cranico. In Giappone considerano l’intestino, la cavità addominale come la sede dell’anima: hara (腹), che significa pancia. Il suicidio del samurai, harakiri, significava tagliarsi l’addome per liberare l’anima. Noi in occidente non abbiamo la stessa considerazione dell’intestino. E sbagliamo chiamando l’intestino il secondo cervello. E’ una affermazione giornalistica. C’è molto di più. Il nervo vago condiziona il cervello cranico con le sue stimolazioni sensoriali, nascenti dall’intestino, dal ruolo del cibo, dagli organi addominali, dal cuore, dal polmone… ed obbliga il cervello cranico a rispondere, a dialogare con gli altri organi. Il nuovo orizzonte e’ il cervello “diffuso”: tutti i neuroni nel corpo umano costituiscono il cervello diffuso. Superare Cartesio: la “mente” non sta solo nel cervello cranico

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12/04/2023

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