28/11/2025
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Ca’ Foncello, la Musicoterapia entra in Terapia Intensiva Neonatale
Benazzi: “Un ulteriore importante supporto per i nostri bimbi prematuri e i loro genitori”
(n. 162/2025) C’è un nuovo, dolce suono che risuona nella Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Treviso. Da alcuni giorni, infatti, è approdata in reparto la Musicoterapia, un viaggio emozionale dedicato ai piccoli guerrieri nati troppo presto e ai loro genitori, per riscoprire, attraverso le note, quel legame prezioso e profondo messo alla prova dalla nascita anticipata.
L'iniziativa, parte del progetto regionale GeNI - Generazioni e nuovi inizi (finanziato dalla Regione del Veneto e coordinato dal Consorzio Intesa CCA, con Ulss 2 in qualità di partner), trasforma l'ambiente clinico in uno spazio di ascolto, vicinanza e speranza.
“La Musicoterapia in Terapia Intensiva Neonatale - spiega il primario, dott.ssa P. Lago - è un percorso clinico dedicato e non invasivo che utilizza il suono, la voce ed il mondo sonoro per sostenere il benessere del neonato e dei suoi genitori. È un intervento non farmacologico consolidato, con note evidenze scientifiche che ne dimostrano i benefici sia per i neonati prematuri che per i loro genitori. L'obiettivo principale è creare un ambiente sonoro più fisiologico e meno stressante, simile all'ambiente intrauterino. A condurre le ore di condivisione con le persone in TIN è una professionista musicoterapeuta, Francesca Poloni”.
Gli incontri vengono eseguiti direttamente dalla musicoterapeuta alla culla del neonato oppure, con il coinvolgimento dei genitori, in una saletta dedicata. I genitori vengono accompagnati a dialogare con il loro bambino attraverso il suono, ninna nanne create insieme, canzoni e storie.
Ascoltare la voce della mamma o le ninne nanne da lei cantate è fondamentale per rafforzare la relazione con il bambino e garantire un senso di familiarità e sicurezza ma anche la musica dal vivo diventa un valido supporto (...)
(...) “Questo bellissimo progetto rappresenta un ulteriore step sulla strada dell’umanizzazione delle cure che perseguiamo con grande attenzione e determinazione - sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi -