31/05/2024
In "L'uomo e i suoi simboli" Jung scrive:
"La conoscenza della natura umana da me accumulata nel corso di sessant'anni di esperienza pratica mi ha insegnato a considerare ogni paziente come un'esperienza nuova in cui, predominante sugli altri, si pone il problema dell' instaurazione di un rapporto personale".
Parlando di un paziente: " Egli aveva bisogno dell'aiuto di un'altra persona e il compito della terapia era quello di portare alla lenta instaurazione di un rapporto di fiducia, piuttosto che alla dimostrazione di una teoria clinica". È il paziente stesso, dopo molti anni di terapia, a confessargli di essersi liberato dei suoi sintomi man mano che il rapporto terapeutico si rafforzava.
"È importante capire il linguaggio individuale del paziente e seguire i suoi affannosi tentativi per emergere dall' inconscio alla luce".
Da ciò si evince quanto sia importante il tempo all'interno di un percorso, affinché ci si possa affidare veramente e che la prima cosa ad essere veramente terapeutica è l'instaurazione di un rapporto di fiducia, che permetta al terapeuta di conoscere e riconoscere sempre più in profondità quella persona specifica e non una persona numero. Questo implica ovviamente che il terapeuta debba fare un grande lavoro su se stesso e di discernimento, per non incappare nel meccanismo delle proiezioni, delle generalizzazioni e della banalizzazione dell'unicità di ciascuno.