Impresa Funebre Casertana Vecchione

Impresa Funebre Casertana Vecchione in una parola: SOBRIETÀ

in poche parole: FUNERALE DIGNITOSO AD UN PREZZO ACCESSIBILE

29/04/2021

ecco l'Istat cosa scrive per i decessi nei primi mesi della pandemia
Covid-19 seconda causa di morte dopo i tumori
Per la prima volta dall’inizio della pandemia è possibile analizzare dettagliatamente le cause di morte, incluso il Covid-19, di tutti i decessi registrati in Italia tra il 1° marzo e il 30 aprile 2020.

Nei mesi di marzo-aprile 2020 i decessi in eccesso sono stati 49mila rispetto alla media degli stessi mesi nei cinque anni precedenti. Il 60% è attribuibile al Covid-19 (29.210), il 10% a polmoniti e il 30% ad altre cause.

I decessi per polmoniti triplicano e aumentano quelli per demenze, diabete e cardiopatie ipertensive.

Sul totale dei decessi per Covid-19 circa l’85% è di individui di oltre 70 anni.

Tra i 50-59enni un decesso su cinque è dovuto al Covid-19. L’incremento dei morti è differenziato per luogo di decesso: +155% nelle strutture residenziali o socio-assistenziali, +46% negli istituti di cura, +27% nelle abitazioni.

16/03/2021

è giusto inserire nel piano di vaccinazione per il Covid anche gli operatori funebri?

13/02/2021

La Guida dei Cimiteri Militari Italiani in Etiopia

28/08/2020

Lo chiamano necroforo o becchino, ma il suo nome corretto sarebbe operatore funebre. In questo articolo, ti aiutiamo a scoprire di più sulle sue mansioni quotidiane, ordinarie e straordinarie, e sui possibili rischi di questo mestiere.

Cosa fa l’operatore funebre (o il necroforo)
Spesso, chi diventa operatore funebre passa in questo settore dopo aver praticato professioni infermieristiche o d’assistenza in strutture ospedaliere e cliniche. Le ditte di onoranze funebre che se ne avvalgono, infatti, prediligono persone che hanno familiarità con le pratiche paramediche o che abbia prestato servizio in corsia.

Ma che cos'è un operatore funebre? Il necroforo è una figura professionale che si occupa di tutte quelle pratiche di vestizione, trasporto e seppellimento del defunto, o della sua eventuale cremazione qualora questa fosse richiesta dai parenti. In alcune aziende di pompe funebri, tra cui soprattutto le più piccole, il necroforo ha anche il compito di vendere arredi mortuari e affiggere i necrologi.

L’operatore funebre è un professionista specializzato con un’importante preparazione tecnica e morale, condizioni essenziali per potersi approcciare alla salma in maniera rispettosa e, ancora più importante, saper trattare con delicatezza i sopravvissuti al defunto, i quali potrebbero stare attraversando un difficile lutto.

Di solito, il necroforo lavora in turni prestabiliti, poiché il lavoro prevede spesso anche chiamate notturne. Questo avviene soprattutto nelle grandi città, mentre nei piccoli centri il lavoro segue gli orari tradizionali. Pur essendo un lavoro poco valorizzato per via della superstizione che lo riveste in Italia, quello dell’operatore funebre è un ruolo chiave non solo all'interno dell’azienda per cui esso lavora, ma anche per l’immagine che questa deve dare di sé ai familiari in lutto. In altre parole, gli addetti alle onoranze funebri sono le prime persone che la famiglia incontra poco dopo la perdita, e deve mantenere un alto livello di decoro e rispetto, oltre che massima accortezza per la privacy che questi momenti delicatissimi prevede.

Le parole d’ordine del necroforo, dunque, sono decoro e rispetto, caratteristiche fondamentali che tutti coloro che vogliono approcciarsi a questa professione dovrebbero tenere a mente ogni giorno.

Come si diventa necroforo?
Come si diventa operatore funebre? Sempre più giovani si interessano a questa opzione lavorativa attirati dalla professionalità e dalla presunta stabilità del lavoro. Di regola, l’operatore funebre diviene tale dopo aver superato con successo un corso specializzante con esame finale. Questo corso ha durata variabile, che possono durare da un paio di giorni a più settimane.

Una volta ottenuto il titolo, è possibile mettersi in cerca di lavoro sia nel pubblico che nel privato. Nel privato sarà sufficiente inviare la propria candidatura all'agenzia delle pompe funebri, mentre per il pubblico bisognerà partecipare ai bandi di gara per necrofori indetti dai Comuni.

Per questo lavoro è necessario possedere una serie di soft skills che probabilmente durante il corso non verranno trasmesse, ma che hanno un valore inestimabile nel momento in cui si ha a che fare con i parenti del defunto, i quali possono essere soggetti a forti momenti di emotività, soprattutto alla vista della salma.

22/07/2020

L’ISTAT ha diffuso qualche giorno or sono il bilancio demografico nazionale. Da esso estraiamo le informazioni di interesse sulla evoluzione della mortalità nell'anno 2019.

Nel 2019 i decessi ammontano a 634.432 unità, con un aumento rispetto al 2018 decisamente
contenuto (appena 1.300 in più). L’aumento del numero di decessi si registra in quasi tutte le ripartizioni, con un incremento più consistente nelle Isole (+1,7%), solo il Nord-ovest registra una lieve diminuzione (-0,7%).
Il maggior numero di decessi coinvolge le donne (52,1%), con un rapporto di 108,9 ogni 100
uomini, e solo l’1,2% riguarda cittadini stranieri.
Il tasso di mortalità è pari a 10,5 per mille, varia da un minimo di 8,4 per mille nella provincia autonoma di Bolzano a un massimo di 13,8 in Liguria ed è legato alla struttura per età della popolazione.
In una popolazione caratterizzata da un accentuato invecchiamento demografico come quella italiana,
la tendenza all'aumento dei decessi è in parte strutturale. Questa tendenza di fondo può essere
perturbata dall'azione di eventi congiunturali (quali condizioni climatiche particolarmente avverse o
favorevoli, maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali) che possono influire
sull'andamento mensile del fenomeno. La stagionalità dei decessi nel 2019 non presenta a questo
riguardo particolari criticità rispetto ai quattro anni precedenti.
Il calendario dei decessi mette in evidenza che nel trimestre febbraio-aprile 2019 si sono registrati il 26,5% dei decessi avvenuti nel corso dell’anno, percentuali in linea con la media del 2015-2018.
Anche l’analisi dei decessi relativi all'ultimo trimestre del 2019, periodo dell’anno in cui si possono ravvisare i primi effetti legati al clima rigido o a patologie stagionali, mostra livelli di mortalità generalmente in linea con la media ottobre-dicembre 2015-2018 (2,5 per mille).

Di interesse anche le le notizie che riguardano in generale la evoluzione della popolazione italiana, che sono riportate di seguito.

Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente è inferiore di quasi 189 mila unità (188.721) rispetto all'inizio dell’anno. Il persistente declino avviatosi nel 2015 ha portato a una diminuzione di quasi 551 mila residenti in cinque anni.

Rispetto all'anno precedente, si registra un nuovo minimo storico di nascite dall'unità d’Italia, un lieve aumento dei decessi e più cancellazioni anagrafiche per l’estero.
Il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese è in calo (-8,6%), mentre prosegue l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani (+8,1%).

Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.244.639 unità, quasi 189 mila in meno rispetto all'inizio dell’anno (-0,3%). Rispetto alla stessa data del 2014 diminuisce di 551 mila unità, confermando la persistenza del declino demografico che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni.

Il calo di popolazione residente è dovuto ai cittadini italiani, che al 31 dicembre ammontano a 54 milioni 938 mila unità, 236 mila in meno dall'inizio dell’anno (-0,4%) e circa 844 mila in meno in cinque anni: una perdita consistente, di dimensioni pari, ad esempio, a quella di province come Genova o Venezia.

Nello stesso periodo, al contrario, la popolazione residente di cittadinanza straniera è aumentata di oltre 292 mila unità attenuando in tal modo la flessione del dato complessivo di popolazione residente. Il ritmo di incremento della popolazione straniera si va tuttavia affievolendo. Al 31 dicembre 2019 sono 5.306.548 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe, l’8,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all'inizio dell’anno, di sole 47 mila unità (+0,9%).

25/04/2020

Papa Francesco ha pregato oggi per quanti accompagnano con il loro servizio le vittime di questa pandemia.
Nell’omelia ha ricordato che ogni cristiano è missionario. Francesco ha presieduto la Messa a Casa Santa Marta nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa di San Marco evangelista.
Nell’introduzione ha rivolto il suo pensiero a quanti svolgono in questo periodo i servizi funebri. (Vatican News)
Preghiamo insieme oggi per le persone che svolgono servizi funebri. È tanto doloroso, tanto triste quello che fanno, e sentono il dolore di questa pandemia così vicino. Preghiamo per loro, ha detto.

05/02/2020

E’ legge la norma che consente di donare il proprio corpo alla scienza.
Euroact
In data 29/1/2020 è stata approvata in via definitiva dalla commissione Affari sociali della Camera, in sede legislativa, la legge in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica (AC1806).
Il testo proposto in Senato per iniziativa del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S), è stato definitivamente approvato a Montecitorio all'unanimità.
Per il consenso a donare il proprio corpo varranno le stesse modalità delle DAT.
Il provvedimento punta a regolamentare e rendere più facile la donazione dei cadaveri a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione per renderne più facile la donazione.
Oggi infatti, la normativa pone troppi paletti e nei fatti le donazioni sono poche e i nostri chirurghi vanno in Francia, Germania, Austria a seguire dei corsi.
E’ previsto il consenso per la donazione, nonché la istituzione di un elenco di Centri di riferimento.
La legge non è immediatamente operativa, dopo la pubblicazione in GU, poiché servirà un regolamento Miur, Salute, Interno, previa intesa in Stato-Regioni, per dare attuazione alla norma. Il regolamento dovrebbe essere approvato entro 3 mesi.
Importante conoscere anche cosa succederà del corpo dopo lo studio. Difatti lo stesso corpo seguirà le seguenti regole:
L’articolo 6 dispone che i centri di riferimento siano tenuti a restituire la salma alla famiglia in condizioni dignitose entro dodici mesi dalla consegna. Gli oneri per il trasporto del corpo, dal momento del decesso fino alla sua restituzione, le spese relative alla tumulazione, nonché le spese per l’eventuale cremazione sono a carico dei centri medesimi, che provvedono nell'ambito delle risorse destinate ai progetti di ricerca.

21/01/2020

Al 1° gennaio 2019 la popolazione residente in Italia è pari a 60.359.546 unità,
oltre 124 mila unità in meno rispetto all'inizio dell’anno. Il saldo naturale, già negativo, continua a calare, passando da -190.910 nel 2017 a -193.386 nel
2018. Il saldo migratorio con l’estero, pari a 188.330 unità nel 2017, decresce e arriva a 175.364 unità nel 2018.
Al 1° gennaio 2019 la popolazione straniera
residente è pari a 5.255.503 unità, l’8,7 per cento del totale dei residenti, con un incremento, rispetto all'anno precedente, del 2,2 per cento (circa 111 mila
unità).
Nel 2018 continua il calo delle nascite: i nati vivi, che nel 2017 erano 458.151, nel 2018 passano a 439.747, nuovo minimo storico dall'Unità d’Italia. Il tasso di fecondità totale nel 2017 scende ancora attestandosi su 1,32 figli in media per donna.
Nel 2018 il numero dei decessi diminuisce e raggiunge le 633.133 unità, quasi 16 mila in meno rispetto all'anno precedente. La speranza
di vita alla nascita (vita media), dopo la battuta d’arresto tra il 2016 e il 2017, riprende ad aumentare attestandosi su 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le
femmine nel 2018.
L’insieme di queste dinamiche rendono l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al 1° gennaio 2019. Nel 2017 i matrimoni riprendono a diminuire con 191.287 celebrazioni, quasi 12 mila in meno in un anno. Le separazioni legali diminuiscono e passano da 99.611 del 2016 a 98.461 del 2017; i divorzi, dopo il recente aumento dovuto all'entrata in vigore del cosiddetto ‘divorzio breve’, subiscono una contrazione e si attestano sui 91.629 eventi (7.442 in meno rispetto al 2016).
Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole. Il 33,2 per cento sono coppie con figli, la tipologia che ha fatto registrare la maggiore diminuzione negli ultimi anni;
le persone sole sono il 33,0 per cento, in costante aumento nel corso degli anni.

28/11/2019
01/08/2019

I centenari in Italia
Pubblicato il 27/07/2019 da Redazione euroact
In dieci anni (2009-2019) i centenari in Italia sono passati da 11 mila a oltre 14 mila, quelli di 105 anni e oltre sono più che raddoppiati, da 472 a 1.112, con un incremento del 136%. I supercentenari vivi al 1° gennaio 2019 sono 21, raddoppiati rispetto al 2009 quando se ne contavano 10. Lo si evince dal rapporto ‘Cent’anni e non sentirli’ pubblicato dall’Istat.
Al 1° gennaio 2019 sono 14.456 le persone residenti in Italia che hanno compiuto i 100 anni di età, donne nell’84% dei casi. Tra i centenari, 1.112 hanno raggiunto e superato i 105 anni di età al 1° gennaio 2019. L’87% è di sesso femminile. Dei 125 individui che tra il 2009 e il 2019 hanno raggiunto e superato i 110 anni di età, il 93% è costituito da donne, a conferma di una predominanza femminile nelle età estreme della popolazione.

15/07/2019

Dal 2015 la popolazione residente in Italia è in diminuzione, configurando per la prima volta negli ultimi 90 anni una fase di declino demografico.
Al 31 dicembre 2018 la popolazione ammonta a 60.359.546 residenti, oltre 124 mila in meno rispetto all'anno precedente (-0,2%) e oltre 400 mila in meno rispetto a quattro anni prima. Il calo è interamente attribuibile alla popolazione italiana.
Si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione.
Nel 2018 si registra un livello minimo di nascite, meno decessi rispetto all'anno precedente, pur con un livello elevato e meno iscrizioni dall'estero rispetto all'anno precedente.
I decessi si assestano a 633.133 unità in linea con il trend di aumento registrato a partire dal 2012, ma in calo rispetto al 2017 (-15 mila).
In una popolazione che invecchia è naturale attendersi un aumento tendenziale del numero dei decessi.
Le oscillazioni che si verificano di anno in anno sono spesso di natura congiunturale.
Le condizioni climatiche (particolarmente avverse o favorevoli) e le maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali, ad esempio, possono influire sull'andamento del fenomeno come è avvenuto nel 2015 e nel 2017, anni di un visibile aumento dei decessi.
Dalla capacità del nostro sistema socio-sanitario di proteggere gli individui più fragili dalle condizioni di rischio congiunturali e ambientali, con azioni di prevenzione e di cura mirate dipenderà, in buona parte, l’evoluzione futura altalenante o meno dei decessi.
La diminuzione del numero di decessi si registra in quasi tutte le ripartizioni, con un decremento più consistente nel Centro (-4,3%) e nel Sud (-4,4%).
Solo nel Nord-ovest si registra un lieve aumento di decessi (+0,4%).
Il tasso di mortalità è pari a 10,5 per mille, varia da un minimo di 8,3 per mille nella provincia autonoma di Bolzano a un massimo di 14,3 in Liguria ed è legato alla struttura per età della popolazione. (EuroAct)

07/06/2019

Buona giornata a voi

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Santa Maria Capua Vetere
81055

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