23/02/2026
A volte restiamo incastrati in relazioni che ci fanno male perché abbiamo scambiato la compassione per un dovere. Pensiamo che la difficolta a lasciare abbia a che fare solo con l'Altro e invece..invece ci siamo dentro anche noi!
In ambito clinico, questo stallo viene spesso alimentato da un meccanismo di difesa chiamato identificazione proiettiva: non stiamo reagendo solo al dolore oggettivo dell'Altro, ma alle nostre "parti bambine" (bisognose, vulnerabili, spaventate o trascurate), che abbiamo inconsciamente "depositato nel partner".
Lasciare lui ci sembra come abbandonare "noi piccoli". E allora restiamo, trasformando l'empatia in una catena.
Spesso, quando alcune caratteristiche degli altri ci smuovono qualcosa di forte, ci raccontano anche un pezzo di noi. Ce lo raccontano per bene Bread&Avocado!