14/01/2026
La pasta, soprattutto integrale, è un alimento nutrizionalmente valido.
Ma per alcune persone – in particolare chi soffre di disturbi gastrointestinali funzionali – può rappresentare una fonte significativa di FODMAP, in particolare frutto-oligosaccaridi (FOS).
Un recente studio scientifico ha analizzato in modo dettagliato il profilo FODMAP di diverse tipologie di pasta, prima e dopo la cottura, mostrando che:
• quasi tutte le paste analizzate risultano ad alto contenuto di FODMAP
• la cottura riduce significativamente i FODMAP, con una perdita di FOS che può variare dal 30% fino all’84%
• la riduzione dipende da fattori pratici: quantità di acqua, tempo di cottura, formato della pasta e tipo di cereale
📌 Tradotto nella pratica:
non è solo cosa mangiamo a fare la differenza, ma anche come lo prepariamo.
👉 Questo non significa “eliminare la pasta”, ma contestualizzarla, soprattutto all’interno di un percorso nutrizionale personalizzato e basato su evidenze.
La nutrizione non è fatta di regole assolute, ma di decisioni informate.
📚 Studio di riferimento: FODMAP Profile of Wholegrain Pasta (Foods, 2025)