11/01/2026
LA DEPRESSIONE: DIAGNOSI E TERAPIA.
- Prof. Eugenio Lo Gullo.
La depressione è caratterizzata da un insieme di sintomi fisici, mentali, neurologici, somatici, cognitivi, comportamentali, relazionali, sociali ed affettivi in grado di compromettere seriamente la vita di una persona, nonché le sue abilità psicologiche e sociali. La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell'umore, ma una patologia che altera, anche in maniera consistente, il modo in cui una persona vive, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno. In alcuni casi, la depressione è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista e quasi sempre si accompagna a deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica. Essa può assumere la forma di un singolo episodio transitorio (si parlerà quindi di episodio depressivo) oppure di un vero e proprio disturbo (si parlerà quindi di disturbo depressivo). L'episodio o il disturbo depressivo sono a loro volta caratterizzati da una maggiore o minore gravità.
Disturbo depressivo maggiore - Quando i sintomi sono tali da compromettere l'adattamento sociale in modo da distinguerlo da depressioni minori che non hanno gravi conseguenze e spesso sono normali reazioni ad eventi luttuosi. L'episodio depressivo maggiore è caratterizzato da sintomi che durano almeno due settimane causando una compromissione significativa del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.
Fra i principali sintomi si segnalano:
Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.
Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.
Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.
Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.
Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno.
Affaticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.
Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno.
Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni giorno.
Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio.
Per parlare di episodio depressivo maggiore è necessaria la presenza di almeno cinque dei sintomi sopra elencati.
Oltre alla depressione esistono diversi disturbi dell'umore di tipo depressivo. Fra i principali:
distimia (o disturbo distimico): presenza di umore cronicamente depresso, per un periodo di almeno due anni. In questo caso i sintomi depressivi, nonostante la loro cronicità, sono meno gravi e non si perviene mai a un episodio depressivo maggiore.
disturbo dell'adattamento con umore depresso: è conseguenza di uno o più fattori stressanti e si manifesta in genere entro tre mesi dall'inizio dell'evento con grave disagio psicologico e compromissione sociale. Solitamente eliminato il fattore di stress, tale depressione scompare entro 6 mesi.
depressione secondaria: depressione dovuta a malattie psichiatriche e non, o a farmaci. Spesso, infatti, alcune malattie mostrano come primi sintomi variazioni del tono dell'umore, fra le quali: sclerosi multipla, morbo di Parkinson, tumore cerebrale, morbo di Cushing, lupus eritematoso sistemico.
depressione reattiva: depressione dovuta ad un evento scatenante come un lutto, una separazione, un fallimento, i cui sintomi, però, si dimostrano eccessivamente intensi e prolungati rispetto alla causa scatenante. Al suo interno si possono collocare i disturbi dell'adattamento e le reazioni da lutto.
depressione mascherata: depressione che si manifesta principalmente con sintomi cognitivi, somatici o comportamentali, a dispetto di quelli affettivi. In realtà vengono semplicemente amplificati aspetti non affettivi della depressione.
disforia (un'alterazione dell'umore con caratteristiche depressive contrassegnate da agitazione e irritabilità).
disturbi bipolari, ossia quelle patologie dove vi è alternanza di episodi depressivi maggiori o minori con episodi maniacali o ipomaniacali.
Varie sottocategorie o depressioni tipiche di alcuni eventi particolari come la depressione post-partum.
La depressione è la prima causa di disfunzionalità nei soggetti tra i 14 e i 44 anni e spesso favorisce patologie cardiovascolari e neoplasie. Inoltre, secondo il DSM la prevalenza del disturbo depressivo maggiore in età adulta è del 10-25% nelle donne e del 5-12% negli uomini, mentre quella del disturbo distimico è nel complesso del 6%. La probabilità di avere un episodio depressivo maggiore entro i 70 anni è del 27% negli uomini e del 45% nelle donne; cifre che dimostrano in modo chiaro l'ampia diffusione di questa patologia.
Nella Depressione si osservano diversi sintomi:
umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, (sensazione di tristezza e vuoto), marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno;
significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es. un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno;
insonnia o ipersonnia frequente;
agitazione o rallentamento psicomotorio;
affaticabilità o mancanza d’energia;
sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati che possono essere deliranti;
ridotta capacità di pensare, di concentrarsi o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri);
pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.
Quando sono quindi presenti almeno cinque dei suddetti sintomi per almeno due settimane, si può parlare di stato depressivo in fase acuta e si rende necessario l’intervento dello specialista.
La depressione e' caratterizzata da un costante abbassamento del tono umorale. Nelle fasi più lievi o in quelle iniziali, lo stato depressivo può essere percepito dalla persona come incapacità di provare un’adeguata risonanza affettiva o come una spiccata labilità emotiva.
Nelle fasi acute della depressione, il disturbo dell’umore è evidente e si manifesta con vissuti di profonda tristezza, disperazione, sgomento, associati alla perdita dello slancio vitale e all’incapacità di provare gioia e piacere.
Le persone depresse avvertono un senso di noia continuo, non riescono a provare interesse per le normali attività, provano sentimenti di distacco e inadeguatezza nello svolgimento del lavoro abituale. Tutto appare irrisolvibile, insormontabile, quello che prima era semplice diventa difficile, tutto è grigio, non è possibile partecipare alla vita sociale, nulla riesce a stimolare il minimo interesse. La persona lamenta di non provare più affetto per i propri familiari, di sentirsi arido e vuoto, di non riuscire a piangere.
Il rallentamento psicomotorio è da considerarsi il sintomo più frequente e si manifesta sia con una riduzione dei movimenti spontanei sia con un irrigidimento della mimica che può configurare un aspetto inespressivo.
Il linguaggio non è più fluido, scarsa la varietà dei temi e dei contenuti delle idee, le risposte sono brevi, talora monosillabiche. Il rallentamento si esprime anche sul piano ideativo e si manifesta con una penosa sensazione di lentezza e di vuoto mentale.
Il depresso è afflitto da un profondo senso di astenia , trova difficile intraprendere qualsiasi azione, anche la più semplice. Col progredire della malattia, la stanchezza diventa continua e così accentuata da ostacolare lo svolgimento di ogni attività.
Il rallentamento delle funzioni psichiche superiori può essere così marcato da provocare disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria. Il rallentamento ideomotorio si traduce in incertezza e indecisione; in alcuni casi l’incapacità di prendere qualunque decisione, anche la più semplice, crea un notevole disagio, con blocco talora completo dell’azione.
Spesso le persone che vivono con una persona che soffre di depressione, pensano che il suo stato di disagio sia dovuto ad una carenza di forza di volontà, idea spesso condivisa anche dalla persona depressa. In realtà la depressione non è in nessun modo una questione di volontà.
La volontà è, infatti, la quantità di energia psichica di cui il soggetto può disporre e utilizzare per la realizzazione dei suoi scopi, ma una delle caratteristiche dell’episodio depressivo acuto consiste proprio nel fatto che vi è una netta riduzione della quantità di energia psichica a disposizione del soggetto.
La riduzione quindi della possibilità di utilizzare lo strumento della volontà è parte integrante della sintomatologia depressiva e non è possibile puntare su di essa per il superamento della crisi.
Un’altra caratteristica della depressione è che la nozione del tempo è modificata e il suo scorrere continuo rallenta fino ad arrestarsi. Il depresso ha la sensazione che la giornata sia interminabile, che non sia possibile arrivare a sera, “tutto è fermo, stagnante, senza possibilità di essere mutato”.
L’agitazione psicomotoria, presente in alcuni quadri depressivi, si manifesta con irrequietudine, difficoltà a stare fermi, continua necessità di muoversi, di camminare, di contorcere le mani e le dita.
La compromissione delle prestazioni intellettuali, la consapevolezza della propria aridità affettiva e della propria inefficienza portano il depresso all’autosvalutazione, al disprezzo di sé, alla convinzione della propria inadeguatezza, talora accompagnati da un incessante ruminare sui propri sbagli e su colpe lontane. Il futuro è privo di speranza e il passato vuoto e inutile, valutato come pieno di errori commessi; la persona prova sentimenti di colpa e fa previsioni di rovina e miseria. Talora ritiene se stesso responsabile dei propri disturbi e dell’incapacità di guarire: convinto di poter “star meglio facendo uno sforzo”, si giudica indegno per la propria condotta, per la propria pigrizia, per il proprio egoismo.
Tra i sintomi vegetativi, la riduzione della libido si presenta in genere precocemente, a differenza di quanto avviene nei disturbi d’ansia, nei quali le persone mantengono un discreto funzionamento sessuale.
Nella depressione sono frequenti la riduzione dell’appetito ed i sintomi gastrointestinali: i pazienti perdono gradualmente ogni interesse per il cibo che sembra privo di sapore, mangiano sempre di meno fino al punto di dover essere stimolati ad alimentarsi, lamentano secchezza delle fauci o bocca amara e pienezza addominale. Le difficoltà digestive e la stitichezza possono essere dovute, oltre che ai trattamenti antidepressivi, all’ipotonia intestinale spesso associata al quadro clinico. Modificazioni della condotta alimentare, nel senso di una riduzione dell’assunzione di cibo, possono avere gravi conseguenze con un marcato dimagrimento , stati di malnutrizione e squilibri elettrolitici, tali da costituire delle vere e proprie emergenze mediche.
In alcuni quadri depressivi può essere presente iperfagia con aumento di peso, favorito anche dalla riduzione dell’attività motoria.
I disturbi del sonno sono molto frequenti e l’insonnia, una delle principali manifestazioni della depressione, si caratterizza per i numerosi risvegli, soprattutto nelle prime ore del mattino. La persona depressa riferisce di svegliarsi dopo poche ore di sonno, di non riuscire più ad addormentarsi e di essere costretto ad alzarsi alcune ore prima rispetto all’orario abituale; durante i periodi di veglia notturna pensa incessantemente alle disgrazie della vita e alle colpe del passato. Nonostante l’insonnia possa essere lieve, il depresso lamenta di non sentirsi riposato. In altri casi la fase depressiva può accompagnarsi ad un aumento delle ore di sonno con ipersonnia, fino a una vera e propria letargia.
Un sintomo tipico della depressione è l’alternanza diurna: la persona al risveglio mattutino si sente maggiormente depresso e angosciato, mentre con il trascorrere del giorno, nelle ore pomeridiane o serali, avverte un lieve miglioramento della sintomatologia.
Farmacodipendenza – tossicodipendenza.
I fattori scatenanti della depressione si collocano a diversi livelli: Individuale, Familiare, Sociale, ecc., ma sono ancora oggi poco chiare. Il tasso di ereditabilità per i sintomi depressivi si attesta attorno al 76%, ma come molte altre malattie non segue una linea di trasmissione diretta. L'ereditarietà, in ogni caso, è poco probabile per le forme lievi, mentre sembra incidere più fortemente nelle depressioni precoci che potrebbero originarsi per la relazione con un genitore che presenta questo disturbo. Difatti, un genitore depresso instaura una relazione molto a rischio con il proprio figlio e, quindi, aumentano la probabilità che il bambino sviluppi una personalità a rischio. La minor o maggior risposta allo stress da parte del soggetto ha un ruolo determinante come le influenze ambientali. Inoltre, vari studi hanno confermato come gli eventi stressanti, soprattutto se prolungati, sono in grado di ridurre il livello dei neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina e di attivare l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene con conseguente aumento del cortisolo nel sangue. Tutto ciò è evidente in soggetti adulti depressi, mentre nei bambini tale associazione non è confermata, visto che nella popolazione di bambini depressi il livello di cortisolo nel sangue sembra essere nella norma.
La depressione è, dunque, una malattia complessa innescata da più cause che può scatenare delle risposte a rischio come una compromissione metabolica della corteccia con modificazioni dei sistemi neurochimici e neuroanatomici. Infatti, essa può influire sulla struttura fisica stessa del cervello. Pertanto, una grave depressione, non curata può provocare alterazioni fisiche irreversibili nell’encefalo.
In psicologia clinica, l'ereditarietà dei disturbi depressivi rappresenta un fattore molto importante nell'insorgere della malattia. Diverse ricerche hanno dimostrato che vi è una costante interazione fra ambiente e fattori genetici strettamente correlati con esperienze di vita negative. Infatti, la patologia può insorgere dopo alcune esperienze molto traumatiche o stressanti come: un lutto, un grande dispiacere, un abbandono, un trasloco, tradimento da parte della persona amata, un cambiamento rilevante della vita, un abuso sessuale, abbandono durante l'infanzia, ecc..
La depressione sembra essere, in ogni caso, correlata agli eventi di vita stressanti, ma alcuni studi hanno evidenziato che alcune persone reagiscono con la depressione e altre no in presenza degli stessi eventi stressanti.
Psicoterapia
Esistono diversi tipi di intervento psicologico:
- Terapia cognitiva
- Terapia comportamentale
- Terapia cognitivo-comportamentale
- Terapia di gruppo
- Terapia familiare
- Training autogeno
- Ipnosi
Le ricerche psicologiche dimostrano che esistono varie terapie capaci di contrastare e guarire la depressione, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale che risulta efficace sia nel ridurre i sintomi depressivi, sia nel modificare la personalità per mantenere nel tempo i risultati. Il vero vantaggio della terapia cognitivo-comportamentale, rispetto all'uso di psicofarmaci, sta nella diminuzione delle ricadute e rafforzamento della personalità del soggetto. Inoltre, l’uso massiccio di psicofarmaci agisce sui sintomi, ma crea vere e proprie tossicodipendenze rendendo il soggetto passivo e non in grado di agire sulle cause che innescano la depressione. Inoltre, la maggior parte dei soggetti conosce i motivi scatenanti del profondo dolore che vivono, ma non c’è nessuno capace di ascoltarli tranne lo psicologo. Traumi ed esperienze vissute, come una violenza sessuale, diventano con il tempo segreti da celare a tutti i costi e solo liberandosi dal grave fardello si arriva a percepire la profonda sensazione di leggerezza liberatoria espressa dai molti pazienti.
Dare voce al dolore è già un modo per ritrovare se stessi. Il benessere indotto e la progressiva azione prodotta dalle tecniche di rilassamento, dall’ipnosi, ecc., riportano il soggetto nella condizione di ritrovare una sua quiete iniziale e di modificare uno stile esistenziale che scaturisce in un nuovo progetto di vita.
La psicoterapia non è mai generalizzata, ma è mirata al caso e tiene conto delle caratteristiche psicofisiche del soggetto, nella sua totalità, inteso come individuo unico e assolutamente originale in ogni sua specificità.
- Psicologo clinico, Psicoterapeuta, neuropsicologo, Già Docente presso la Facoltà di Medicina e Psicologia, Università "La Sapienza" di Roma, Scrittore.
Centro di Psicologia Polispecialistico.
Roma, Cosenza. Tel. 3382216854.