Psicologia Calabria

Psicologia Calabria PROF EUGENIO LO GULLO Psicologia Clinica, Psicoterapia, Neuropsicologia, Ipnosi, Tecniche di Rilassamento. Corsi di Formazione, Seminari, Convegni.

Roma - Cosenza - Reggio Calabria. Tel.3382216854.

26/02/2026

Prof. Eugenio Lo Gullo – Lureato in Psicologia, indirizzo Clinico, presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Psicolog...

"Gli Italiani non si fidano più della giustizia. Come mai?"
16/02/2026

"Gli Italiani non si fidano più della giustizia. Come mai?"

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA?GOVERNERÀ SEMPRE LA MAFIA E INTANTO L'ITALIA AFFONDA. Giordano Bruno ha scritto: "Chiedere al po...
16/02/2026

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA?GOVERNERÀ SEMPRE LA MAFIA E INTANTO L'ITALIA AFFONDA. Giordano Bruno ha scritto: "Chiedere al potere di riformare il potere: che ingenuità". Questa riflessione ci fa capire che non è il potere che deve cambiare, ma gli uomini. Mio padre, Segretario della Democrazia Cristiana negli anni Sessanta, mi diceva sempre che: "Senza gli uomini onesti tutto andrà sempre peggio perché la gramigna avvelenerà le istituzioni ed ogni realtà politica e sociale di questa nostra nazione". In Calabria governano gli indagati e gente pruricondannata. Cosa volete che cambi? Svegliatevi.
Tranquilli, governerà sempre la mafia ed andrà sempre peggio. Un paese corrotto e marcio non cambia con le riforme, ma con la cultura degli uomini Onesti. Grande intervento quello del procuratore Gratteri, che come cittadino esprime il suo parere e come magistrato spiega come stanno davvero le cose. Altro che le barzellette dei meloni e dei sinistri. I vostri politici di destra e sinistra hanno inviato altri 90 miliardi ai loro amici guerrafondai e danno 300 euro ai pensionati. Vergogna traditori. L'Italia ripudia la guerra? Se ne fregano della Costituzione. Pertanto, questo referendum non servirà a niente, resteranno le correnti politiche che, come sempre, influenzeranno una magistratura sempre più sottomessa dal potere corrotto che impone archiviazioni, i nomi degli amici e cancellazioni dei reati correlati alla politica ed alla corruzione. Il popolo gregge cosa farà? Continuerà pagare delle bollette da estorsione, i carburanti a due euro, tasse da furto ed a votare, nell'illusione che anche questa volta il voto servirà a qualcosa e tutto andrà sempre peggio perché il male divora se stesso e tutto quello che gli sta intorno. Se ne fregano dei diritti e della salute dei cittadini. Pensano solo ai loro sporchi affari. Dormi Popolo.

"Se vuoi che la tua vita cambi naviga verso nuovi orizzonti".
11/02/2026

"Se vuoi che la tua vita cambi naviga verso nuovi orizzonti".

09/02/2026
NOI... DA SEMPRE CONTRO IL BULLISMO E LA VIOLENZA GIOVANILELa nostra  Equipe:Prof.Eugenio Lo Gullo, Dott.ssa Francesca A...
08/02/2026

NOI... DA SEMPRE CONTRO IL BULLISMO E LA VIOLENZA GIOVANILE
La nostra Equipe:
Prof.Eugenio Lo Gullo, Dott.ssa Francesca Abrami, Regista e Produttore Pasquale Arnone, Attore Internazionale Marcello Arnone, Attrice Francesca Pecora.

LA PREVENZIONE E L'INTERVENTO, NELLA VIOLENZA, NEL BULLISMO E NELLA TOSSICODIPENDENZA IN ETA' EVOLUTIVA
Prof. Eugenio Lo Gullo .
Dott.ssa Francesca Abrami.
Nonostante la condizione d’allarme sociale che si genera ogni qualvolta si viene a conoscenza di alcuni comportamenti criminosi compiuti ai danni di minori, ancora oggi gli stessi giuristi privilegiano l’aspetto del minore quale autore di un reato piuttosto che considerarlo una vittima dell’azione e degli illeciti compiuti dagli adulti. Piuttosto che ricercare metodi e strumenti validi per tutelare i bambini, che si trovano in una condizione naturale di dipendenza, si preoccupano di garantire un trattamento di favore ai minori in caso di trasgressione delle norme penali (G. Brancher, 1998).
Nonostante l’assenza di un titolo specifico sui reati nei confronti dei minori, il codice penale vigente, contiene alcune norme applicabili esclusivamente nel caso in cui la parte offesa è un minore.
I progetti di legge che attendono di essere approvati dalle Camere sono numerosi, tuttavia, è opinione comune (Correra, Martucci, Dosi, Moro) che la riforma della giustizia minorile per divenire realmente efficace dovrà essere accompagnata da una legge-quadro sul riordino dei servizi sociali nei quali la figura dello psicologo deve essere garantita poiché una volta che la violenza è stata posta in essere i danni possono essere irreversibili. Pertanto, l’azione riparativa, senza un piano preventivo, è sempre tardiva e insufficiente.

- Violenza sui minori:
- Tossicodipendenza;
- Sottrazione di minorenni;
- Abbandono di minori o incapaci;
- Violazione degli obblighi di assistenza;
- Abuso dei mezzi di correzione;
- Maltrattamenti in famiglia;
- Percosse e lesioni personali;
- Incesto;
- Istigazione al suicidio;
- Violenza sessuale.

Già al momento del parto il bambino acquisisce dei diritti specifici che sono regolati da un preciso disegno di legge che nel corso degli anni ha subito molteplici cambiamenti. Queste norme focalizzano, sempre di più, l'attenzione sulla necessità di tutelare chi per condizioni biologiche non possiede ancora i mezzi per difendersi in modo adeguato dagli attacchi alla sua persona.
Al contrario del secolo passato in cui l'ordinamento considerava il minore come oggetto di diritto o al massimo come destinatario della norma giuridica. Tale ordinamento poneva in sostanza gli adulti in una condizione di carico di precisi doveri nei confronti dei bambini, ma senza dotare questi ultimi di strumenti capaci di far rispettare simili imposizioni.
In seguito all'emissione della decisiva risoluzione dell'O.N.U., contenuta nella seduta del 20 novembre 1959, della Dichiarazione dei diritti del fanciullo le cose cambiarono notevolmente. Difatti, il Diritto Internazionale stesso si fece carico di tutelare le situazioni giuridiche di ogni bambino.
Le Carte internazionali sulle norme che riguardano il fanciullo vanno a considerare dissomiglianti posizioni che contengono regole che comprendono sia la tutela ed il diritto alla vita che le fasi individuali dello sviluppo della personalità.
Passiamo a descrivere brevemente i diritti del fanciullo per poterne meglio comprendere l'enorme importanza che viene ad assumere la persona del bambino nel variegato cosmo giuridico internazionale:

1. Diritto all'uguaglianza - riconoscimento di ogni diritto senza discriminazioni riferite alla razza, alla religione, al gruppo etnico e socioculturale di appartenenza;

2. Diritto all'identità del fanciullo – il bambino ha diritto alla tutela ed al rispetto, come per ogni individuo, per la sacralità della sua persona e ad essere accettato per quello che è, indipendentemente dal sesso e dalle sue condizioni psico-fisiche e socioculturali;

3. Diritto alla vita - il bambino deve essere in ogni caso posto al centro dell'interesse della famiglia e della società ed essere fra i primi a ricevere soccorso e protezione;

4. Diritto all'educazione e all'istruzione - il bambino deve ricevere una formazione adeguata ai suoi interessi ed alle sue attitudini in modo che egli cresca con una graduale presa di coscienza delle responsabilità che gli spettano;

5. Diritto al gioco - il bambino deve poter disporre di spazi, tempi e mezzi adatti alla sua età e alle sue condizioni psico-fisiche in modo che sia sempre incoraggiato e sollecitato alle sue attività creative indispensabili per la sua crescita;

6. Diritto a beneficiare delle tecniche di informazione e diffusione – il bambino deve essere protetto da ogni influenza e abuso che possano nuocere alla sua salute psichica, spirituale e morale;

7. Diritto all'amore e alla libertà – il bambino deve essere oggetto di comprensione e di cure e protetto dalla crudeltà, dallo sfruttamento e dalla negligenza sia esso in condizioni fisiche e psichiche considerate normali o di minorazioni. Deve essere non semplicemente oggetto delle cure altrui, ma soggetto libero, attivo, autonomo e responsabile della propria vita.

Nell’affrontare ogni problematica riferita all’infanzia dobbiamo ricordare che ogni trauma subito in questa fase influenzerà per sempre lo sviluppo psichico del soggetto in età dello sviluppo. Nel disquisire tale problematica ci siamo quindi attenuti il più possibile ad una linea che considerasse la realtà perché riteniamo che importante il definire i diversi casi e trovare quotidianamente soluzioni adatte piuttosto che limitarsi ad elencare pubblicazioni, atti di congressi e le notizie riportate sulla stampa.

Il bambino vittima di violenze e bullismo

Nonostante vi siano oggi leggi e norme che regolano e vigilano sul diritto alla vita del bambino, la sua persona viene sempre più spesso violata per la mancanza di valori e per la perdita di quelle caratteristiche istintuali come l'imprinting (impronta) alla protezione dei cuccioli.
Sempre più spesso il bambino viene utilizzato dalle associazioni criminali per lo spaccio di stupefacenti, il furto e l'omicidio per la sua condizione di “impunibilità”, oggi all'esame dei giuristi che tendono in ogni caso all'utilizzo di strumenti educativi basati sulla coercizione fisica o psichica.
Il drammatico processo di riduzione e abolizione della spiritualità dell'essere umano ed il conseguente calo delle sue barriere morali, che ha raggiunto i suoi massimi livelli preoccupanti nel XX secolo, va considerato l'innesco dell'esplosivo fenomeno della violenza sull’infanzia.
Il tramonto dell'innocenza del fanciullo e dei giochi infantili, ai quali si richiamarono nel corso dei secoli grandi uomini di cultura, ha prodotto l’aberrante realtà permeata di violenza e di modelli aggressivi e bullizzanti nella quale viviamo.
Il frantumarsi della figura e dei ruoli del bambino stesso non può prescindere dalla crisi di identità morale e culturale che vede il minore coinvolto in manifestazioni televisive nelle quali, troppo spesso, incarna il demonio stesso.

Fra i reati più comunemente perpetrati a danno dei minori ricordiamo:

- Bullismo;
- Abbandono;
- Omicidio;
- Maltrattamento;
- Percosse e lesioni;
- Violenze psicologiche;
- Abusi di disciplina;
- Abusi sessuali;
- Atti di libidine violenta;
- Incesto;
- Corruzione a fini sessuali;
- Ratto a fini di libidine;
- Sfruttamento della criminalità;
- Prostituzione;
- Lavoro minorile;
- Mendicità;
- Spaccio di stupefacenti;
- Psicoviolenza ambientale;
- Informazione violenta;
- Messaggi subliminali;
- Umiliazione.

In questo mosaico di fumetti orror nei quali il tema ricorrente è l'omicidio e la morte, videocassette e siti Internet dedicati alla pedofilia presentata come il comportamento sessuale più di moda, l'utilizzo di bambine di 13/14 anni in atteggiamenti provocanti nei programmi televisivi pone in serio pericolo il lavoro di educatori, psicologi, pedagogisti e insegnanti.
La violenza sui minori è stata da sempre confusa, fin dalle prime forme istituzionali di assistenza, con la devianza minorile. Lo stesso codice Zanardelli conteneva, difatti, solo alcune indicazioni riguardo ai reati compiuti a danno dei minori mentre prevedeva puntuali classificazioni dei reati a loro imputabili.
Per evitare atteggiamenti aggressivi e ogni forma di maltrattamento sul bambino è necessario che l'adulto non faccia violenza su se stesso. Bisogna educare innanzi tutto la propria coscienza, il proprio spirito, alla non aggressività e ciò costituisce un vigoroso strumento di prevenzione.
Valori come l'istinto alla sopravvivenza non hanno, solitamente, nessuna necessità di utilizzare l'aggressione viste le norme e le molteplici forme di comunicazione possedute dall'uomo moderno.
Per Freud, la dicotomia Eros (vita) e Tanatos (morte) non nasce nell'età adulta, ma fa parte dell'uomo fin dall'età fetale. Il feto stesso, nel grembo materno, combatte la sua personale lotta per la sopravvivenza. La sua guerra contro la morte scatena una prima forma di desiderio e di relazione intima e amorosa con l'organismo che lo ospita, la madre, da cui trae nutrimento attraverso il cordone ombelicale.
Già al momento della nascita il neonato continua a manifestare la sua aggressività e le sue pulsioni sessuali che richiedono delle soddisfazioni immediate.
In ogni contesto storico e culturale, l'uomo viene ad essere rappresentato come "naturalmente" incestuoso, violento, narcisista e violento. Al contrario, la donna è raffigurata come innocente, altruista, materna, e ciò purtroppo, in molti casi di abuso e violenza a carico dell'infanzia, rappresenta solo l'espressione di un poetico artista.
L'intricata cultura della violenza non possiede infatti né sessi, né ruoli, ma solo la dura ed esasperata competizione per il raggiungimento dello scopo prefisso. Sempre di più, nella società dell'odiens, i nostri fanciulli subiscono di continuo il plagio di modelli comportamentali e dei miti della barbarie e della comunicazione di massa.

La violenza sessuale sul bambino

L'incontro-dibattito, uno dei tanti promossi dal Centro di Psicologia Polispecialistico, sul tema: "Abusi sessuali sui minori", allo scopo di stimolare una maggiore attenzione degli insegnanti, genitori ed autorità competenti, ha visto la partecipazione di un considerevole numero di persone. Esso ha inoltre rappresentato la prima iniziativa del genere nella storia del Comune di Torano Castello. L'interesse dimostrato ed il fatto stesso che molti cittadini abbiano discusso riguardo a tale problema, ci porta a comprendere che il problema è più che mai attuale, anche per la costante attenzione degli organi di stampa su problematiche come la pedofilia.
Per i ben noti meccanismi di difesa, osservati prima, durante e dopo l'incontro, che innescavano una sorta di negazione del problema, i dati riguardanti i casi di violenza sessuale sul minore venivano in un primo tempo considerati come frutto di pura e semplice fantasia.
Nonostante l’incredulità popolare, ogni anno migliaia di bambini sono venduti, resi schiavi, stuprati o comunque utilizzati per scopi illegali a sfondo sessuale. Questa realtà, anche se molto diffusa nella società attuale, era presente già nell'antichità. Non è lontano difatti il principio di totale potestà del padre padrone che poteva addirittura uccidere o vendere i propri figli.
L'abuso sessuale dei minori riguarda ogni strato sociale e spesso trae origine nell'ambito familiare o nel suo nucleo allargato nel quale troviamo parenti, conoscenti, genitori acquisiti in seguito ad una separazione o divorzio, amici.
Il bambino viene ad essere coinvolto in un rapporto patologico quasi sempre inconsapevolmente e subisce violenze d’ogni tipo con la partecipazione o meno di uno o di entrambi i genitori.
Il concetto di rispettabilità sociale dei genitori, e degli stessi violentatori, impone la più completa omertà che diviene un ulteriore deterrente alla denuncia di queste violenze.
Nei sistemi familiari a sistema chiuso, la regola "che nulla di quanto avviene in famiglia deve assolutamente trapelare all'esterno" regna sovrana e tutto ciò impedisce l'intervento dei servizi psico-sociali di tutela.
Un bambino vittima di violenza dovrà affrontare non solo l'azione coercitiva di chi abusa di lui, ma, in molti casi d’intervento sociale, la pubblica gogna che avrà pesanti ripercussioni psicologiche. Non dobbiamo poi dimenticare, nel caso in cui ad aggredire è un familiare, che il fanciullo comunque stabilisce una relazione affettiva, più o meno profonda, con quest’individuo. La conseguente azione di tutela, che prevede l'allontanamento del minore, produrrà nuovi traumi.
Bisogna qui considerare anche il fatto che la morale condivisa, che da un lato condanna, non è poi tenera con chi è stato vittima di un certo tipo di violenza marchiandolo, in molti casi, a vita e scatenando ulteriori problematiche relazionali e psicologiche. Molto spesso si ricerca la prova certa dell'avvenuta violenza, prova che per l'estrema lentezza del nostro apparato burocratico può essere assai difficilmente individuabile.
Chi perpetra l'incesto sicuramente possiede una personalità costellata di devianze e perversioni che potrebbe aver ereditato dalla famiglia d’origine. Questo fa si che il comportamento incestuoso, per imitazione, si tramandi come "relazione normale" da un nucleo familiare all'altro.
Va inoltre segnalato l'utilizzo dei bambini nelle vacanze organizzate a sfondo sessuale nei paesi sottosviluppati e nella pornografia e i diffusi, e crescenti, fenomeni di prostituzione che, se non sottoposti ad un severo controllo, saranno considerate un'attività lavorativa con la riapertura delle case chiuse".

Quando i genitori non si vogliono più bene

Al giorno d’oggi, purtroppo, non vi è più bisogno di dare indicazioni precise circa le cause che spingono una coppia alla separazione.
Semplicemente quest’esperienza si fonda su situazioni tali da rendere insostenibile la convivenza o da costituire un grave elemento di disturbo per l'educazione della prole (Art.151, Legge N°151/1975). Dobbiamo però tenere presente che la responsabilità individuale, come previsto dall'Art.151, non è del tutto annullata.
Il Giudice di fatto può dichiarare, qualora sia richiesto, e se ne ricorrono le circostanze, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo particolare comportamento. Tutto questo fa si che le persone valutino ogni aspetto del procedimento giuridico secondo una logica accusatoria e sanzionatoria. In questo modo i sentimenti d’ostilità si acutizzano rendendo il processo di separazione più drammatico sia per gli adulti sia per i bambini. Solo dopo il raggiungimento della separazione legale, consensuale o giudiziale, e passati tre anni, cinque se uno dei due soggetti si oppone, i coniugi possono chiedere il divorzio.
La differenza sostanziale fra il divorzio e la separazione sta nel fatto che il divorzio consente un nuovo matrimonio, perché proclama la cessazione degli effetti civili del matrimonio precedente.
Nel divorzio, a differenza di quanto avviene per la separazione, il Giudice ha la possibilità di decidere le modalità d’affidamento dei figli anche in modo diverso da quello richiesto dai genitori, nel caso in cui le loro proposte si rivelino inadatte per un adeguato sviluppo psichico dei bambini.
In ogni caso, l'allontanamento dai genitori può essere molto patologico perché i vissuti d’angoscia e di reale abbandono divengono insostenibili.
In questo lavoro la separazione è considerata il risultato di una crisi profonda della relazione che sfocia nella frattura affettiva. Dobbiamo inoltre evidenziare la dimensione multi generazionale della separazione e del divorzio e la possibile trasmissione ai propri discendenti di quest’evento (Carter, Mc Goldrick 1980). Vi sono, difatti, famiglie in cui i conflitti psichici del divorzio non sono stati mai risolti adeguatamente e possono rimanere emotivamente bloccati per anni se non addirittura per generazioni. Arrivare ad essere consapevoli del fatto che l'unione con il proprio partner non funziona più è un precorso arduo e carico della speranza di trovare delle smentite al proprio sentire.
Una volta raggiunta la visione chiara della crisi, ha inizio un periodo logorante, nel quale i due coniugi esprimono sentimenti molto ambivalenti e contraddittori che si riflettono sulla personalità del bambino. Per tali ragioni è molto arduo elencare tutte le resistenze alla separazione perchè molto spesso è intorno ai figli che si manifesta il maggior numero di timori e sensi di colpa.
Il timore che la futura separazione possa provocare conseguenze negative sullo sviluppo psichico dei bambini rappresenta, quasi sempre, una costante.
Non ci si rende conto che i figli percepiscono lo stato di tensione emotiva, che caratterizza una crisi coniugale, e che questo può produrre effetti ancora più deleteri sulla loro personalità.
Ciascun coniuge sente la necessità di mantenere in qualche modo i rapporti con la prole. In molti casi viene a mancare soprattutto la convivenza quotidiana con i figli che a loro volta continuano a sperare in una possibile rappacificazione. Inoltre, il genitore non affidatario è, comunemente, spinto a recuperare la stima dei bambini, ma i sentimenti riguardo alla separazione vanno ad influenzare inevitabilmente questa relazione.
Troppo spesso il più cieco egoismo degli adulti ed l’urgenza dell’applicazione stessa delle norme prevale sui reali bisogni dei fanciulli. Questi vengono perciò ad essere trascinati in un gioco crudele nel quale sono costretti a stringere alleanze coatte con uno dei partner o con altre figure investite d’autorità. Tutto ciò li spinge a maturare un profondo senso di fiducia nei confronti degli altri e in ogni tipo di relazione minando la loro stessa personalità.
Nel momento stesso in cui si determina quella fase critica di preclusione affettiva e sociale che abbiamo definito ”la fine del tempo dei giochi” ha inizio una possibile fase psicopatologica.

Prof. Eugenio Lo Gullo
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo,
Già Docente, Università "La Sapienza" di Roma, Ipnoterapeuta, Scrittore.

Copyright by: Prof. Eugenio Lo Gullo.
CENTRO DI PSICOLOGIA POLISPECIALISTICO - Via Degli Orti 30, Sartano, Cosenza. Tel.338.2216854.

In foto: Convegno sul bullismo - Palazzo San Severino Falcone - Acri (Cosenza).

LO PSICOLOGO COME STRUMENTO DI PREVENZIONE, INTERVENTO, NELLA VIOLENZA, NEL BULLISMO E NELLA TOSSICODIPENDENZA IN ETA' E...
06/02/2026

LO PSICOLOGO COME STRUMENTO DI PREVENZIONE, INTERVENTO, NELLA VIOLENZA, NEL BULLISMO E NELLA TOSSICODIPENDENZA IN ETA' EVOLUTIVA
Prof. Eugenio Lo Gullo .
Dott.ssa Francesca Abrami.
Nonostante la condizione d’allarme sociale che si genera ogni qualvolta si viene a conoscenza di alcuni comportamenti criminosi compiuti ai danni di minori, ancora oggi gli stessi giuristi privilegiano l’aspetto del minore quale autore di un reato piuttosto che considerarlo una vittima dell’azione e degli illeciti compiuti dagli adulti. Piuttosto che ricercare metodi e strumenti validi per tutelare i bambini, che si trovano in una condizione naturale di dipendenza, si preoccupano di garantire un trattamento di favore ai minori in caso di trasgressione delle norme penali (G. Brancher, 1998).
Nonostante l’assenza di un titolo specifico sui reati nei confronti dei minori, il codice penale vigente, contiene alcune norme applicabili esclusivamente nel caso in cui la parte offesa è un minore.
I progetti di legge che attendono di essere approvati dalle Camere sono numerosi, tuttavia, è opinione comune (Correra, Martucci, Dosi, Moro) che la riforma della giustizia minorile per divenire realmente efficace dovrà essere accompagnata da una legge-quadro sul riordino dei servizi sociali nei quali la figura dello psicologo deve essere garantita poiché una volta che la violenza è stata posta in essere i danni possono essere irreversibili. Pertanto, l’azione riparativa, senza un piano preventivo, è sempre tardiva e insufficiente.

- Violenza sui minori:
- Tossicodipendenza;
- Sottrazione di minorenni;
- Abbandono di minori o incapaci;
- Violazione degli obblighi di assistenza;
- Abuso dei mezzi di correzione;
- Maltrattamenti in famiglia;
- Percosse e lesioni personali;
- Incesto;
- Istigazione al suicidio;
- Violenza sessuale.

Già al momento del parto il bambino acquisisce dei diritti specifici che sono regolati da un preciso disegno di legge che nel corso degli anni ha subito molteplici cambiamenti. Queste norme focalizzano, sempre di più, l'attenzione sulla necessità di tutelare chi per condizioni biologiche non possiede ancora i mezzi per difendersi in modo adeguato dagli attacchi alla sua persona.
Al contrario del secolo passato in cui l'ordinamento considerava il minore come oggetto di diritto o al massimo come destinatario della norma giuridica. Tale ordinamento poneva in sostanza gli adulti in una condizione di carico di precisi doveri nei confronti dei bambini, ma senza dotare questi ultimi di strumenti capaci di far rispettare simili imposizioni.
In seguito all'emissione della decisiva risoluzione dell'O.N.U., contenuta nella seduta del 20 novembre 1959, della Dichiarazione dei diritti del fanciullo le cose cambiarono notevolmente. Difatti, il Diritto Internazionale stesso si fece carico di tutelare le situazioni giuridiche di ogni bambino.
Le Carte internazionali sulle norme che riguardano il fanciullo vanno a considerare dissomiglianti posizioni che contengono regole che comprendono sia la tutela ed il diritto alla vita che le fasi individuali dello sviluppo della personalità.
Passiamo a descrivere brevemente i diritti del fanciullo per poterne meglio comprendere l'enorme importanza che viene ad assumere la persona del bambino nel variegato cosmo giuridico internazionale:

1. Diritto all'uguaglianza - riconoscimento di ogni diritto senza discriminazioni riferite alla razza, alla religione, al gruppo etnico e socioculturale di appartenenza;

2. Diritto all'identità del fanciullo – il bambino ha diritto alla tutela ed al rispetto, come per ogni individuo, per la sacralità della sua persona e ad essere accettato per quello che è, indipendentemente dal sesso e dalle sue condizioni psico-fisiche e socioculturali;

3. Diritto alla vita - il bambino deve essere in ogni caso posto al centro dell'interesse della famiglia e della società ed essere fra i primi a ricevere soccorso e protezione;

4. Diritto all'educazione e all'istruzione - il bambino deve ricevere una formazione adeguata ai suoi interessi ed alle sue attitudini in modo che egli cresca con una graduale presa di coscienza delle responsabilità che gli spettano;

5. Diritto al gioco - il bambino deve poter disporre di spazi, tempi e mezzi adatti alla sua età e alle sue condizioni psico-fisiche in modo che sia sempre incoraggiato e sollecitato alle sue attività creative indispensabili per la sua crescita;

6. Diritto a beneficiare delle tecniche di informazione e diffusione – il bambino deve essere protetto da ogni influenza e abuso che possano nuocere alla sua salute psichica, spirituale e morale;

7. Diritto all'amore e alla libertà – il bambino deve essere oggetto di comprensione e di cure e protetto dalla crudeltà, dallo sfruttamento e dalla negligenza sia esso in condizioni fisiche e psichiche considerate normali o di minorazioni. Deve essere non semplicemente oggetto delle cure altrui, ma soggetto libero, attivo, autonomo e responsabile della propria vita.

Nell’affrontare ogni problematica riferita all’infanzia dobbiamo ricordare che ogni trauma subito in questa fase influenzerà per sempre lo sviluppo psichico del soggetto in età dello sviluppo. Nel disquisire tale problematica ci siamo quindi attenuti il più possibile ad una linea che considerasse la realtà perché riteniamo che importante il definire i diversi casi e trovare quotidianamente soluzioni adatte piuttosto che limitarsi ad elencare pubblicazioni, atti di congressi e le notizie riportate sulla stampa.

Il bambino vittima di violenze e bullismo

Nonostante vi siano oggi leggi e norme che regolano e vigilano sul diritto alla vita del bambino, la sua persona viene sempre più spesso violata per la mancanza di valori e per la perdita di quelle caratteristiche istintuali come l'imprinting (impronta) alla protezione dei cuccioli.
Sempre più spesso il bambino viene utilizzato dalle associazioni criminali per lo spaccio di stupefacenti, il furto e l'omicidio per la sua condizione di “impunibilità”, oggi all'esame dei giuristi che tendono in ogni caso all'utilizzo di strumenti educativi basati sulla coercizione fisica o psichica.
Il drammatico processo di riduzione e abolizione della spiritualità dell'essere umano ed il conseguente calo delle sue barriere morali, che ha raggiunto i suoi massimi livelli preoccupanti nel XX secolo, va considerato l'innesco dell'esplosivo fenomeno della violenza sull’infanzia.
Il tramonto dell'innocenza del fanciullo e dei giochi infantili, ai quali si richiamarono nel corso dei secoli grandi uomini di cultura, ha prodotto l’aberrante realtà permeata di violenza e di modelli aggressivi e bullizzanti nella quale viviamo.
Il frantumarsi della figura e dei ruoli del bambino stesso non può prescindere dalla crisi di identità morale e culturale che vede il minore coinvolto in manifestazioni televisive nelle quali, troppo spesso, incarna il demonio stesso.

Fra i reati più comunemente perpetrati a danno dei minori ricordiamo:

- Bullismo;
- Abbandono;
- Omicidio;
- Maltrattamento;
- Percosse e lesioni;
- Violenze psicologiche;
- Abusi di disciplina;
- Abusi sessuali;
- Atti di libidine violenta;
- Incesto;
- Corruzione a fini sessuali;
- Ratto a fini di libidine;
- Sfruttamento della criminalità;
- Prostituzione;
- Lavoro minorile;
- Mendicità;
- Spaccio di stupefacenti;
- Psicoviolenza ambientale;
- Informazione violenta;
- Messaggi subliminali;
- Umiliazione.

In questo mosaico di fumetti orror nei quali il tema ricorrente è l'omicidio e la morte, videocassette e siti Internet dedicati alla pedofilia presentata come il comportamento sessuale più di moda, l'utilizzo di bambine di 13/14 anni in atteggiamenti provocanti nei programmi televisivi pone in serio pericolo il lavoro di educatori, psicologi, pedagogisti e insegnanti.
La violenza sui minori è stata da sempre confusa, fin dalle prime forme istituzionali di assistenza, con la devianza minorile. Lo stesso codice Zanardelli conteneva, difatti, solo alcune indicazioni riguardo ai reati compiuti a danno dei minori mentre prevedeva puntuali classificazioni dei reati a loro imputabili.
Per evitare atteggiamenti aggressivi e ogni forma di maltrattamento sul bambino è necessario che l'adulto non faccia violenza su se stesso. Bisogna educare innanzi tutto la propria coscienza, il proprio spirito, alla non aggressività e ciò costituisce un vigoroso strumento di prevenzione.
Valori come l'istinto alla sopravvivenza non hanno, solitamente, nessuna necessità di utilizzare l'aggressione viste le norme e le molteplici forme di comunicazione possedute dall'uomo moderno.
Per Freud, la dicotomia Eros (vita) e Tanatos (morte) non nasce nell'età adulta, ma fa parte dell'uomo fin dall'età fetale. Il feto stesso, nel grembo materno, combatte la sua personale lotta per la sopravvivenza. La sua guerra contro la morte scatena una prima forma di desiderio e di relazione intima e amorosa con l'organismo che lo ospita, la madre, da cui trae nutrimento attraverso il cordone ombelicale.
Già al momento della nascita il neonato continua a manifestare la sua aggressività e le sue pulsioni sessuali che richiedono delle soddisfazioni immediate.
In ogni contesto storico e culturale, l'uomo viene ad essere rappresentato come "naturalmente" incestuoso, violento, narcisista e violento. Al contrario, la donna è raffigurata come innocente, altruista, materna, e ciò purtroppo, in molti casi di abuso e violenza a carico dell'infanzia, rappresenta solo l'espressione di un poetico artista.
L'intricata cultura della violenza non possiede infatti né sessi, né ruoli, ma solo la dura ed esasperata competizione per il raggiungimento dello scopo prefisso. Sempre di più, nella società dell'odiens, i nostri fanciulli subiscono di continuo il plagio di modelli comportamentali e dei miti della barbarie e della comunicazione di massa.

La violenza sessuale sul bambino

L'incontro-dibattito, uno dei tanti promossi dal Centro di Psicologia Polispecialistico, sul tema: "Abusi sessuali sui minori", allo scopo di stimolare una maggiore attenzione degli insegnanti, genitori ed autorità competenti, ha visto la partecipazione di un considerevole numero di persone. Esso ha inoltre rappresentato la prima iniziativa del genere nella storia del Comune di Torano Castello. L'interesse dimostrato ed il fatto stesso che molti cittadini abbiano discusso riguardo a tale problema, ci porta a comprendere che il problema è più che mai attuale, anche per la costante attenzione degli organi di stampa su problematiche come la pedofilia.
Per i ben noti meccanismi di difesa, osservati prima, durante e dopo l'incontro, che innescavano una sorta di negazione del problema, i dati riguardanti i casi di violenza sessuale sul minore venivano in un primo tempo considerati come frutto di pura e semplice fantasia.
Nonostante l’incredulità popolare, ogni anno migliaia di bambini sono venduti, resi schiavi, stuprati o comunque utilizzati per scopi illegali a sfondo sessuale. Questa realtà, anche se molto diffusa nella società attuale, era presente già nell'antichità. Non è lontano difatti il principio di totale potestà del padre padrone che poteva addirittura uccidere o vendere i propri figli.
L'abuso sessuale dei minori riguarda ogni strato sociale e spesso trae origine nell'ambito familiare o nel suo nucleo allargato nel quale troviamo parenti, conoscenti, genitori acquisiti in seguito ad una separazione o divorzio, amici.
Il bambino viene ad essere coinvolto in un rapporto patologico quasi sempre inconsapevolmente e subisce violenze d’ogni tipo con la partecipazione o meno di uno o di entrambi i genitori.
Il concetto di rispettabilità sociale dei genitori, e degli stessi violentatori, impone la più completa omertà che diviene un ulteriore deterrente alla denuncia di queste violenze.
Nei sistemi familiari a sistema chiuso, la regola "che nulla di quanto avviene in famiglia deve assolutamente trapelare all'esterno" regna sovrana e tutto ciò impedisce l'intervento dei servizi psico-sociali di tutela.
Un bambino vittima di violenza dovrà affrontare non solo l'azione coercitiva di chi abusa di lui, ma, in molti casi d’intervento sociale, la pubblica gogna che avrà pesanti ripercussioni psicologiche. Non dobbiamo poi dimenticare, nel caso in cui ad aggredire è un familiare, che il fanciullo comunque stabilisce una relazione affettiva, più o meno profonda, con quest’individuo. La conseguente azione di tutela, che prevede l'allontanamento del minore, produrrà nuovi traumi.
Bisogna qui considerare anche il fatto che la morale condivisa, che da un lato condanna, non è poi tenera con chi è stato vittima di un certo tipo di violenza marchiandolo, in molti casi, a vita e scatenando ulteriori problematiche relazionali e psicologiche. Molto spesso si ricerca la prova certa dell'avvenuta violenza, prova che per l'estrema lentezza del nostro apparato burocratico può essere assai difficilmente individuabile.
Chi perpetra l'incesto sicuramente possiede una personalità costellata di devianze e perversioni che potrebbe aver ereditato dalla famiglia d’origine. Questo fa si che il comportamento incestuoso, per imitazione, si tramandi come "relazione normale" da un nucleo familiare all'altro.
Va inoltre segnalato l'utilizzo dei bambini nelle vacanze organizzate a sfondo sessuale nei paesi sottosviluppati e nella pornografia e i diffusi, e crescenti, fenomeni di prostituzione che, se non sottoposti ad un severo controllo, saranno considerate un'attività lavorativa con la riapertura delle case chiuse".

Quando i genitori non si vogliono più bene

Al giorno d’oggi, purtroppo, non vi è più bisogno di dare indicazioni precise circa le cause che spingono una coppia alla separazione.
Semplicemente quest’esperienza si fonda su situazioni tali da rendere insostenibile la convivenza o da costituire un grave elemento di disturbo per l'educazione della prole (Art.151, Legge N°151/1975). Dobbiamo però tenere presente che la responsabilità individuale, come previsto dall'Art.151, non è del tutto annullata.
Il Giudice di fatto può dichiarare, qualora sia richiesto, e se ne ricorrono le circostanze, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo particolare comportamento. Tutto questo fa si che le persone valutino ogni aspetto del procedimento giuridico secondo una logica accusatoria e sanzionatoria. In questo modo i sentimenti d’ostilità si acutizzano rendendo il processo di separazione più drammatico sia per gli adulti sia per i bambini. Solo dopo il raggiungimento della separazione legale, consensuale o giudiziale, e passati tre anni, cinque se uno dei due soggetti si oppone, i coniugi possono chiedere il divorzio.
La differenza sostanziale fra il divorzio e la separazione sta nel fatto che il divorzio consente un nuovo matrimonio, perché proclama la cessazione degli effetti civili del matrimonio precedente.
Nel divorzio, a differenza di quanto avviene per la separazione, il Giudice ha la possibilità di decidere le modalità d’affidamento dei figli anche in modo diverso da quello richiesto dai genitori, nel caso in cui le loro proposte si rivelino inadatte per un adeguato sviluppo psichico dei bambini.
In ogni caso, l'allontanamento dai genitori può essere molto patologico perché i vissuti d’angoscia e di reale abbandono divengono insostenibili.
In questo lavoro la separazione è considerata il risultato di una crisi profonda della relazione che sfocia nella frattura affettiva. Dobbiamo inoltre evidenziare la dimensione multi generazionale della separazione e del divorzio e la possibile trasmissione ai propri discendenti di quest’evento (Carter, Mc Goldrick 1980). Vi sono, difatti, famiglie in cui i conflitti psichici del divorzio non sono stati mai risolti adeguatamente e possono rimanere emotivamente bloccati per anni se non addirittura per generazioni. Arrivare ad essere consapevoli del fatto che l'unione con il proprio partner non funziona più è un precorso arduo e carico della speranza di trovare delle smentite al proprio sentire.
Una volta raggiunta la visione chiara della crisi, ha inizio un periodo logorante, nel quale i due coniugi esprimono sentimenti molto ambivalenti e contraddittori che si riflettono sulla personalità del bambino. Per tali ragioni è molto arduo elencare tutte le resistenze alla separazione perchè molto spesso è intorno ai figli che si manifesta il maggior numero di timori e sensi di colpa.
Il timore che la futura separazione possa provocare conseguenze negative sullo sviluppo psichico dei bambini rappresenta, quasi sempre, una costante.
Non ci si rende conto che i figli percepiscono lo stato di tensione emotiva, che caratterizza una crisi coniugale, e che questo può produrre effetti ancora più deleteri sulla loro personalità.
Ciascun coniuge sente la necessità di mantenere in qualche modo i rapporti con la prole. In molti casi viene a mancare soprattutto la convivenza quotidiana con i figli che a loro volta continuano a sperare in una possibile rappacificazione. Inoltre, il genitore non affidatario è, comunemente, spinto a recuperare la stima dei bambini, ma i sentimenti riguardo alla separazione vanno ad influenzare inevitabilmente questa relazione.
Troppo spesso il più cieco egoismo degli adulti ed l’urgenza dell’applicazione stessa delle norme prevale sui reali bisogni dei fanciulli. Questi vengono perciò ad essere trascinati in un gioco crudele nel quale sono costretti a stringere alleanze coatte con uno dei partner o con altre figure investite d’autorità. Tutto ciò li spinge a maturare un profondo senso di fiducia nei confronti degli altri e in ogni tipo di relazione minando la loro stessa personalità.
Nel momento stesso in cui si determina quella fase critica di preclusione affettiva e sociale che abbiamo definito ”la fine del tempo dei giochi” ha inizio una possibile fase psicopatologica.

Prof. Eugenio Lo Gullo
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo,
Già Docente, Università "La Sapienza" di Roma, Ipnoterapeuta, Scrittore.

Copyright by: Prof. Eugenio Lo Gullo.
CENTRO DI PSICOLOGIA POLISPECIALISTICO - Via Degli Orti 30, Sartano, Cosenza. Tel.338.2216854.

In foto: Convegno sul bullismo - Palazzo San Severino Falcone - Acri (Cosenza).

Indirizzo

CENTRO DI PSICOLOGIA POLISPECIALISTICO, Tel. 3382216854
Sartano
87010

Telefono

+393382216854

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Psicologia Calabria pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Psicologia Calabria:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare