14/10/2023
Il disagio giovanile.
Una mia riflessione.
Prima di focalizzare l’attenzione sulle forme del disagio nei giovani è bene contestualizzare il periodo evolutivo a cui facciamo riferimento. Quando parliamo di disagio giovanile ci riferiamo a tutte quelle situazioni che si acutizzano durante la fase adolescenziale, in quanto il disagio nasce da una base funzionale che è quella della crescita. Il passaggio dall’età infantile a quella adulta è un passaggio non lineare ma molto faticoso e a tratti può diventare patologico.
Quando parlo di adolescenza mi riferisco al periodo che va dai 10/11 anni, preadolescenza, ai 14/20 anni, adolescenza piena.
In questo lasso di tempo, abbastanza lungo, il famoso bruco deve diventare farfalla. Questa lotta di trasformazione crea non pochi problemi. Un vero periodo di crisi che mette a dura prova anche il mondo degli adulti.
C’è una vera crisi di identità e un dilemma molto sofferto sull’essere grandi e l’essere piccoli. Si desidera crescere ma si ha tanta paura di farlo, oggi vogliono autonomia e indipendenza, domani hanno bisogno ancora di sentire la protezione della base sicura, quella dei genitori.
Il cambiamento si ha in tutti gli aspetti. Cambia il corpo, cambia la percezione di sé, dell’altro, cambiano le emozioni e cambia il rapporto con la famiglia e il gruppo dei pari.
Cambia il corpo: se questa trasformazione viene rifiutata o non accettata si può arrivare ad avere disturbi patologici, come anoressia o bulimia o arrivare ad un conflitto aperto con il proprio aspetto determinando insicurezza e difficoltà relazionali; autolesionismo come grido di aiuto per essere visti dal mondo degli adulti. Fino ad arrivare ad atti estremi come il suicidio.
Cambiamenti psicologici: l’umore varia in continuazione e anche molto repentinamente determinando irritabilità, tristezza ma anche paura o assenza di emozioni (ansia, depressione).
Cambiamenti relazionali: ci si sposta dal rapporto esclusivo con le figure di riferimento, al rapporto con il gruppo dei pari. Questo può determinare conflitto con i genitori che entrano in una crisi profonda, molte coppie non riescono a sopravvivere a questi attacchi continui e si separano, altri vengono messi a dura prova ma restano base sicura per i loro figli. Più si è rigidi più il processo diventa faticoso e complicato. Questo non significa essere totalmente permissivi ma tollerare anche i fallimenti e qualche regola infranta, che è tipica degli adolescenti al fine di separarsi dal legame genitoriale. I cambiamenti relazionali in situazioni patologiche possono evidenziare dipendenze affettiva, dipendenza da sostanze, estremo isolamento. Le difficoltà relazionali possono determinare anche fenomeni come bullismo e cyberbullismo. Per essere accettati dal gruppo si mettono in atto atteggiamenti di prevaricazione e di aggressività, usando la violenza come atto di unione per sentirsi parte.
Cambiamenti sessuali: è il tempo della maturazione della sessualità, una cattiva evoluzione di questo processo può determinare disagio psicologico e anche difficoltà nel viversi adeguatamente la sessualità e la relazione sentimentale.
In tutto questo viaggio i giovani, futuri adulti, non possono farlo da soli ma hanno bisogno di una bussola dagli adulti che incontreranno lungo il percorso. Le figure parentali vengono messe da parte ma in realtà a tratti, comunque restano una base da cui andare quando si è feriti, gli altri adulti diventano quelli da imitare che come uno specchio rimandano al giovane l’alternativa. Quindi se il mondo degli adulti diventa alternativa positiva i giovani diventeranno adulti consapevoli e soprattutto capaci di sentire se stessi e l’altro da sé.
“Nessuno si sofferma sul periodo di mezzo della vita, quello in cui il bruco lotta per diventare farfalla. Ci si ricorda sempre e solo dello strisciare sulla terra o dello spiccare il volo….l’adolescenza sembra essere un periodo fantasma, occupato solo da un ingombrante soggetto: l’attesa.
Eppure è il periodo che più lascia tracce nella nostra personalità. I dolori, le vittorie, le delusioni, le piccole grandi conquiste […] tutte quelle emozioni vissute nè con l’inconsapevolezza del bimbo e nè con la rassegnazione dell’anziano – quelle ci hanno formato, plasmato, reso le persone che siamo oggi.
dovremmo dare più importanza agli adolescenti, più valore, più rispetto. Sono loro le farfalle che riempiranno di colore il cielo del nostro futuro.
pensiamoci.»
“Mai troppo folle” di Anton Vanligt