Noemi Bertinotti psicologa

Noemi Bertinotti psicologa Sono disponibile qui, su Ig e in via privata.

Ci incuriosiremo a vicenda sulle delicate e affascinanti dinamiche dell’equilibrio tra mente e corpo, e tra menti e corpi in relazione tra loro.Un equilibrio dinamico, mai raggiunto e sempre da ri-scoprire.

Ora so come si chiama, così posso dare un nome a ciò che desidero e ciò che auguro ai miei pazienti (e non).Apapacho ren...
22/12/2025

Ora so come si chiama,
così posso dare un nome a ciò che desidero e ciò che auguro ai miei pazienti (e non).

Apapacho rende meglio di “attività ventro-vagale del sistema nervoso autonomo”.

Vero?

Non tutto va come vorremmo, nemmeno il compleanno. Quest’anno mi sono presa il giorno libero, come ogni anno, per celebr...
13/10/2025

Non tutto va come vorremmo, nemmeno il compleanno.
Quest’anno mi sono presa il giorno libero, come ogni anno, per celebrarlo.
E poi, proprio in quello spazio libero dal tutto, divento più recettiva e forse, anche più vulnerabile. Era giorno di cortei infervorati in ogni dove e tutto intorno a me risuonava forte con la precarietà della vita.
Proprio il giorno del mio compleanno!
Post su Instagram, articoli sull’Internazionale, pure i messaggi sui gruppi di Whatsapp, tutto mi riportava lí.
E ad un certo punto, a metà pomeriggio, mi sono ritrovata a scrollare la home. Così, un po’ persa, un po’ spaesata.
Lí ho trovato la pagina di e mi si è riempito il cuore. Era l’unica cosa di cui avevo bisogno.
Se c’è qualcosa che volevo davvero regalarmi per il mio compleanno, era un po’ di speranza. Niente di più
E la speranza nasce per me nell’incontro con l’altro, nell’essere insieme a fare fatica e nell’essere insieme a farcela. E la realtà di Fody, o meglio, costruita da loro e con loro, mi ha commossa.
Ora il portapenne cucito da loro mi accompagnerà tutti i giorni a lavoro, per ricordarmi di dove andare a trovare la speranza anche quando tutto sembra andare a pezzi.
La speranza è sempre lí, in quello spazio tra una mano e l’altra.

Spero possiate trovarla anche voi, di sti tempi ☀️

Era da un anno che lo tenevo sul comò della camera da letto. Aspettavo il momento, quello in cui avrei sentito una spint...
01/06/2025

Era da un anno che lo tenevo sul comò della camera da letto. Aspettavo il momento, quello in cui avrei sentito una spinta propulsiva, una motivazione alla lettura di quel romanzo. Sapevo sin dall’inizio che l’attesa non era dovuta alla mancanza di tempo quanto più al tema del romanzo: il suicidio. Stufa di rivolgere indifferenza ad un libro, sdegnata di un atto così irrispettoso da parte mia, deciso almeno di restituirlo. Due settimane fa. E poi accade, accade che accade nelle vite degli altri, e li rende superstiti a un fatto atroce. E allora lo riprendo in mano, con più coraggio, e ci entro dentro, tutta.
Qui vi lascio un pezzo, che ha a che fare con la verità, per come la vedo io, di chi resta:
“Non si smette di soffrire.
Si sceglie di. “
Un unico atto, eroico, quello di scegliere la vita, quando la sofferenza non lascia spazio ad altro.

Che poi è l’unico vero obiettivo, quando lavoriamo insieme in psicoterapia.

Grazie per aver “offerto parole”: è il primo step per favorire l’elaborazione degli altri.

Ciclicamente è uno spazio costruito dalle donne per le donne. È un modo per tramandare saperi e consapevolezze rispetto ...
08/04/2025

Ciclicamente è uno spazio costruito dalle donne per le donne. È un modo per tramandare saperi e consapevolezze rispetto al nostro funzionamento. Un tempo si faceva, si tramandavano di nonna in nipote, si creavano spazi in cui se ne parlava: c’erano reti di donne attorno alle donne. E le donne non venivano lasciate sole.
E questa cura faceva stare bene. Ecco, io e vorremmo ricreare uno spazio simile, affinché possiate riappropriarvi del vostro corpo e del suo funzionamento.

Io .equilibrio.dinamico mi occuperò di accompagnarvi nella comprensione del vostro sistema nervoso e di come le fluttuazioni ormonali si fanno sentire. E magari, anche di come potrete gestirle.
invece saprà aiutarvi nel riconoscere le fasi del ciclo mestruale e ad aiutarvi adeguatamente in ognuna di esse.
E poi insieme, tutte, ognuna per conto proprio, cercheremo di “interiorizzare”: fare nostro ciò che abbiamo condiviso assieme.

Già, gli obiettivi sono ambiziosi, ma noi ci crediamo forte.

A sabato, non vediamo l’ora 🔁 🩸

No, il dolore durante le mestruazioni non è “normale”. Ogni dolore segnala sempre qualcosa. Anche quello psicologico.No,...
02/04/2025

No, il dolore durante le mestruazioni non è “normale”. Ogni dolore segnala sempre qualcosa. Anche quello psicologico.

No, sentirti sulle montagne russe non è una mera estensione del tuo essere “donna”. Le fluttuazioni ormonali ci sono, ma possono essere morbide e puoi sfruttare quella spinta per andare avanti nella vita(!).

Conoscere queste onde ti permette cavalcarle, anziché uscirne ogni mese tutta scompigliata.

Non sono limiti, scocciature, ma segnali del corpo incompresi, degni di una lettura più ampia.

Io e vogliamo accompagnarvi nel conoscervi meglio, al fine di aiutarvi di piú. Ecco perché abbiamo creato Ciclicamente: un laboratorio volto alla consapevolezza della ciclicità femminile.

Sapere per comprendere, comprendere per curare.

Ciclicamente, come la Luna.Così, tuttə coloro che mestruano. Gli ormoni non rimangono stabili e costanti durante l’arco ...
21/03/2025

Ciclicamente, come la Luna.
Così, tuttə coloro che mestruano.

Gli ormoni non rimangono stabili e costanti durante l’arco del “mese”, ma fluttuano e si muovono come in una danza: andando a ritmo si può sentire l’armonia con il proprio corpo e con il mondo circostante, ma bastano pochi passi fuori tempo per sentirsi spaesatə, non ritrovarsi più nel proprio corpo e non saper riprendere il passo.

Non ci è stato insegnato, nè se ne parla tutt’ora. Eppure, la consapevolezza di come funziona il nostro corpo è il primo vero passo per potercene prendere cura.

E allora noi siamo di nuovo qui, ad invitarvi in uno spazio intimo di comprensione e condivisione delle dinamiche del ciclo ovarico. Abbiamo preparato un altro incontro, aperto a donne di tutte le età, sarà il 12 Aprile.
Ma ne prepareremo tanti, perché ci teniamo.

Alla Luna, prima vera rappresentante della ciclicità, che ogni mese ci ricorda che ci sono fasi e fasi, e che si può permanere pur mutando ogni giorno un po’.
🌕

Ho preso del tempo dalla mia routine, per tradurlo in “viaggio”. Ma poi forse è il viaggio che ha preso me, e io mi sono...
13/01/2025

Ho preso del tempo dalla mia routine, per tradurlo in “viaggio”. Ma poi forse è il viaggio che ha preso me, e io mi sono lasciata trasportare.

Lo ritrovo anche tra le righe di Il silenzio è cosa viva, Chandra Livia Candiani. Dice: “So che ogni viaggio disfa, so che ogni viaggio riconsegna. So che si torna sempre. So che c’è sempre una casa, anche se non so com’è né dov’è.”

Questo tempo che mi sono presa, ha preso me. Mi ha resa testimone di esperienze impreviste, emozioni che non avrei saputo calcolare. E con frangenti pungenti mi propone di ripetere ancora, con dedizione, una non sempre facile accoglienza: attraversa, lascia scorrere, senti cosa c’è.
Un esercizio continuo, di pratica e disciplina.

Non c’è bisogno di lasciare il proprio paese di appartenenza, per questo.

Buon viaggio a chi si lascia attraversare, e sceglie di guardare con rinnovata curiosità le onde che si muovono dentro.

Se solo potessimo guardare alle nostre vulnerabilità come varchi verso la nostra sensibilità, allora potremmo davvero co...
29/11/2024

Se solo potessimo guardare alle nostre vulnerabilità come varchi verso la nostra sensibilità, allora potremmo davvero cogliere la preziosità dei nostri punti fragili.

Tanto affascinanti quanto delicati, questo siamo.
E solo quando possiamo accogliere in noi tutta quella bellezza, di quella drammaticità, allora possiamo creare. Possiamo creare arte, possiamo esprimere, possiamo trovare soluzioni, possiamo esplorare.

Certo, a volte quella nostra parte fragile può essere il nostro tallone d’Achille, quella ferita aperta e mai veramente riemarginata, quel dolore acuto che suona come una pugnalata al cuore.

Ma quando impariamo a prenderci cura di quella nostra parte, allora lì c’è lo spazio per la nostra unicità. Quella nostra punta di “follia”, di malessere, di stranezza, di peculiarità, è proprio quello che ci può portare alla nostra più personale espressione artistica.

E non sto parlando di vere e proprie opere d’arte, parlo del nostro poterci esprimere con una canzone, delle frasi, un disegno, una qualsiasi altra cosa.

Ci penso spesso, a questa storia.
Ho un libro in libreria la cui prima pagina recita “La poesia è una malattia dell’uomo, così come la perla è la malattia dell’ostrica” di Heine.
Lo tengo lì, con me e i miei pazienti, quasi a ricordarmi cosa andare a cercare: quella perla nascosta in ognuno di noi. 🦪

A volte sono tsunami, A volte sono piccole oscillazioni,A volte cerchiamo di controllale, A volte le lasciamo libere di ...
15/10/2024

A volte sono tsunami,
A volte sono piccole oscillazioni,
A volte cerchiamo di controllale,
A volte le lasciamo libere di essere.

Ma sempre, sempre, sempre, sempre: le onde emotive portano al Sé dei messaggi importanti.

Se rifuggiamo le onde, perdiamo la possibilità di conoscere qualcosa che ci riguarda davvero, nel profondo.
In più, dobbiamo tenere in considerazione che contrastare le onde emotive può richiederci una gran bella fatica.

Se invece le attraversiamo, possiamo lasciarci portare a riva, laddove come ciottoli e pezzi di vetro, possiamo cogliere i molteplici e colorati frammenti che ci porta.

Sii la baia, a cui le tue emozioni possono arrivare 🌊

Guardo ai pezzi vintage come testimoni silenziosi di storie di vita. Sono rimasti lí, mentre intorno a loro si intreccia...
10/10/2024

Guardo ai pezzi vintage come testimoni silenziosi di storie di vita.
Sono rimasti lí, mentre intorno a loro si intrecciavano le trame della vita dei loro proprietari.

Questo piatto, ad esempio, è passato di casa in casa fino ad arrivare a me. Prima apparteneva ad una famiglia adiacente alla casa della mia prozia. La signora con cui la mia prozia si scambiava i saluti di balcone in balcone, ha poi traslocato e ha lasciato uno dei servizi di nozze alla mia parente. La mia parente che, nel corso degli anni, ha utilizzato questi piatti per le numerose cene di ritrovo familiare: pur di non utilizzare il proprio servizio di nozze, si intende, che quello deve rimanere in credenza per resistere inesorabile al passare del tempo.
E poi ci sono io, che in quelle occasioni e in questi piatti ho mangiato le rotelle di mela, sbucciate e detersolate minuziosamente dalla mia prozia.
Ad un certo punto della mia vita ho avuto bisogno di raccogliere dei pezzi di me, quindi insieme ad alcune chiacchiere ho riconosciuto i piatti e ne ho reclamato almeno uno.
Ed ecco che i miei ricordi si sono uniti ai ricordi della mia prozia e della sua ex-vicina, in un intreccio composto di ordinarietà e lentezza.

Un po’ come in psicoterapia, quando alla ricerca di pezzi di noi stessi raccogliamo molteplici e variegati frammenti delle diverse storie di vita che ci hanno composto.

🧩

Stavo spulciando tra un libro e l’altro, alla ricerca di un significato. E poi eccolo, mi ha colta. “Fare orto della pro...
16/09/2024

Stavo spulciando tra un libro e l’altro, alla ricerca di un significato. E poi eccolo, mi ha colta.
“Fare orto della propria vita.”
Coltivarsi. Nutrirsi. Che siamo esseri viventi, abbiamo bisogno di cibo, acqua e poi molto molto di più. Amore, direi, ma non basta. Abbiamo bisogno di cure, cure dedicate.

Ieri una persona, scarsamente agganciata alla vita, in bilico tra la sopravvivenza e la morte dell’anima, mi ha detto: “Avrei bisogno di qualcuno che si prenda cura di me”.
Parole così pure e così al dunque.

Coltivarsi, fare orto della propria vita, un orto che lascia spazio alle erbe spontanee, un orto che dà e riceve dalla terra in cui è posto, un orto che bonifica.
🌱

Indirizzo

Via Fedele Savio 9
Savigliano
12038

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