24/03/2026
Sento parlare di emergenze tutti i giorni.
E ne parliamo tutti, in una certa misura.
Leggiamo di emergenze non appena apriamo social o tv. Ricordiamo di emergenze pensando al 2020. Immaginiamo emergenze globali quando guardiamo al futuro con sconforto.
Insomma, se ci guardiamo intorno c’è un mondo che va in fiamme e grida aiuto: le emergenze che scuotono le nostre vite sono sempre di più.
E fin qui, mi rendo conto sia un discorso poco ottimista, ma legato ai dati che vedono un aumento esponenziale del numero di emergenze internazionali negli ultimi 10 anni.
Peró. Però.
Per chi ancora ci crede, si può prendere una posizione.
Che è l’opposto di fare come fanno gli struzzi.
Si può guardare in faccia la realtà.
Scendere in campo, parlare di emergenze, capire cosa e come si può fare. Fare un corso di Primo Soccorso. Fare volontariato in Protezione Civile. Creare cittadinanza. Fare qualcosa.
Ma non “fare qualcosa” di disordinato ad cazzum, con la spinta di sistemare le cose.
Fare qualcosa di sensato, qualcosa per cui vale la pena.
Io? Io continuo a fare la mia, piccola, parte.
E al mio fianco ci sono tante colleghe e colleghi, volontari di e 💙
Ma non solo. Il mondo è pieno di meravigliosa umanità, basta trovarla.