17/01/2026
Il desiderio sessuale femminile è il risultato di un equilibrio complesso tra mente, corpo ed emozioni. Studi recenti mostrano che quando questo equilibrio si altera, possono comparire disagio psicologico e sintomi emotivi, spesso legati a una prevalenza di fattori che inibiscono il desiderio.
Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDD) è la condizione più frequente nelle donne e riguarda una riduzione persistente dell’interesse sessuale, che dura almeno sei mesi e genera sofferenza personale. Non si tratta di mancanza di attrazione o di problemi di coppia “banali”, ma di una vera condizione clinica.
Le ricerche evidenziano come il desiderio sia regolato da due forze: l’inibizione e l’eccitazione. Paure, autocritica, esperienze negative o disagio psicologico possono spegnerlo; al contrario, stimoli positivi, benessere fisico e relazionale possono riaccenderlo.
Attraverso questionari specifici è possibile valutare questi meccanismi e distinguere diversi profili di funzionamento sessuale. È emerso che l’eccitazione ridotta è spesso legata anche a fattori ormonali, metabolici e alla durata della relazione.
Un dato importante riguarda il trattamento: nelle donne con desiderio ridotto e bassa eccitazione, la terapia con testosterone può risultare più efficace. Questo conferma che il calo del desiderio non è solo “nella testa”, ma coinvolge più dimensioni della salute.
La conclusione è chiara: il desiderio sessuale femminile va ascoltato, compreso e trattato con un approccio integrato, che coinvolga medici, psicologi e specialisti della salute sessuale.