05/02/2026
🧠 Perché la telemedicina non è quasi mai la scelta migliore in nutrizione
📍 Tutte le criticità, anche operative, che pochi sottolineano 👇
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✨ 1. Relazione paziente-professionista
La nutrizione non è solo “dire cosa mangiare”: fiducia, ascolto e osservazione diretta (linguaggio del corpo, abitudini) si perdono online.
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📉 2. Valutazioni cliniche limitate
🔹 BIA e composizione corporea sono impossibili da misurare a distanza
🔹 Peso: bilance domestiche spesso inaffidabili
🔹 Circonferenze: misurazioni variabili, difficile replicare punti di repere clinici da parte del paziente
💡 Senza dati precisi, monitoraggio e consigli rischiano di non essere davvero personalizzati.
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📡 3. Problemi tecnici
Connessioni instabili e dispositivi diversi compromettono la qualità della consulenza.
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😐 4. Coinvolgimento e motivazione
A distanza il paziente può distrarsi facilmente, rendendo più difficile mantenere costanza e impegno.
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📊 5. Accessibilità ≠ efficacia
Non tutti possono usufruire della telemedicina: anziani, persone senza connessione stabile o chi necessita di valutazioni corporee precise.
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📉 6. Risultati scientifici modesti
Studi mostrano che cambiamenti dietetici complessi spesso hanno più successo con il counselling faccia‑a‑faccia.
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🤝 7. Alleanza terapeutica
Fiducia, empatia e coaching motivazionale si costruiscono meglio in presenza.
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📌 In sintesi:
➡️ La telemedicina può integrare, ma non sostituire la completezza di un percorso personalizzato.
💭 Presenza fisica, misurazioni dirette e rapporto umano restano fondamentali. La tecnologia aiuta… ma non può sostituire l’essenza del nostro lavoro ✨.