24/04/2026
Quando un figlio fatica, tutta la famiglia si mette in movimento.
E spesso, la prima domanda che emerge è: “Cosa dobbiamo fare con lui?”
Nel lavoro con le coppie di genitori proviamo a spostare leggermente lo sguardo:
non solo cosa fare con il figlio, ma come stare insieme come genitori di fronte a quella difficoltà.
Ieri abbiamo incontrato diverse coppie accomunate da preoccupazioni profonde:
figli adolescenti che mettono in atto comportamenti poco sani, che “combinano guai”, che fanno uso di sostanze o mostrano difficoltà legate all’alimentazione;
bambini più piccoli difficili da gestire, con emozioni intense, esplosive, che sembrano travolgere tutta la famiglia.
In queste situazioni è facile sentirsi soli, in disaccordo, confusi.
Uno dei genitori tende a irrigidirsi, l’altro a proteggere di più.
Ci si divide senza accorgersene.
Quando invece la coppia genitoriale riesce a fermarsi e mettersi in discussione insieme, succede qualcosa di importante:
si costruisce una posizione comune, più coerente, più solida.
E i figli — grandi o piccoli — percepiscono questa nuova stabilità.
Non esistono genitori perfetti.
Esistono genitori disposti a guardarsi, a parlarsi, a cambiare insieme.
Ed è spesso proprio questo movimento condiviso che apre la strada ai cambiamenti più significativi nei figli.
Nel nostro lavoro in coterapia, lo sguardo doppio e lo spazio di confronto aiutano le coppie a vedere dinamiche che, da sole, sono difficili da cogliere.
Perché quando i genitori iniziano a muoversi come una squadra, anche i figli trovano nuove possibilità per stare meglio.