19/11/2024
Non sono un’appassionata di motociclismo, con tre maschi in casa inevitabilmente mi capita di lanciare un’occhiata, senza grande trasporto, alla tv mentre guardano qualche gara, ma il mio interesse finisce più o meno in quel frangente.
Il focus su questo intervento, me l’ha dato l’incoronazione del nuovo campione di MotoGP avvenuta domenica scorsa e che ha dato le luci della ribalta anche a persone meno in vista del pilota, tante, tantissime figure professionali che lavorano dietro le quinte e rendono possibile che un atleta possa arrivare ai propri traguardi.
Tra questi (come riportato nell’articolo in fondo a questo post) spicca il nome di Xero Gasol, uno psicologo dello sport, come me, ed è importante che gli si dedichi il giusto spazio poiché, finalmente, andiamo a sdoganare una disciplina spesso malvista perché associata ad un senso di debolezza o peggio ancora di malattia mentale.
Ancora una volta voglio sottolineare come il successo nello sport si raggiunga grazie al perfetto connubio tra preparazione fisica e mezzi tecnici a disposizione. Tuttavia, senza la giusta forma mentale, non è facile mantenere costanza e forza per ottenere risultati in linea con le proprie aspettative, soprattutto sotto pressione.
Dobbiamo quindi lasciarci alle spalle i pregiudizi e rivolgerci a professionisti preparati nel momento in cui vogliamo provare ad andare oltre le nostre ansie e paure, perché un atleta che abbandona i propri obbiettivi nel momento in cui non riesce a reggere la pressione è una perdita per tutti, per sé stesso, per i familiari (e tutti quelli che hanno fatto sacrifici per lui) e per il mondo dello sport.
Con Jorge Martin nel parco chiuso del circuito di Montmeló, ancora con la tuta da Terminator che commemorava il suo primo titolo di Campione del Mondo MotoGP, una figura lo osservava da lontano, mischiata alla folla che si accalcava nella corsia dei box, accanto a Jorge Lorenzo.