10/01/2026
Il problema delle infografiche e del come fare a spiegare alle persone che non devono fermarsi a quelle.
Le nuove indicazioni nutrizionali americane si presentano con un "disegno" che a prima vista appare diametralmente opposto rispetto alla nostra idea di piramide e di alimentazione mediterranea.
La scelta di mettere la piramide a testa in giù, con pane e cereali (apparentemente) ridotti ai minimi termini, induce le persone a credere che l'alimentazione sana sia a base animale, proteica e grassa.
Quando si confrontano le Linee Guida italiane con le nuove Dietary Guidelines USA 2025–2030 (non fermandosi alla infografica), salta all’occhio una cosa: gli americani spingono di più sulle proteine.
Ma non è una moda, in questo caso. È una risposta a un problema.
Negli Stati Uniti oltre il 70% degli adulti è sovrappeso o obeso; sono diffusissimi prediabete e diabete; molta massa grassa e poca massa muscolare; dieta storicamente ricca di cibi ultraprocessati e zuccheri.
In questo contesto, non aumentare le proteine sarebbe un errore.
Le nuove linee guida USA indicano chiaramente: 1,2–1,6 g di proteine per kg di peso corporeo al giorno e porzioni proteiche a ogni pasto
Perché?
Le proteine aumentano la sazietà; aiutano a preservare i muscoli; migliorano il controllo glicemico; sono utili in chi è già metabolicamente compromesso e in chi deve perdere peso.
In pratica: le proteine diventano uno strumento terapeutico.
L'errore? dare troppa enfasi alle carni rosse e ai latticini interi, forse.
Rimane comunque il consiglio di basare la alimentazione su cibi non processati, tanta frutta e verdura, legumi come fonte proteica a pari merito del pesce e della carne, pochi zuccheri.
Le linee guida italiane (CREA) restano su circa 0,9 g/kg/die di proteine (che sono sempre un minimo, comunque, e possono aumentare).
Puntano su equilibrio, varietà e dieta mediterranea; più carboidrati complessi, più legumi, più fibra.
Per una popolazione mediamente più sana, è un approccio sensato e preventivo.