23/03/2026
Non è svegliarsi alle 5, con la casa in silenzio e la candela accesa.
Non è diventare una persona che non si arrabbia più, che non si agita e non reagisce.
La mindfulness non ti trasforma in qualcuno che nulla lo/la tange (per fortuna),
ma ti accompagna a diventare più consapevole del suo sentire.
E' quello spazio in cui provare ad accorgersi... di quando ti stai irrigidendo mentre parli con qualcuno, di quando ti stai giudicando, e/o di quando parte un gesto impulsivo.
E' proprio lì, nella possibilità di creare un micro-spazio: ascolto, consapevolezza, non sempre, ma con gentile osservazione.
Non è una pratica per diventare “migliore”o pensarsi migliore degli altri.
È un percorso, un viaggio che ti accompagna a non combattere continuamente ciò che provi.
Ma stare nella tua esperienza, anche se disordinata, confusa. Senza combatterla, senza volerla per forza differente.
Se pensavi di "diventare zen", non è questo. E' un viaggio di ascolto, con salite e fatiche, ma scoperte di sfumature a volte scordate o mai considerate prima.
E il rilassamento? non è l'obiettivo, a volte può essere presente, tantissime altre occasioni no, e va bene così.