17/02/2026
Un po’ lungo, ma prendi questo tempo per riflettere ….UTILISSIMO
VUOI SALVARE LA SALUTE MENTALE DI UN ADOLESCENTE? FAGLI LEGGERE QUESTO POST
Se siete genitori, docenti o educatori prendetevi il tempo di leggere questo post. E’ lungo, ma può aiutarvi a comprendere aspetti di importanza fondamentale per la salute mentale dei vostri figli e studenti.
Meta e il mondo dei social media in questo momento, negli Stati Uniti, devono rispondere – davanti ai giudici – di aver deliberatamente esposto minorenni ad un ambiente tossico, che ha concretamente minato la salute mentale di preadolescenti e adolescenti. Le famiglie che si sono costituite in class action contro le multinazionali del digitale sono al tempo stesso eroiche e consapevoli. Eroiche perché la loro è la battaglia di Davide contro il gigante Golia. Consapevoli perché nella loro famiglia c’è stato un figlio che ha avuto un problema di salute mentale molto impattante che, in alcuni casi, ha portato anche al suicidio del minore stesso. Im questi giorni, di fronte alla sede del tribunale statunitense dove si svolge il processo contro i social media, è stata allestita una sorta di “camera mortuaria” con le immagini di ragazzi e ragazze la cui traiettoria di vita e di crescita è cambiata dopo essere entrati nel mondo dei social media e poi si è interrotta, perché ciò che stava accadendo nelle loro vite online era incompatibile con la loro capacità di sopravvivervi nella vita reale.
Dal punto di vista della sanità pubblica ciò che sta accadendo negli Stati Uniti è di importanza fondamentale. La correlazione tra ingresso precoce e intenso in un social media e salute mentale in età evolutiva è fortissima e ben dimostrata dall’epidemiologia comportamentale e clinica dell’età evolutiva. Il tema portante di questo dibattito è la “consapevolezza” che le multinazionali hanno del loro approccio verso i nostri figli: ovvero il danno arrecato alla loro salute mentale non è il risultato del caso, ma la conseguenza di un disegno strategico, realizzato a scopo di profitto, per cui i grandi designer delle piattaforme digitali sapendo quanto fragile è la capacità della mente preadolescente di resistere all’ingaggio dopaminergico (ovvero all’effetto prodotto dalla produzione di dopamina nella nostra mente conseguente ad uno stimolo che produce gratificazione istantanea) hanno deciso di sfruttarlo in modo deliberato per ottenere maggiori profitti. La stessa cosa avevano fatto le multinazionali del tabacco quando avevano addizionato il contenuto delle si*****te con sostanze chimiche che ne aumentavano il potere additivo, obbligando i fumatori a comprare sempre più tabacco.
Oggi molti specialisti della mente sentono che finalmente si attribuisce una responsabilità oggettiva a chi ha sfruttato il funzionamento mentale in età evolutiva e la sua vulnerabilità solo ed esclusivamente a scopo di profitto, disinteressandosi del danno prodotto sull’utente finale. Altri specialisti della mente invece continuano a dire che è tutta colpa di noi genitori che non sappiamo gestire l’accesso al mondo online dei nostri figli. Vi propongo questa immagine: immaginate che il cervello dei nostri figli sia un pezzetto di ferro. Immaginate che nel mondo, un grande dittatore decida di generare un campo magnetico potentissimo che ha il potere di spostare i pezzetti di ferro (ovvero i cervelli dei nostri figli) verso di sé. Quel campo magnetico agisce dappertutto: a scuola, a casa , in camera da letto, fuori nelle strade della comunità. Ora dite ai genitori che loro devono blindare ogni singolo locale e spazio di vita dei loro figli per garantirne una buona crescita. Se non ne sono capaci, la responsabilità dei danni prodotti dal campo magnetico è loro, non di chi lo ha collocato al centro del mondo, allontanando quel “cervello/pezzetto di ferro” da tutte le altre traiettorie di vita.
Forse è arrivato il tempo di attribuire a chi ha prodotto il campo magnetico la sua responsabilità oggettive, di togliere quel campo magnetico dal mondo e di chiedere di pagare il conto dei danni prodotti. Il processo contro i social media negli Stati Uniti sta facendo comprendere tutto questo. E tutti noi dovremmo seguirlo col fiato sospeso. Perché dal suo esito dipende la salute mentale dei nostri figli di oggi e di domani. Sono così stanco di sentire che è tutta colpa di noi genitori. E ho letto addirittura che c’è chi spera che vinca Meta, perché sarebbe la cosa migliore per i nostri figli e per noi genitori. No, io non ci sto.
E spero che questo testo lo rendiate virale il più possibile. Perché sarà certamente penalizzato dall’algoritmo che non ha mai premiato questo genere di contenuti. Spero anche che domani venga letto a scuola da più docenti possibili ai loro studenti. Magari cominciando ad interessarli al processo contro i social media.
Questa sarebbe davvero l’educazione digitale che oggi serve a loro. Un’educazione digitale che gli insegni che i loro cervelli sono molto più che un pezzettino di ferro.