09/01/2026
D-DIMERO AGGIUSTATO ALL’ETÀ IN SOGGETTI CON SOSPETTA TVP: SEMPLIFICAZIONE DELL’APPROCCIO DIAGNOSTICO
Segue Rassegna Bibliografica 2/26
La pagina d’apertura è destinata alla descrizione di un articolo di recente pubblicazione in JAMA, accompagnato da un breve editoriale che divulgherò (come di consueto) per esteso. La dimostrazione che anche in caso di sospetta TVP (e non solo quindi in caso di sospetta embolia polmonare) l’applicazione di un cutoff legato all’età all’interpretazione del D-dimero ha la potenzialità di ridurre considerevolmente l’indicazione all’ecodoppler riveste un importante valore in realtà dove ancora non ci sono (come da noi) più ecografi che medici in servizio.
Segue una Rassegna molto interessante e varia fatta di 5 articoli:
- il primo (di cui il protagonista nascosto è ancora il D-dimero) riporta i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare qual è la frequenza di recidive tromboemboliche nel primo mese successivo all’interruzione dei farmaci: informazione fondamentale in supporto di quei modelli (dal modello di Vienna al D-dimero seriato) che vengono ancora comunemente impiegati nella pratica clinica, e si basano sull’acquisizione del valore di un D-dimero a distanza di qualche settimana dalla sospensione della terapia per decidere se mantenerla o riprenderla;
- il secondo riporta i risultati della più completa ed aggiornata revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare efficacia e sicurezza dei DOAC nel confronto con i dicumarolici per la protezione antitrombotica di fibrillanti con insufficienza renale, prescindendo dalla sua gravità (in altri tempi avrebbe meritato la pagina d’apertura);
- il terzo riporta i risultati di uno studio di coorte, basato su un ampio database giapponese, che rimette in discussione il rischio tromboembolico dei FANS: dove sta la verità?
- il quarto affronta con un approccio metodologico diverso da quello degli studi sin qui pubblicati il quesito se sia sicuro assegnare un DOAC, anziché un antagonista della vitamina K, ad un fibrillante reduce da una sostituzione valvolare cardiaca con protesi biologiche: l’originalità risiede in un disegno che, a partenza da un’ampia coorte canadese, indaga il follow-up di fibrillanti reduci dall’intervento cardiochirurgico nel confronto con quello di fibrillanti esenti da fibrillazione atriale (anche questo articolo in tempi di minore concorrenza avrebbe meritato la pagina d’apertura);
- infine l’ultimo riporta i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica della letteratura, eseguita per indagare vantaggi e rischi della continuazione della terapia anticoagulante (nel confronto con la sua sospensione periprocedurale) in fibrillanti con stenosi aortica candidati alla TAVR.