Prof. Paolo Prandoni

Prof. Paolo Prandoni Prof. Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Mal

Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Malattie Cardiovascolari, Medicina Interna, Ematologia
Già Ordinario e Direttore Clinica Medica II, Università di Padova

Esegue visite previo appuntamento

LA GESTIONE ANTITROMBOTICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE DALLA PARTE DEL PAZIENTERassegna Bibliografica 17/26Sono in realt...
27/05/2026

LA GESTIONE ANTITROMBOTICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE DALLA PARTE DEL PAZIENTE
Rassegna Bibliografica 17/26

Sono in realtà due gli articoli recenti che si sono contesi la pagina d'apertura di una rassegna bibliografica ricca e varia. Ho dato la pecedenza al primo non tanto e non solo perchè è pubblicato nella testata online del NEJM, a firma di tutti i principali autori dei trials registrativi di confronto tra vecchi e nuovi farmaci anticoagulanti per la gestione della fibrillazione atriale, ma perchè un'analisi centrata sulla sensibilità e sugli obiettivi dei pazienti porta a conclusioni differenti a seconda che si consideri la totalità della popolazione od i pazienti anziani e vulnerabili in precedente trattamento con dicumarolici.

Il secondo articolo rappresenta, a mia conoscenza, il primo e solo tentativo esistente di offrire alla classe medica (ed ai pazienti) un modello per identificare i soggetti con TEV a rischio di sviluppare una malattia neoplastica. Pur con i limiti di una capacità discriminativa subottimale, il modello CAVE sembra in grado di riconoscere coloro che risultano a così basso rischio da non giustificare allarmismi ed analisi superflue e costose. E’ interessante (e per me non del tutto inatteso) il rilievo che la presentazione ‘idiopatica’ del TEV non rappresenta un fattore indipendentemente associato con tale rischio.

Il terzo articolo riporta i risultati di una meta-analisi della letteratura, dai quali scaturisce il ruolo (non sempre sin qui valorizzato) della disfunzione ventricolare destra nell'accrescere il rischio di una prognosi sfavorevole dell'embolia polmonare, anche in soggetti apparentemente a basso rischio.

Il quarto riporta i risultati di una meta-analisi dei trials più recenti della letteratura, dai quali scaturisce il vantaggio in termini di sicurezza delle basse dosi dei DOAC nei confronti di quelle convenzionali per la prevenzione estesa dei pazienti con TEV, ivi inclusi quelli a maggior rischio di recidiva.

Infine, l'ultimo articolo riveste grande rilevanza pratica, in quanto avvalora, sulla base dei risultati di un'ampia indagine retrospettiva, l’impiego del fondaparinux in alternativa all'argatroban per una gestione immediata, semplice e sicura della piastrinopenia da eparina (accertata o sospetta).

STUDI TAPIS E ORIENTAL-MEVO: CONTRIBUTI FONDAMENTALI AL PROGRESSO DELLA TERAPIA NELL’ICTUS ISCHEMICORassegna Bibliografi...
16/05/2026

STUDI TAPIS E ORIENTAL-MEVO: CONTRIBUTI FONDAMENTALI AL PROGRESSO DELLA TERAPIA NELL’ICTUS ISCHEMICO
Rassegna Bibliografica 16/26

La rassegna si apre con due contributi destinati a perfezionare il ruolo della terapia, rispettivamente medica ed endovascolare, in soggetti con ictus ischemico di recente insorgenza. Il primo (TAPIS), di recente pubblicazione nel Lancet, dimostra il vantaggio della combinazione di duplice anti-aggregazione con trombolisi endovenosa in soggetti con ictus ischemico di gravità moderata; il secondo (ORIENTAL-MEVO), di recente pubblicazione nel NEJM, dimostra l’efficacia della trombectomia endovascolare in soggetti con ictus ischemico da occlusione dei vasi di medio calibro.

Completano una rassegna veramente sontuosa:
- uno studio randomizzato, in doppio-cieco controllato vs placebo, di recente pubblicazione nel BMJ (TOP-CABG), diretto ad esplorare la durata ottimale della duplice anti-aggregazione dopo bypass coronarico;
- la più completa meta-analisi delle letteratura sin qui pubblicata per testare l’efficacia e la sicurezza dei DOAC in cirrotici con fibrillazione atriale o tromboembolismo venoso;
- la più ampia storia naturale sin qui pubblicata (quasi 8500 pazienti) della TVP distale isolata, ricavata dal registro internazionale RIETE, e le relative implicazioni per la sua gestione ottimale;
- la più ampia (e rassicurante) storia naturale sin qui pubblicata (quasi 2000 pazienti) della chiusura dell’auricola sinistra in soggetti con fibrillazione atriale ad alto rischio emorragico, ricavata dal registro internazionale SALAMANDER.

Raramente la letteratura scientifica aveva prodotto pressoché simultaneamente contributi scientifici di così rara rilevanza in così vasti settori della Medicina Vascolare. Sono orgoglioso di poterli descrivere e commentare a beneficio dei miei lettori.

QUID AGENDUM NELLE TROMBOFLEBITI SUPERFICIALI (TVS) VICINE ALLE GIUNZIONI? UN PASSO AVANTI NELLA DIREZIONE DELLA LORO GE...
12/05/2026

QUID AGENDUM NELLE TROMBOFLEBITI SUPERFICIALI (TVS) VICINE ALLE GIUNZIONI? UN PASSO AVANTI NELLA DIREZIONE DELLA LORO GESTIONE OTTIMALE
Segue Rassegna Bibliografica 15/26

A lungo ci si è interrogati, ed ancora ci si interroga, sulla gestione ottimale delle TVS iuxta-giunzionali. Benchè le linee guida diano generalmente indicazione ad un trattamento paragonabile per intensità e durata a quello delle TVP, molte riserve nascono dall’assenza di un supporto scientifico a tale raccomandazione. I risultati di uno studio prospettico di coorte eseguito in Spagna dischiudono prospettive per una gestione differenziata a seconda che la TVS interessi la giunzione safeno-femorale o quella safeno-poplitea.

Seguono la descrizione ed il commento di tre articoli selezionati:
1) Dai risultati di un ampio studio prospettico osservazionale tedesco scaturisce la verosimile responsabilità dell’aterosclerosi carotidea nella patogenesi della ricorrenza di ictus in soggetti anticoagulati per fibrillazione atriale;
2) I risultati di un’ampia meta-analisi della letteratura disponibile forniscono un sostegno alle conclusioni di recenti trial clinici randomizzati ed indicano la sicurezza della sospensione della terapia anticoagulante in fibrillanti a rischio moderato di stroke in cui l’ablazione abbia ripristinato durevolmente il ritmo sinusale;
3) Infine un’indagine territoriale coreana smentisce, almeno parzialmente, la presunta superiorità del clopidogrel nei confronti dell’aspirina per la prevenzione secondaria a lungo termine di cardiopatici reduci da rivascolarizzazione coronarica.

FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI E TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN GRAVIDANZASono lieto di divulgare per esteso a benefici...
03/05/2026

FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI E TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN GRAVIDANZA

Sono lieto di divulgare per esteso a beneficio dei miei lettori un articolo che affronta in modo esemplare una tematica di grande rilievo clinico. L'argomento è trattato in modo completo e rigoroso, ed è affiancato da utili tabelle e figure che ne fanno uno strumento importante sia per finalità cliniche che didattiche.
Buona lettura

UNA NUOVA INDICAZIONE PER L'ACIDO TRANEXAMICO: LA PREVENZIONE DEL SANGUINAMENTO MAGGIORE NELLA CHIRURGIA UROLOGICA AD AL...
29/04/2026

UNA NUOVA INDICAZIONE PER L'ACIDO TRANEXAMICO: LA PREVENZIONE DEL SANGUINAMENTO MAGGIORE NELLA CHIRURGIA UROLOGICA AD ALTO RISCHIO
Rassegna bibliografica 14/26

Mi limito a segnalare due articoli. Il primo riporta i risultati di un trial clinico randomizzato in doppio cieco controllato vs placebo (POISE-3), da cui emerge solidamente una nuova indicazione per l’acido tranexamico (potente agente antifibrinolitico attualmente impiegato con successo in traumatologia e chirurgia ortopedica maggiore, oltre che per il trattamento dell’emorragia post-partum): la prevenzione del sanguinamento maggiore nella chirurgia urologica ad alto rischio. Contributo importante e necessario.

Il secondo riporta i risultati del primo confronto tra le nuove linee guida nordamericane (ACC/AHA 2026) e quelle europee (ESC 2019) per la stratificazione del rischio di morte nell'embolia polmonare acuta, valutandone l'utilità clinica tramite un ampio registro osservazionale giapponese (COMMAND VTE Registry-2).

Buone Feste!

INIBITORI DEL FATTORE XI PER LA PREVENZIONE SECONDARIA DELL'ICTUS ISCHEMICO? BRILLANTI RISULTATI DELLO STUDIO OCEANIC ST...
21/04/2026

INIBITORI DEL FATTORE XI PER LA PREVENZIONE SECONDARIA DELL'ICTUS ISCHEMICO? BRILLANTI RISULTATI DELLO STUDIO OCEANIC STROKE
Segue Editoriale sulla Terapia Ormonale

Dopo il fallimento dell'OCEANIC AF nella gestione antitrombotica della fibrillazione atriale, si sperava nella 'riscossa' dell'asundexian (inibitore orale del fattore XIa) per la prevenzione secondaria dello stroke di natura aterosclerotica, in associazione con anti-aggregazione piastrinica. Così è stato. Sono felice di presentare ai miei lettori una descrizione ed un commento dell'articolo, di recente pubblicazione nel NEJM.

Nel NEJM qualche giorno fa è stato anche pubblicato un bellissimo editoriale sulla terapia ormonale e gli inerenti rischi di trombosi sia in ambito venoso che cardiovascolare arterioso. Non potendo farne un riassunto, lo divulgo per intero, convinto come sono che l'iniziativa sarà apprezzata da quei lettori che non hanno accesso diretto al giornale.

TERAPIA ENDOVASCOLARE DELLA SINDROME POST-TROMBOFLEBITICA SEVERA: NUOVE INCORAGGIANTI PROSPETTIVE DALLO STUDIO C-TRACTSe...
15/04/2026

TERAPIA ENDOVASCOLARE DELLA SINDROME POST-TROMBOFLEBITICA SEVERA: NUOVE INCORAGGIANTI PROSPETTIVE DALLO STUDIO C-TRACT
Segue Rassegna Bibliografica 13/26

Sono due i trials clinici di rilievo che la letteratura ci offre in questi giorni, ma ho preferito destinare l'apertura a quello che riporta un esito favorevole. I risultati dello studio C-TRACT, di attuale pubblicazione nel NEJM ad opera di un ben noto gruppo di ricercatori nordamericani, dischiudono prospettive di successo per la terapia endovascolare per soggetti con una patologia (la sindrome post-tromboflebitica) oggi virtualmente intrattabile. L'articolo è uscito assieme ad un editoriale di accompagnamento, che ho il piacere di divulgare per esteso.

Il secondo trial (APERITIF), pubblicato nella testata cardiologica di JAMA, riporta i risultati negativi di un trial eseguito per indagare la combinazione di rivaroxaban a basso dosaggio con duplice antiaggregazione nei confronti della sola antiaggregazione per la prevenzione della trombosi ventricolare sinistra in pazienti con infarto miocardico.

Seguono:
- un articolo che riporta i risultati favorevoli (a supporto delle attuali raccomandazioni) della combinazione di rivaroxaban a basse dosi con aspirina nella gestione dell'arteriopatia periferica;
- un articolo che riporta i risultati di una encomiabile osservazione a lungo termine (20 anni) di un'ampia coorte di soggetti che avevano ricevuto la chiusura del forame ovale a seguito di embolia paradossa;
- ed una importante meta-analisi della letteratura, ad opera di ricercatori italiani, eseguita per indagare valore e limiti della terapia anticoagulante in soggetti con embolia polmonare isolata subsegmentaria (argomento ancora molto controverso).

LINEE GUIDA NORDAMERICANE PER LA PREVENZIONE DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN ETA' PEDIATRICATrattasi di un documento di fo...
12/04/2026

LINEE GUIDA NORDAMERICANE PER LA PREVENZIONE DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN ETA' PEDIATRICA

Trattasi di un documento di fondamentale importanza. Suggerisco di scaricarlo (liberamente) dal sito sotto riportato e di archiviarlo. Le idee sul quid agendum in caso di esposizione di bambini a fattori di rischio del TEV sono infatti poco chiare e controverse. Avere un documento solido che indirizzi verso scelte condivise può mettere al riparo da sorprese. Oltre che ve**re utile ai cultori di Medicina Vascolare, laddove richiesti di un parere autorevole (come a me è spesso capitato), può essere consigliato ad amici e colleghi che si confrontano quotidianamente con scelte sfortunatamente lasciate nella maggior parte dei casi all'improvvisazione ed all'esperienza dei singoli operatori.

Background: Venous thromboembolism (VTE) is a significant cause of morbidity in children, particularly among hospitalized patients and those with chronic m

CLOPIDOGREL O ASPIRINA DOPO LA CONCLUSIONE DELLA DUPLICE ANTIAGGREGAZIONE IN PAZIENTI REDUCI DA RIVASCOLARIZZAZIONE CORO...
08/04/2026

CLOPIDOGREL O ASPIRINA DOPO LA CONCLUSIONE DELLA DUPLICE ANTIAGGREGAZIONE IN PAZIENTI REDUCI DA RIVASCOLARIZZAZIONE CORONARICA?
Segue Rassegna Bibliografica 12/26

Presentati al recente congresso dell’American College of Cardiology, e contestualmente pubblicati nel Lancet, i risultati a lungo termine (10 anni) del confronto tra i due farmaci scaturiti dal trial randomizzato HOST-EXAM hanno il potere di chiudere definitivamente il discorso, talmente evidente è la superiorità del clopidogrel nei confronti dell’aspirina sia in termini di efficacia che di sicurezza.

Seguono la descrizione ed il commento di altri 4 articoli, selezionati per la rilevanza degli argomenti trattati e la potenziale ricaduta clinica dei risultati:
- il primo offre la dimostrazione conclusiva, basata sui risultati di una ben nota piattaforma multicentrica mondiale, che per la prevenzione delle complicanze tromboemboliche ed il miglioramento della prognosi in pazienti critici con COVID-19 dosi preventive di eparina(e) sono da preferire alle dosi intermedie. Risultato da non dimenticare, anche e soprattutto per le implicazioni che ne possono scaturire per circostanze analoghe in futuro;

- il secondo riporta i risultati di un’ampia indagine retrospettiva nordamericana, dai quali emergono vantaggi e rischi dell’impiego di farmaci anticoagulanti in soggetti con trombosi venosa splancnica associata a neoplasie;

- il terzo riporta i risultati di un’indagine retrospettiva condotta in Israele, diretta ad esplorare prevalenza e significato prognostico di residui perfusionali a distanza di tre mesi da un episodio di embolia polmonare;

- infine, l’ultimo riporta i risultati della subanalisi di un ampio studio multicentrico internazionale (ASPERA-R), eseguita per indagare l’impatto del sesso sulla prognosi dell’ictus ischemico ricorrente in soggetti anticoagulati per fibrillazione atriale.

DAL CONGRESSO DELL’AMERICAN COLLEGE OF CARDIOLOGY (ACC) QUATTRO IMPERDIBILI CONTRIBUTI ALLA RICERCA CLINICA IN MEDICINA ...
02/04/2026

DAL CONGRESSO DELL’AMERICAN COLLEGE OF CARDIOLOGY (ACC) QUATTRO IMPERDIBILI CONTRIBUTI ALLA RICERCA CLINICA IN MEDICINA VASCOLARE
Rassegna Bibliografica 11/26

Fra i contributi recentemente presentati al congresso dell’ACC e contestualmente pubblicati nelle maggiori riviste della Medicina Clinica (NEJM, Circulation, JAMA) 4 sono di elevato interesse per i cultori della Medicina Vascolare.
1) Esordiamo con i risultati dell’HI-PEITHO, da parte dello stesso gruppo di ricerca che alcuni anni fa aveva pubblicato il PEITHO, di fatto condannando definitivamente la trombolisi sistemica nei pazienti con embolia polmonare (EP) a rischio intermedio. Il nuovo trial controllato e randomizzato confronta la trombolisi via catetere con basse dosi di alteplase, facilitata dagli ultrasuoni, in combinazione con anticoagulazione vs anticoagulazione da sola nell’EP a rischio intermedio: una risposta formidabile all’avanzata della trombectomia meccanica con aspirazione.

2) Seguono i risultati del CHAMPION-AF, trial clinico controllato e randomizzato di confronto tra la chiusura dell’auricola sinistra (LAAO), seguita da un breve periodo di anticoagulazione standardizzata, e terapia anticoagulante con i DOAC in soggetti con fibrillazione atriale ad alto rischio di stroke prescindendo dall’esistenza di controindicazioni alla terapia medica: la risposta agli sconfortanti risultati del CLOSURE-AF, pubblicati pochi giorni fa nella medesima rivista (NEJM) e da noi ampiamente commentati (precedente rassegna).

3) Di seguito i risultati di una importante subanalisi del trial clinico randomizzato AMULET IDE, condotto tra il 2016 e il 2019 con un follow-up di 5 anni allo scopo di confrontare efficacia e sicurezza di due diversi dispositivi (Watchman 2.5 e Amulet) per la LAAO. L'obiettivo della subanalisi è stato quello di valutare incidenza, predittori, gestione ed esiti clinici del sanguinamento maggiore dopo la LAAO, prescindendo dal dispositivo impiegato.

4) Una nuova indicazione per l’intramontabile eparina non frazionata (UFH)? Sembra di si. Ai recenti risultati di un trial clinico cinese (HELP-PCI) fanno ora seguito quelli di un altro poderoso trial clinico controllato e randomizzato (HEPARIN-STEMI) in cui la somministrazione preospedaliera di una dose standardizzata di UFH viene confrontata, in termini sia strumentali che clinici, con quella intraospedaliera (post-angiografia coronarica) in soggetti con STEMI candidati a rivascolarizzazione coronarica.

In calce aggiungo una breve descrizione e commento di due studi poderosi (un registro prospettico il primo, uno studio territoriale il secondo) a me cari, perché vanno nella direzione dal sottoscritto prevista più di 20 anni fa (NEJM 2003), che aveva a quel tempo suscitato parecchia diffidenza. I soggetti con TEV, ed in modo particolare quelli con EP, hanno nel confronto con soggetti che ne sono esenti una prognosi nettamente più sfavorevole in termini di eventi cardiovascolari arteriosi, fatali e non fatali.

Credo che non potessi fare (a voi ed alle vostre famiglie) un augurio pasquale più fervente di quello che mi consente di fare una rassegna bibliografica così formidabile!
P. Prandoni

DAL NEJM UNA DOCCIA FREDDA PER LA CHIUSURA DELL’AURICOLA SINISTRA IN SOGGETTI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE AD ALTO RISCHIO ...
22/03/2026

DAL NEJM UNA DOCCIA FREDDA PER LA CHIUSURA DELL’AURICOLA SINISTRA IN SOGGETTI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE AD ALTO RISCHIO DI EMORRAGIE
Segue Rassegna Bibliografica 10/26

Il percorso che stava irresistibilmente portando verso la consacrazione della chiusura dell’auricola sinistra in soggetti selezionati con fibrillazione atriale si è inaspettatamente interrotto. I risultati di un trial clinico randomizzato di recente pubblicazione nel NEJM (CLOSURE-AF), sollevano infatti inattese perplessità sulla sicurezza di una procedura alla quale si affidavano (ed ancora si affidano) le speranze di un futuro libero da terapia anticoagulante.
Seguono la descrizione ed il commento di altri 4 articoli, selezionati per l’importanza degli argomenti affrontati ed il prestigio delle riviste che li hanno ospitati:
1) Una subanalisi dello studio EPIC-CAD ha valutato l’efficacia e la sicurezza della monoterapia con edoxaban nei confronti della sua associazione con un farmaco antipiastrinico in fibrillanti con cardiopatia ischemica stabile, stratificando l’analisi per tipologia di aritmia;
2) Clopidogrel o aspirina al termine del periodo di duplice anti-aggregazione successivo a rivascolarizzazione coronarica? Risultati di una valutazione a 5 anni di distanza di soggetti assegnati a due studi di simili caratteristiche (STOPDAPT-2 e STOPDAPT-2 ACS);
3) Incidenza e prognosi delle emorragie maggiori in corso di terapia con inibitori del fattore Xa: sorprendenti risultati di un ampio studio territoriale multinazionale;
4) DOAC o eparine a basso pm per il trattamento del TEV in soggetti con neoplasie cerebrali primitive? Risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte.

Indirizzo

Selvazzano Dentro

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Prof. Paolo Prandoni pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Prof. Paolo Prandoni:


Parse error: syntax error, unexpected '}', expecting end of file in /home/multisite/volt/findhealthclinics/%%home%%multisite%%apps%%geosite%%views%%unify01%%partials%%item_sidebar.volt.php on line 287