Dott.ssa Alessandra Marelli, Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Alessandra Marelli, Psicologa Psicoterapeuta Psicologa e psicoterapeuta Gestalt H.C.C. Psicoterapeuta EMDR.
Presidente di Asipp Psicologa clinica esperta in fisiologia e psicologia perinatale. Psicoterapeuta

02/03/2026

A quanto pare siamo ancora fermi qui:

“Saremo io e te
Per sempre
Legati per la vita che
Senza te
Non vale niente
Non ha senso vivere”

25/02/2026

Il tempo passa eppure, oggi come ieri, ciclicamente, spesso sulla scia di una notizia sentita in televisione e non sufficientemente contestualizzata, si rinnova la paura dell’uomo nero che rapisce i bambini. Così, senza paura, in pieno giorno, con il classico furgone bianco. Uno o più uomini, rigorosamente stranieri, pronti a tutto pur di sottrarvi il minore.
Ecco io comprendo le paure. Sono lecite, fanno parte dell’essere genitore. Tuttavia, quando ci inoltrano vocali di amici di amici, facciamoci sempre una domanda in più. Quanto è attendibile e verosimile ciò che stiamo ascoltando? Vale la pena fare una ricerca in più. Piuttosto chiamate le forze dell’ordine locali e chiedete conferma a loro ma, vi prego, non diffondete notizia dubbie che servono solo a incrementare paure e ansie (che già non ci mancano!).
Usiamo sempre il PENSIERO CRITICO!!

17/02/2026

Spiegare l’amore come se fossi un manuale difettoso
è già un insulto.
Dire a una donna come deve farsi scegliere
e a un uomo come deve smettere di essere se stesso
non è aiuto: è disprezzo mascherato da guida.
Il love coach non ti legge.
Ti riduce.
Ti parla come se non avessi un cervello,
una storia,
una personalità.
Come se bastasse correggere due comportamenti
per renderti “amabile”.

Non sei un progetto da ottimizzare.
Non sei un errore da sistemare.
L’amore non nasce dall’addestramento.
Nasce quando smetti di farti trattare da id**ta emotivo.

04/02/2026

Non ti manca l’amore.
Ti manca qualcuno che ti dica chi sei senza vendertelo in 5 rate.
Il problema non è che non sai amare,
è che hai delegato la tua intimità a chi vive di frasi motivazionali.

Il love coach non ti salva:
semplifica, etichetta, promette.
L’amore, quello vero, non segue schemi.
Non ha formule.
E soprattutto non si compra.
Crescere emotivamente fa paura.
Pagare qualcuno per evitare di farlo… è solo più comodo.

Una collega che ha contribuito al mio amore per la psicoterapia.Grazie
03/02/2026

Una collega che ha contribuito al mio amore per la psicoterapia.
Grazie

Ci ha lasciati a 78 anni Maria Rita Parsi, psicologa, psicoterapeuta e instancabile paladina dei diritti dell’infanzia. Per mezzo secolo ha portato la voce dei bambini e degli adolescenti nei tribunali, nelle scuole, nei media e nelle istituzioni internazionali, ricordando a tutti che i bambini non sono il futuro, ma il presente.

Fondatrice della Scuola Italiana di Psicoanimazione e del Movimento per, con e dei bambini, ha dedicato la sua vita alla prevenzione degli abusi e alla tutela dei più fragili. Dal 2012 ha fatto parte anche del Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo. Con oltre cento libri pubblicati, tra cui Le mani sui e S.O.S. Pedofilia, lascia un’eredità culturale e civile immensa. I numerosi premi e riconoscimenti ricevuti – dal titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica al Premio Borsellino – raccontano solo in parte ciò che è stata. Il resto vive nelle persone che ha protetto, nelle coscienze che ha smosso, nei diritti che ha difeso con ostinazione.💙

Buon viaggio, Maria Rita... e GRAZIE!

Per approfondire: https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/psicologia/addio-a-maria-rita-parsi-e-morta-la-psicoterapeuta-che-ha-dato-voce-ai-diritti-dei-bambini-di-tutto-il-mondo/

16/01/2026

Non è un reato essere tristi, non aver voglia di ridere, avere le lacrime agli occhi, volere solo stare chiusi dentro di sé.
Le domande incalzanti (“cosa hai”? “Perché sei così?” “Cosa è successo?”) possono essere percepite davvero fastidiose se non si accontentano della risposta “niente, sono solo triste “.
La tristezza è un’emozione che, se repressa, nascosta, o negata, produrrà dei sintomi importanti!
Lasciamola abitare dentro di noi quando arriva. In fondo ha sempre qualcosa da dirci🙂.

09/01/2026

“Perché non sono scappati?”
“Perché non ha reagito?”
“Perché non ha chiesto aiuto?”

Oggi vi parlo del freezing.

02/01/2026
02/01/2026

«Di fronte alle tragedie, il silenzio non è assenza di parole, ma presenza di rispetto.»

25/11/2025

Per cambiare, davvero le cose, occorre ripensare al nostro modo di trattare le donne.
Non è solo una questione legata ai femminicidi, ma a quanto molti comportamenti alimentino l’idea che la donna, in quanto tale, sia oggetto e non soggetto, da sottomettere, schernire, umiliare e controllare.

Se ad oggi ci sono piccole persone che fingono di essere disabili per saltare la fila di ingresso ad un parco divertimen...
14/11/2025

Se ad oggi ci sono piccole persone che fingono di essere disabili per saltare la fila di ingresso ad un parco divertimenti, che se ne vantano sui social, che si auto definiscono “astute” e vengono anche seguite da migliaia di persone, se ad oggi ci sono famiglie che lottano da sole per vedersi riconosciuti diritti basici e fondamentali, che vivono tra fatiche inimmaginabili pur mantenendo una dignità che ci fa quasi vergognare delle nostre costanti lamentele, allora significa che stiamo sbagliando qualcosa.
Non ci può essere nessuna evoluzione quando manca l’umanità.

FRANCA BOCCHER: LA VERITÀ CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI DIRE SULLA DISABILITÀ GRAVE

Mi chiamo Franca, sono la mamma di Bruno Ciola. Mio figlio è affetto da una gravissima disabilità causata da asfissia neonatale. La sua vita — e la nostra — non è fatta di speranza, frasi motivazionali, slogan dolci o favole sulla “diversità come dono”.
Bruno non cammina, non parla, non mangia, non beve.
Viene nutrito tramite PEG.
La sua giornata si divide tra letto e carrozzina.
Se il tempo lo permette, e se la malattia glielo concede, possiamo fare una breve passeggiata. Una normalità che per noi è già un lusso raro.
Questa non è una storia da libro di auto-aiuto.
Non è un racconto per far commuovere chi legge e poi continuare la giornata come se nulla fosse.
È la realtà nuda di ciò che significa vivere con una disabilità grave, per chi la vive nel corpo e per chi la vive nell’anima, ogni giorno, senza tregua.
Bruno non vive, Bruno subisce la vita.
E noi genitori insieme a lui.

La nostra vita non è più nostra.
Non esistono riposi, pause, notti intere, giorni liberi.
Il nostro è un lavoro continuo, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
Siamo caregiver.
Siamo infermieri, fisioterapisti, badanti, psicologi, assistenti.
Siamo tutto, tranne persone libere.
Chi dice che “la disabilità è un dono” non sa di cosa parla.
È una frase che può dire solo chi non ha mai vissuto ciò che viviamo noi.
Noi non siamo “coraggiosi”.
Non siamo santi.
Non siamo forti.
Siamo rassegnati.
E la rassegnazione non è pace.
La rassegnazione è dolore che non ha più lacrime.

Poi c’è lo Stato.
Anzi: l’assenza dello Stato.
La figura del caregiver familiare non è riconosciuta.
Io non lavoro, perché il mio lavoro è mio figlio.
Ma non avrò mai una pensione.
Non “posso” ammalarmi.
Non posso permettermi di cedere, fermarmi, crollare.
Perché se cado io, cade tutto.
E quando noi non ci saremo più?
Chi prenderà Bruno in braccio?
Chi lo laverà, nutrirà, assisterà?
Chi lo amerà al punto di consumarsi?
Non esistono strutture adeguate.
Solo istituti impersonali, corridoi freddi e spalle voltate.
Chiedo case famiglia piccole, con personale formato, luoghi dignitosi dove i nostri figli possano vivere senza essere parcheggiati nell’indifferenza.
Non chiediamo miracoli.
Chiediamo diritti.
Chiediamo di non elemosinare ciò che ci spetta.
Chiediamo che chi decide le leggi venga almeno una notte nelle nostre case.
Una sola.
E allora capirebbe.
Capirebbe davvero.

La disabilità non riguarda solo chi ne è colpito.
Riguarda l’intera famiglia.
Le amicizie svaniscono, i parenti spariscono, le relazioni si sbriciolano.
Rimane un nucleo fragile, stretto, che resiste.
Non per eroismo.
Per sopravvivenza.
Noi non viviamo.
Noi sopravviviamo.
E sopravvivere non dovrebbe mai essere la normalità.
Firmo questa testimonianza non come simbolo, non come esempio, non come storia da condividere e dimenticare.
La firmo come monito, come richiesta, come urlo silenzioso in mezzo al rumore dell’indifferenza.
Più rispetto.
Più sostegno.
Più presenza.
Non solo in campagna elettorale.
Con dolore e con verità,
Franca Boccher — mamma di Bruno

22/10/2025

Ma quante persone ci sono che confondono il concetto di sincerità con quello di maleducazione?!?!
Io davvero non me ne capacito.

Indirizzo

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Senago
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Martedì 09:00 - 20:00
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Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
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Telefono

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