Daniela Sbarbati psicoterapeuta

Daniela Sbarbati psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta sistemico-relazionale, FotoTerapia, psicologia scolastica

“Come stai?” ”Nè bene, nè male… normale”Ci sono parole che non mi piacciono, ‘normale’ è una di queste! Non mi piace per...
12/01/2026

“Come stai?” ”Nè bene, nè male… normale”

Ci sono parole che non mi piacciono, ‘normale’ è una di queste! Non mi piace perché rimanda ad una ‘norma’, ad un modello da seguire; non mi piace perché porta con sé un’implicazione: se non sei dentro a quel modello, rischi di sentirti ‘diverso’, ‘sbagliato’… Tuttavia… avete mai pensato a quanto sia insidiosa la domanda “Come stai?” con la quale, in tanti, esordiscono nell’incontro con una persona? Una domanda spesso fatta in modo banale, perfino formale che, di solito, richiede una risposta altrettanto formale, come nella recita di un copione già stabilito: “Bene, grazie”… Ma, chiedere a qualcuno come sta non è affatto una domanda banale: è un invito ad entrare in connessione emotiva con sé stessi e con l’altro… chi la riceve può sentirsi esposto, vulnerabile e quel ‘bene, grazie’ è la risposta attesa che serve solo a chiudere velocemente il discorso… Da qui una piccola riflessione: prima di chiedere ad un altro come sta, chiedetevi se siete disposti ad accogliere la sua risposta, senza giudizi e con intenzione e desiderio autentico di ascoltare il sentire dell’altro… e, per chi si trova a dover rispondere, voglio dire che va bene poter rispondere ‘Normale!’ Siamo, tutti, attraversati, da tanti e mutevoli stati d’animo e la vita, a volte, sa essere molto complessa…
Ecco, in questo caso, ‘normale’, ha un significato davvero apprezzabile! Normalizza appunto, il non stare solo bene o solo male… libera… dalle pressioni, dalle aspettative, dal dover indossare maschere… Quindi, alla prossima occasione, quando qualcuno vi chiederà “Come stai?” e sentirete che non è interessato alla ‘vera’ risposta o, semplicemente, in quella circostanza non vi va di ‘aprirvi’, rompete lo schema e rispondete pure “Normale”. E non sarà una risposta ‘vuota’, neppure per chi la riceverà!

Progetto “Genitori Forti” Manuale di “sopravvivenza” per genitori con figli dai 6 ai 12 anniCome promesso a chi lo scors...
02/01/2026

Progetto “Genitori Forti”
Manuale di “sopravvivenza” per genitori con figli dai 6 ai 12 anni

Come promesso a chi lo scorso anno avrebbe voluto prendere parte al percorso ma non è riuscito, eccoci nuovamente a proporre una serie di incontri pensati per i genitori: per sentirsi un po’ meno soli e un con qualche strumento in più per affrontare insieme l’avventura di educare!
Vi aspettiamo sabato 17 gennaio!!!
Per info e iscrizioni Tel e WA 3287936896

“Il domani appartiene a chi lo sente arrivare”David BowieBuona fine e buon inizio 2026
29/12/2025

“Il domani appartiene a chi lo sente arrivare”
David Bowie

Buona fine e buon inizio 2026

Un’allegria passata…“Stato di vaga tristezza, spesso accompagnato dalla tendenza ad indugiare in pensieri o vagheggiamen...
22/12/2025

Un’allegria passata…
“Stato di vaga tristezza, spesso accompagnato dalla tendenza ad indugiare in pensieri o vagheggiamenti.” Questa la definizione di malinconia che si trova sul dizionario…
A questa definizione, però, io preferisco quella di cui mi ha fatto dono un mio paziente: “Un’allegria passata”… la trovo così vera e pure così poetica…
Capita, più spesso di quanto si creda, che proprio questo periodo dell’anno sia accompagnato da sentimenti di tristezza e di malinconia. Le festività sono potenti ancore emotive che riattivano memorie del passato; come marcatori temporali, segnano il divario tra ciò che ‘era’ e ciò che adesso ‘è’… Il copione sociale legato al Natale è molto potente: dovresti essere felice e se non lo sei, allora la tristezza rischia di pesare il doppio! È proprio nella distanza tra ciò pensiamo di dover provare e ciò che invece sentiamo che il dolore si fa sentire ancora più forte, nella frattura, cioè, tra il nostro mondo interno e l’ideale di ‘felicità a tutti i costi’ che la società, i social, gli spot pubblicitari, ci consegnano in questo periodo dell’anno!
Siate gentili con voi stessi! Riducete la pressione di dover aderire a copioni che non sono vostri! State come siete… e sarà Natale anche per voi!
Con l’augurio di giorni autentici e veri!

Adolescenza: cassetta degli attrezzi               Lavori in corso                                                   Dal...
06/12/2025

Adolescenza: cassetta degli attrezzi Lavori in corso Dal 23/01 a Barbara 💪🏻

25 novembre  Necessaria come e più del paneLa Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,...
24/11/2025

25 novembre
Necessaria come e più del pane
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea delle Nazioni Unite sarebbe bello non fosse più necessaria… sarebbe bello e mi piacerebbe davvero non lo fosse più! Mi piacerebbe… ma poi penso che siamo ancora tanto lontani dal poterla depennare dal nostro calendario… lo capisco quando leggo i dati allarmanti dell’Istat relativi al primo trimestre 2025, quando sento le dichiarazioni fatte da alcuni personaggi politici che ci governavano, quando mi prodigo in raccomandazioni alle mie figlie, lo riconosco nei volti delle persone che si rivolgono a me nel mio studio professionale… quindi, mi duole molto dirlo, ma sì: è ancora davvero necessaria, necessaria come e più del pane, purtroppo! La violenza contro le donne è una realtà radicata. La violenza di genere, sia essa fisica, sessuale, psicologica o economica, è un fenomeno strutturale: non ha nulla a che vedere con DNA, patologie o devianze. È un fatto culturale! Sono gli stereotipi di genere, i modelli culturali e familiari, tramandati di generazione in generazione e di cui tutti siamo impregnati, a dover essere modificati. Questa giornata serve a ricordarci quanto ancora ci sia da fare perché questa realtà venga sradicata! Serve, se non resta solo un giorno in cui si accendono i riflettori per poi spegnersi rapidamente, per cercare insieme delle misure per contrastare questo fenomeno così diffuso. E queste misure devono poter lavorare su più piani: sociale, comunitario e personale, perché questi piani sono indiscutibilmente interconnessi! Prevenzione e cura, gli strumenti a nostra disposizione per poter portare il cambiamento necessario. La prevenzione, attraverso l’educazione al rispetto, al consenso, alla parità ne è una parte fondamentale, così come il lavoro terapeutico sul piano individuale per imparare a riconoscere i propri vissuti e a costruire dinamiche relazionali sane e funzionali. Non possiamo sottrarci, nessuno di noi può farlo: “per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti” (F. De Andrè)

  ‘Nati fragili’Nasciamo fragili! Può non piacerci, ma siamo fragili ‘per natura’! Nonostante viviamo in una società dov...
17/11/2025

‘Nati fragili’
Nasciamo fragili! Può non piacerci, ma siamo fragili ‘per natura’! Nonostante viviamo in una società dove fare, apparire e avere sembrano contare più dell’essere, in una realtà che sembra ripudiare la debolezza, la fragilità è una condizione connaturata all’esistenza. La specie umana è l’unica che, per completare il suo sviluppo, necessita di molti anni. Pensate ad un cavallo o a una balena: dopo pochi minuti dalla loro nascita sono già in grado di camminare o nuotare… la specie umana no, la fragilità di un neonato è sotto gli occhi di tutti!Iniziamo a reggerci sulle nostre gambe solo dopo più di un anno di vita e per tutto il percorso che porta un neonato verso l’autonomia è necessario che ci sia qualcuno capace di prendersi cura dei suoi bisogni, qualcuno che lo accudisca e lo protegga. È proprio grazie alla nostra fragilità, al fatto che commettiamo errori e cerchiamo strade per riparli che siamo in grado di adattarci, di essere flessibili, di adeguarci alle circostanze e alle mutevoli situazioni. Se la fragilità è una condizione a cui non possiamo sottrarci possiamo, capovolgendo lo sguardo, imparare a considerarla come una risorsa, come un punto di forza. La fragilità, insita nell’essere umano è legata alla caducità dell’esistenza stessa e ci apre inevitabilmente alla dimensione relazionale: se sono in grado di incontrare la mia fragilità posso riuscire ad incontrare la tua e questo vale in ogni dimensione relazionale: amorosa, amichevole, comunitaria perfino. Dice Andreoli “Io sono tanto fragile da pensare sempre all’amore, nelle sue varie specificazioni…”

“Ma il tempo, il tempo chi me lo rende…”Lavoro, scuola, famiglia, amici, sport, impegni… In un tempo che corre veloce, t...
10/11/2025

“Ma il tempo, il tempo chi me lo rende…”
Lavoro, scuola, famiglia, amici, sport, impegni… In un tempo che corre veloce, tutti presi dalla frenesia del quotidiano, costruire relazioni significative con i nostri figli, specialmente se sono adolescenti, può sembrare un’impresa ardua. Tra l’altro, un figlio adolescente chiede spazio, autonomia: chiude porte, tace, costruendo attorno a sé un muro di protezione a quei movimenti dei genitori ritenuti, ora, invadenti. Costruire una relazione positiva sembra allora davvero complesso… e lo è perché occorre lasciare spazio senza creare distanza, restare accanto senza imporre una presenza soffocante. Ogni fase del ciclo della vita, nostro e dei nostri figli, chiede adattamento alle esigenze di quello specifico momento e ai compiti evolutivi che quella fase richiede. Se quando erano bambini li abbiamo aiutati a stare e a conoscere il mondo per come noi lo conosciamo, in adolescenza dobbiamo invertire la direzione, sforzarci di entrare noi, in punta di piedi, nel loro di mondo senza però perdere il ruolo di guida! Essere curiosi, disponibili, attenti ad accorgersi di quando la porta del loro mondo si apre e entrare senza giudizio ma con il desiderio di ri-conoscersi…

La spirale Il percorso psicoterapeutico non ha un andamento lineare, non procede da un punto iniziale ad uno finale! È u...
03/11/2025

La spirale
Il percorso psicoterapeutico non ha un andamento lineare, non procede da un punto iniziale ad uno finale! È un viaggio che si snoda, si attorciglia, come una spirale e che, ogni volta, fa riconsiderare vecchie ferite o eredità familiari da punti di vista differenti. Talvolta capita di sentire che si stavano facendo progressi e, proprio in quel momento, qualcosa ci faccia pensare di stare, invece, tornando indietro. Può essere spaventoso, perfino demotivante talvolta, ma non è un fallimento, è anzi la testimonianza viva della propria crescita personale. Mentre procediamo lungo il cammino, possiamo incontrare situazioni che fanno riemergere vecchie ferite e temere che tutti i progressi fatti fino a quel momento stiano svanendo… ma, la consapevolezza delle proprie ferite, il riuscire a riconoscerle, il saper incontrare e integrare anche le parti di noi che non apprezziamo è lo scopo principale del percorso. La spirale ci insegna ad essere pazienti, ad accogliere tutte le nostre parti, a lasciare spazio al dolore e simultaneamente al cambiamento. Il processo non è una gara, non conosce vincitori nè vinti, è un viaggio, il tuo, con i tuoi tempi e con i tuoi modi! Il ‘ritorno all’indietro’ non è mai un vero ritorno al passato: tornare indietro è impossibile! È un nuovo passaggio, un’opportunità di apprendimento e approfondimento della propria comprensione di sé stessi e di integrazione!

Indirizzo

Via Piave 27
Senigallia
60019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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