Daniela Sbarbati psicoterapeuta

Daniela Sbarbati psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta sistemico-relazionale, FotoTerapia, psicologia scolastica

Il piccolo, il poco, l’essenziale…Mi salvail rock mi salvai romanzi mi salvano la gentilezza mi salvala pizza mi salvasc...
30/03/2026

Il piccolo, il poco, l’essenziale…
Mi salva

il rock mi salva
i romanzi mi salvano
la gentilezza mi salva
la pizza mi salva
scrivere mi salva
anche leggere
fare l’amore mi salva
i gatti mi salvano
gli amici mi salvano
il vino mi salva

mio padre scriveva poesie
me l’ha confidato a ottant’anni
ne ho lette alcune
non sono niente male

ridere mi salva
i film mi salvano
i bambini mi salvano
giocare mi salva
baciare mi salva
la città mi salva
gli alberi mi salvano
le stelle mi salvano
il cielo mi salva
i rondoni mi salvano

se tutto questo odio
fosse convertito
in energia pulita
che sballo sarebbe

la mattina mi salva
la tristezza mi salva
l’ottimismo mi salva
dormire mi salva
le notti mi salvano
l’intelligenza mi salva
il treno mi salva
le donne mi salvano
l’acqua mi salva
pensarti mi salva

e comunque
ci sono momenti per recitare poesie e momenti per fare a botte
ma questa non è mia.
(Giudo Catalano)

…il piccolo, il poco, l’essenziale… mi salva… serena Pasqua!

A.S.C.O.L.T.O.E anche per quest’anno il corso “Genitori forti: Manuale di sopravvivenza per genitori con figli dai 6 ai ...
23/03/2026

A.S.C.O.L.T.O.
E anche per quest’anno il corso “Genitori forti: Manuale di sopravvivenza per genitori con figli dai 6 ai 12 anni” si è concluso. Durante l’ultimo incontro abbiamo parlato di ascolto… ascoltare non è solo una parte importante del dialogo con l’altro ma la base stessa di una vera comunicazione. Imparare ad ascoltare è un percorso, un allenamento, per nulla banale, ma necessario alla costruzione di una relazione significativa, specie con i nostri figli. Ringrazio la mia collega e compagna di avventura Rachele Barchiesi, l’associazione ‘Un tetto’ che ha rinnovato la fiducia in noi come esperte, le babysitter (Maria Vittoria, Elena, Alice, Caterina, Alessia 🤗) che hanno permesso ai bambini di passare momenti sereni intanto che i genitori si occupavano di ‘faccende da grandi’, Luca e Francesca per la loro preziosa collaborazione e, soprattutto, ringrazio i genitori che ‘si sono fatti trovare e interpellare’ durante questi incontri! Grazie!

16/03/2026

🟣 Il 15 marzo ricorre la Giornata Mondiale dei Disturbi del Comportamento Alimentare.

🔍 Patologie complesse che non riguardano solo il cibo, ma raccontano difficoltà nella regolazione delle emozioni, nel rapporto con il proprio corpo e nei pensieri di perfezionismo e rigidità.

👩‍⚕️ Nei DCA si intrecciano profondamente corpo, emozioni, pensieri e relazioni. Per questo il sintomo non va ridotto all’alimentazione: è una funzione e chiede di essere compreso!

🗣️ Parlarne è già prevenzione.

L’importanza delle regoleAl quarto incontro di ‘Genitori Forti’ abbiamo parlato di regole… Educare, dal verbo latino ‘ed...
09/03/2026

L’importanza delle regole
Al quarto incontro di ‘Genitori Forti’ abbiamo parlato di regole… Educare, dal verbo latino ‘educere’: condurre, guidare, trarre fuori… come un fiume, nel suo scorrere verso il mare, ha bisogno di argini per non straripare, così anche i nostri figli hanno bisogno di argini sicuri che permettono loro di muoversi e giungere al mare aperto della vita che li attende una volta adulti. Le regole forniscono un contesto sicuro entro il quale muoversi, crescere e sperimentare. Durante l’incontro di sabato scorso, abbiamo condiviso la fatica di essere genitori ed il timore di sbagliare… non esistono genitori perfetti (per fortuna!) e fare il genitore è veramente complesso (d’altronde anche essere figlio lo è!); occorre provare e riprovare perché quando nasce un bambino nasce anche un genitore! L’importante è mettersi in gioco e riaggiustare il tiro! Ci vediamo all’ultimo incontro sabato 21 marzo! A presto

Eccomi… Vai!Ieri sera si è concluso il ciclo di incontri dedicato a genitori di ragazzi adolescenti. Immagini, colla e f...
28/02/2026

Eccomi… Vai!
Ieri sera si è concluso il ciclo di incontri dedicato a genitori di ragazzi adolescenti. Immagini, colla e forbici gli strumenti utilizzati per creare un collage: ‘un’opera’ personale che esprimesse, lì dove le parole a volte tardano ad arrivare, quello che muove, nel loro mondo interno, l’esperienza di essere genitore in questa fase del ciclo di vita… Appartenenza e separazione il filo rosso che ha unito tutti e quattro gli incontri. Voglio ringraziare tutti i genitori che hanno partecipato e che si sono prontamente messi in gioco, con fiducia e voglia di sperimentarsi, aprendosi al dialogo con sé stessi e con il resto del gruppo: non era affatto scontato.! Voglio ringraziare la mia preziosa compagna di viaggio, la dottoressa Rachele Barchiesi. Voglio ringraziare Manolo Tinti che ha creduto in noi e in questo progetto, Millo Pasqualini che si è prodigato per la sua realizzazione, il Tintinnio che ha sostenuto e permesso che l’idea diventasse realtà e tutti quelli che, a vario titolo, hanno contribuito. GRAZIE 🙏!
Concludo con una frase di Massimo Recalcati: “La sfida della genitorialità è riuscire a tenere insieme l’ECCOMI e il VAI, la risposta all’esigenza di appartenenza e quella dell’erranza dei nostri figli”.
A presto!🤗

Confini e regoleAl terzo laboratorio per genitori di ragazzi adolescenti abbiamo parlato di confini e regole… All’intern...
23/02/2026

Confini e regole
Al terzo laboratorio per genitori di ragazzi adolescenti abbiamo parlato di confini e regole… All’interno del sistema familiare i confini delineano i sotto sistemi che lo compongono, definiscono ruoli, responsabilità e competenze specifiche. Chi è genitore fa il genitore! E un genitore é la base sicura, lo specchio emotivo e la guida normativa per i propri figli. Aiutati dalle immagini, abbiamo parlato di cosa ci preoccupa di questa fase della vita dei nostri figli, ma abbiamo anche spostato la nostra attenzione su quello che invece ci entusiasma di questo momento… troppo spesso ci soffermiamo sul negativo, su ciò che non funziona come dovrebbe, su quello che ancora manca… imparare ad osservare ciò che c’è, le competenze già in essere, le risorse e le capacità che i nostri figli possiedono, aiuta noi ad avere un atteggiamento di fiducia nei loro confronti e nei confronti del loro percorso di crescita e aiuta loro a sentirsi riconosciuti e visti, a percepirsi capaci, competenti, in grado di affrontare la vita!
“Diventa figlia quello che vuoi… se vedi che ti somiglia allora fammi dettaglio… di una meraviglia”

Sentimental Value“Poi ho avuto una specie di crisi. Ero di nuovo sola in casa, sdraiata sul letto, ma… Qualcuno ha detto...
16/02/2026

Sentimental Value
“Poi ho avuto una specie di crisi. Ero di nuovo sola in casa, sdraiata sul letto, ma… Qualcuno ha detto che pregare non è davvero parlare con Dio. É solo riconoscere la disperazione. Gettarsi a terra perché è tutto ciò che puoi fare. Non è diverso dal crepacuore. ‘Chiamami. Per favore, cambia idea’. ‘Torna da me’. Ed eccomi lì. Avevo rovinato tutto. Ero sola, sdraiata lì a piangere. E poi, per la prima volta, mi sono seduta ed ho pregato. É difficile da spiegare. Non so chi stessi pregando, ma l’ho detto ad alta voce: ‘Aiutami. Non ce la faccio. Non posso farcela da sola. Voglio una casa.’”
È proprio la vecchia casa di famiglia, la protagonista silenziosa dell’intera storia in Sentimental Value. È lei la depositaria della memoria familiare, dei traumi; è lei la metafora degli affetti e dei legami irrisolti tra i vari membri della famiglia. È la casa a custodire le tracce delle ferite che, nonostante il passare del tempo, non possono essere cancellate e che si tramandano di generazione in generazione. Ed è la casa, come luogo metaforico del legame affettivo, che i vari interpreti, ognuno nel suo ruolo, continuano a cercare. Nonostante il passare del tempo, nonostante gli spazi possano mutare e prendere forme nuove, quello che resta è il desiderio di ‘avere una casa’, di ‘essere casa’, di ‘farci casa’… di ‘abitare’: luoghi, affetti e relazioni. Nel film, il dramma familiare non è mai urlato, ma lasciato intuire attraverso gli sguardi e più ancora nei silenzi… È solo nel raccontare la propria storia, è nell’attraversarla, senza negarla, che è possibile la riconciliazione, con sé stessi prima che con l’altro. Il passato non muta, non può essere cancellato! Nessuna promessa vana, dunque, di guarigione o di cura ma accettazione, della propria storia personale e familiare e, grazie ad essa, la possibilità di aprirsi all’incontro con l’altro.

Ciclo di vitaL’adolescenza è una fase naturale del ciclo di vita dell’individuo, ma non coinvolge solo il figlio: l’inte...
09/02/2026

Ciclo di vita
L’adolescenza è una fase naturale del ciclo di vita dell’individuo, ma non coinvolge solo il figlio: l’intero sistema familiare è chiamato a riorganizzarsi per adattarsi ai nuovi compiti di sviluppo. I compiti specifici di questa fase, hanno come filo conduttore la costruzione della propria identità e, con essa, dell’autonomia personale! Al secondo incontro del laboratorio per genitori di ragazzi adolescenti, che si è svolto venerdì scorso a Barbara, aiutati delle immagini, abbiamo fatto un salto indietro nella nostra storia personale per ri-connetterci con il nostro vissuto di figli adolescenti. Avere consapevolezza di ciò che siamo stati, della nostra storia personale ci permette di avvicinarci all’esperienza dei nostri figli, pur mantenendo la giusta distanza: quella che ci permette di non con-fondere noi con loro… di riconoscerli e vederli come ‘altro’ da noi! Ci vediamo al prossimo laboratorio per fare un altro pezzetto di strada assieme !
‘Walk in progress’!

“Non devi avere paura!”Nel secondo incontro del corso per “Genitori Forti” abbiamo parlato di un’emozione particolare: l...
02/02/2026

“Non devi avere paura!”
Nel secondo incontro del corso per “Genitori Forti” abbiamo parlato di un’emozione particolare: la paura. Le emozioni sono prodotte dal sistema neurovegetativo, hanno infatti effetti visibili sul corpo e possono essere innescate sia da stimoli esterni che da stimoli interni: pensieri, fantasie, immagini, ricordi… Tutte le emozioni sono naturali e sane e servono alla nostra sopravvivenza! Un neonato nasce con il corredo completo di tutte le emozioni: impara e conosce il mondo attraverso di esse; la corteccia pre frontale, deputata al ragionamento, al controllo degli impulsi, al processo decisionale ecc, si sviluppa invece molto dopo e il suo sviluppo continua fino al compimento dei 25 anni circa! Dunque, non possiamo non provare emozioni! Dire ad un bambino “Non avere paura!” significa chiedergli qualcosa che non può fare! Con la frustrazione che ne consegue… Provare paura é sano, è buono! Insegna ai bambini ad essere vigili, a fare attenzione, a trovare strategie per proteggersi… Ma é soprattutto nella relazione con i genitori che i bambini imparano ad autoregolarsi, che possono sperimentare un senso di sicurezza. Nella relazione con i nostri figli dobbiamo provare ad essere la base sicura che offre loro contenimento, equilibrio, evitando gli estremi che non sono mai buoni. Un’eccessiva accondiscendenza così come un’eccessiva intransigenza, portano al medesimo risultato: la mancanza di fiducia in sé stesso e nella propria auto efficacia. Nella relazione con i nostri figli, anche noi come genitori, sperimentiamo tante emozioni contrastanti, a volte timori, paure… anche per questo, lo spazio di riflessione, di confronto e di condivisione che si crea nel gruppo, può diventare uno strumento prezioso per sentirsi più ‘forti’ nell’avventura di educare.

Adolescenza: la cassetta degli attrezzi Ven 23 gennaio, presso l’ex scuola dell’infanzia di Barbara, si è svolto il prim...
26/01/2026

Adolescenza: la cassetta degli attrezzi
Ven 23 gennaio, presso l’ex scuola dell’infanzia di Barbara, si è svolto il primo dei 4 incontri rivolti ai genitori di figli adolescenti. Il gruppo si è costituito, visto, incontrato e riconosciuto: simile, pur nella diversità, ma tutti lì con i medesimi scopi: rafforzare, riconoscere, comprendere e ‘stare con’ i quesiti e le sfide di questa fase del ciclo di vita. Gli strumenti messi in campo, il cerchio di sedie, per sentirsi tutti inclusi e sullo stesso piano e il mazzo di fotografie, usate come strumento mediatore del proprio mondo interiore, hanno permesso partecipazione, connessione, riflessione sul sé e condivisione con l’altro… le foto hanno chiamato, il gruppo ha risposto!

Progetto Genitori FortiManuale di ‘sopravvivenza’ per genitori con figli dai 6 ai 12 anni.E anche quest’anno avete rispo...
19/01/2026

Progetto Genitori Forti
Manuale di ‘sopravvivenza’ per genitori con figli dai 6 ai 12 anni.

E anche quest’anno avete risposto in tanti all’invito: 40 iscritti! Con dispiacere, abbiamo dovuto chiudere qui le iscrizioni: io e la dottoressa Rachele Barchiesi vogliamo rispettare il taglio di confronto e condivisione che abbiamo scelto di dare agli incontri. Questi numeri, però, ci dicono che c’è interesse, che c’è un bisogno forte non solo di informazione: quelle, oramai, possiamo reperirle facilmente tramite il web. C’è bisogno di ricostituire dei luoghi e dei momenti di incontro e di confronto, c’è bisogno di entrare in relazione, di condivisione e di dialogo! Il primo incontro, che si è svolto sabato 17 gennaio, ce lo ha confermato! Bene! Il percorso è iniziato! Ci vediamo sabato 31!

“Come stai?” ”Nè bene, nè male… normale”Ci sono parole che non mi piacciono, ‘normale’ è una di queste! Non mi piace per...
12/01/2026

“Come stai?” ”Nè bene, nè male… normale”

Ci sono parole che non mi piacciono, ‘normale’ è una di queste! Non mi piace perché rimanda ad una ‘norma’, ad un modello da seguire; non mi piace perché porta con sé un’implicazione: se non sei dentro a quel modello, rischi di sentirti ‘diverso’, ‘sbagliato’… Tuttavia… avete mai pensato a quanto sia insidiosa la domanda “Come stai?” con la quale, in tanti, esordiscono nell’incontro con una persona? Una domanda spesso fatta in modo banale, perfino formale che, di solito, richiede una risposta altrettanto formale, come nella recita di un copione già stabilito: “Bene, grazie”… Ma, chiedere a qualcuno come sta non è affatto una domanda banale: è un invito ad entrare in connessione emotiva con sé stessi e con l’altro… chi la riceve può sentirsi esposto, vulnerabile e quel ‘bene, grazie’ è la risposta attesa che serve solo a chiudere velocemente il discorso… Da qui una piccola riflessione: prima di chiedere ad un altro come sta, chiedetevi se siete disposti ad accogliere la sua risposta, senza giudizi e con intenzione e desiderio autentico di ascoltare il sentire dell’altro… e, per chi si trova a dover rispondere, voglio dire che va bene poter rispondere ‘Normale!’ Siamo, tutti, attraversati, da tanti e mutevoli stati d’animo e la vita, a volte, sa essere molto complessa…
Ecco, in questo caso, ‘normale’, ha un significato davvero apprezzabile! Normalizza appunto, il non stare solo bene o solo male… libera… dalle pressioni, dalle aspettative, dal dover indossare maschere… Quindi, alla prossima occasione, quando qualcuno vi chiederà “Come stai?” e sentirete che non è interessato alla ‘vera’ risposta o, semplicemente, in quella circostanza non vi va di ‘aprirvi’, rompete lo schema e rispondete pure “Normale”. E non sarà una risposta ‘vuota’, neppure per chi la riceverà!

Indirizzo

Via Piave 27
Senigallia
60019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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