12/01/2026
“Come stai?” ”Nè bene, nè male… normale”
Ci sono parole che non mi piacciono, ‘normale’ è una di queste! Non mi piace perché rimanda ad una ‘norma’, ad un modello da seguire; non mi piace perché porta con sé un’implicazione: se non sei dentro a quel modello, rischi di sentirti ‘diverso’, ‘sbagliato’… Tuttavia… avete mai pensato a quanto sia insidiosa la domanda “Come stai?” con la quale, in tanti, esordiscono nell’incontro con una persona? Una domanda spesso fatta in modo banale, perfino formale che, di solito, richiede una risposta altrettanto formale, come nella recita di un copione già stabilito: “Bene, grazie”… Ma, chiedere a qualcuno come sta non è affatto una domanda banale: è un invito ad entrare in connessione emotiva con sé stessi e con l’altro… chi la riceve può sentirsi esposto, vulnerabile e quel ‘bene, grazie’ è la risposta attesa che serve solo a chiudere velocemente il discorso… Da qui una piccola riflessione: prima di chiedere ad un altro come sta, chiedetevi se siete disposti ad accogliere la sua risposta, senza giudizi e con intenzione e desiderio autentico di ascoltare il sentire dell’altro… e, per chi si trova a dover rispondere, voglio dire che va bene poter rispondere ‘Normale!’ Siamo, tutti, attraversati, da tanti e mutevoli stati d’animo e la vita, a volte, sa essere molto complessa…
Ecco, in questo caso, ‘normale’, ha un significato davvero apprezzabile! Normalizza appunto, il non stare solo bene o solo male… libera… dalle pressioni, dalle aspettative, dal dover indossare maschere… Quindi, alla prossima occasione, quando qualcuno vi chiederà “Come stai?” e sentirete che non è interessato alla ‘vera’ risposta o, semplicemente, in quella circostanza non vi va di ‘aprirvi’, rompete lo schema e rispondete pure “Normale”. E non sarà una risposta ‘vuota’, neppure per chi la riceverà!