Vilma Caterina Mazzocco Psicologa - Psicoterapeuta

Vilma Caterina Mazzocco Psicologa - Psicoterapeuta Psicologa - Psicoterapeuta - specializzata in Psicosomatica - Ordine degli Psicologi dal 1993.

La FRASE CENTRANTE è un’affermazione breve, significativa, radicante. Agisce come un ponte tra corpo, emozioni e consape...
25/01/2026

La FRASE CENTRANTE è un’affermazione breve, significativa, radicante.
Agisce come un ponte tra corpo, emozioni e consapevolezza. Aiuta a rimanere presenti e ad attraversare le esperienze con lucidità e apertura.
Nella mindfulness psicosomatica, la frase centrante è uno strumento chiave per radicare l’esperienza, sostenere la consapevolezza e favorire l’integrazione tra mente e corpo.
Ecco diversi modi con cui può essere utilizzata:

1. Come “mantra” quotidiano
• Uso: ripetuta al mattino appena svegli o prima di dormire, come affermazione personale.
• Beneficio: influenza il tono emozionale della giornata e rafforza nuove connessioni neuronali legate alla consapevolezza.

2. Come bussola nei momenti di difficoltà o reattività
• Uso: evocata nei momenti di tensione, paura o confusione per centrarsi.
• Beneficio: riduce la reattività automatica e riporta alla presenza e alla fiducia.

3. Come chiave di osservazione interiore
• Uso: tenuta come lente per osservare la giornata: "Come questa esperienza risuona con la frase centrante?"
• Beneficio: amplia la coscienza dei propri automatismi e dei segnali del corpo.

4. Come ancoraggio durante la meditazione
• Uso: ripetuta mentalmente o a bassa voce, all'inizio, alla fine o durante momenti di distrazione.
• Beneficio: aiuta a ritornare al momento presente e al corpo, rinforzando l’intenzione della pratica.

5. In abbinamento al respiro o al movimento corporeo
• Uso: integrata in esercizi di respirazione, camminata consapevole o movimenti lenti (come yoga o bioenergetica).
• Beneficio: facilita la coerenza tra corpo, emozioni e mente, trasformando il movimento in meditazione incarnata.

6. In scrittura riflessiva o journaling
• Uso: usata come spunto per scrivere liberamente o riflettere su vissuti interiori.
• Beneficio: favorisce il dialogo interiore e la scoperta di significati nascosti.

VILMA CATERINA MAZZOCCO
psicologa clinica – psicoterapeuta specializzata in Psicosomatica
professore di Teorie e tecniche di psicosomatica – Psicologia dello sviluppo – Mindfulness psicosomatica e tecniche di meditazione e rilassamento – Didattica delle emozioni presso Università eCampus
cellulare: 345 4105838
email: vilmamazzocco@psicologiasalute.net

Maria ha 49 anni e un dolore che l’accompagna da tempo. Non è un dolore improvviso, non è acuto, non è drammatico. È un ...
19/01/2026

Maria ha 49 anni e un dolore che l’accompagna da tempo. Non è un dolore improvviso, non è acuto, non è drammatico. È un dolore che si è insinuato lentamente, quasi con discrezione, tra le spalle e il collo, fino a diventare una presenza costante. Gli esami strumentali non mostrano alterazioni significative.
Quando arriva in studio racconta di aver fatto “tutto quello che si doveva fare”. Visite, esami, terapie. Ha provato fisioterapia, farmaci antinfiammatori, ginnastica posturale. Il dolore migliora temporaneamente, poi ritorna, sempre.
Aggiunge, quasi a giustificarsi, una frase apparentemente marginale: «Non posso permettermi di fermarmi, ho sempre retto tutto io»: lavora molto, si occupa della famiglia, è sempre quella che tiene insieme i pezzi. Lo dice con un tono pacato, ma il corpo racconta altro: spalle sollevate, respiro corto, rigidità che sembra trattenere qualcosa di più di una semplice tensione muscolare.
In Psicosomatica, il dolore raramente è un evento isolato. Più spesso è un processo, una risposta che il corpo costruisce nel tempo quando qualcosa, sul piano emotivo o esistenziale, non trova spazio per essere riconosciuto. Il dolore non arriva per caso, e non arriva all’improvviso. Arriva quando la persona ha imparato a non ascoltarsi.
Nel corso delle sedute, Maria parla poco di sé e molto degli altri. Racconta responsabilità, impegni, doveri. La separazione avvenuta anni prima emerge solo più avanti, quasi come un dettaglio. Non c’è rabbia apparente, non c’è tristezza dichiarata. Solo un senso diffuso di stanchezza che lei stessa minimizza. È proprio qui che il dolore assume una funzione precisa: rende visibile ciò che è stato reso invisibile nella vita psichica.
Nella prospettiva junghiana di Carl Gustav Jung, il sintomo non è mai privo di significato. È un simbolo incarnato, una forma attraverso cui l’inconscio cerca di entrare in dialogo con la coscienza. Il dolore, in questo senso, non è solo qualcosa che fa male: è qualcosa che chiede attenzione, che interrompe l’automatismo, che costringe a una domanda.
Maria non si è mai concessa il diritto di fermarsi, né quello di sentire davvero il peso delle perdite attraversate. Ha continuato a funzionare. Il corpo, però, non funziona: risponde. E quando la risposta emotiva viene cronicamente inibita, il corpo diventa il luogo in cui il conflitto si deposita.
Nel lavoro clinico emerge come il dolore aumenti nei momenti in cui Maria si sente più caricata di responsabilità, quando si sente nuovamente “necessaria” agli altri. Non è un caso. Il corpo segnala che quella modalità di esistenza, basata sul reggere e trattenere, non è più sostenibile.
Già la psicosomatica classica, a partire da Franz Alexander, aveva osservato come alcuni conflitti emotivi tendano a esprimersi attraverso specifici distretti corporei. Successivamente, il lavoro corporeo di Wilhelm Reich ha mostrato come il dolore cronico sia spesso legato a tensioni muscolari difensive, a un corpo che si irrigidisce per non sentire.
Nel caso di Maria, il dolore non è solo una conseguenza, ma una inconsapevole strategia: serve a mantenere un equilibrio precario, a contenere emozioni che non hanno mai avuto legittimità. Finché il dolore resta solo un nemico da combattere, nulla cambia davvero. Quando invece viene ascoltato, qualcosa può muoversi.
Il lavoro terapeutico porta a creare uno spazio in cui possa essere pensato. Quando Maria inizia a parlare della propria fatica senza minimizzarla, quando riconosce la rabbia rimasta muta e la tristezza non concessa, il corpo comincia lentamente a modificare la sua postura. Il dolore non scompare immediatamente, ma cambia qualità: non è più un muro, diventa un segnale.
In psicosomatica, il dolore è spesso una soglia. Segna il punto in cui una forma di adattamento deve essere rivista. Introduce un limite che non è punitivo, ma necessario. Costringe a rallentare, a ridefinire priorità, a rientrare in contatto con il proprio sentire.
Nel tempo, Maria impara a riconoscere i segnali di sovraccarico prima che il corpo debba urlare. Il dolore si attenua perché non è più l’unico modo che il corpo ha per farsi ascoltare.
In questo sta il cuore della prospettiva psicosomatica: il sintomo non va solo curato, va compreso. E una volta compreso, può finalmente trasformarsi.
Vilma

Vi aspetto
30/10/2025

Vi aspetto

Luigi ha conseguito la Laurea magistrale in Psicologia clinica e dinamica all’Università eCampus con una tesi dal titolo...
06/10/2025

Luigi ha conseguito la Laurea magistrale in Psicologia clinica e dinamica all’Università eCampus con una tesi dal titolo “L’Ombra come cura. Un viaggio nella terapia analitica di Carl Gustav Jung”. Tesi che affronta con accuratezza e profondità uno dei nuclei più complessi e affascinanti della psicologia analitica. Tesi che ha saputo restituire la ricchezza simbolica e dinamica dell’Ombra, evidenziandone il ruolo non solo come deposito di contenuti inconsci negativi, ma anche come potenzialità evolutiva e risorsa trasformativa nel processo di individuazione.
Nelle foto, le mani di Luigi stringono due simboli potenti:
📖 la sua Tesi, frutto di impegno, studio e passione;
📕 Il Libro Rosso di Jung, sorgente viva di immagini e pensieri che hanno ispirato il suo percorso.
Le mani raccontano già molto: custodiscono il sapere, lo portano con sé e lo aprono al futuro.
È proprio così che la psicologia diventa cura: trasformando le ombre in vie di luce e conoscenza.
🌿 Un augurio sincero a Luigi, perché questo viaggio non si fermi qui ma continui come ricerca interiore e come cammino professionale.
Sono tanti i tesisti che seguo, ognuno con la sua domanda segreta, con la propria luce. Vedo in loro non solo studenti, ma viaggiatori che cercano di dare forma al caos interiore, intrecciando teoria e vita. Le loro mani scrivono, ma è l’anima che guida. E ogni Tesi diventa non solo un traguardo accademico, ma un frammento di destino che si compie, un passo verso la verità più intima di sé.

L’incontro del 31 ottobre è un invito a esplorare il legame tra creatività, inconscio e resilienza.La creatività affiora...
05/10/2025

L’incontro del 31 ottobre è un invito a esplorare il legame tra creatività, inconscio e resilienza.
La creatività affiora dall’inconscio e si manifesta attraverso immagini e simboli. In questo paesaggio interiore, la resilienza non è un semplice adattamento, ma un ritorno alla forma originaria: il Sé, il Daimon, quella matrice interiore che custodisce la nostra unicità e ci orienta verso una vita più autentica. È un cammino di riconnessione e di fedeltà alla propria essenza.

I temi che attraverserò:
• Creatività come forza vitale e terapeutica
• Inconscio come giardino simbolico
• Resilienza come ritorno al Sé
• Il corpo come mappa dell’anima

Vi aspetto.
Ci sarà la possibilità di fare domande.

05/10/2025
Il percorso di Meditazione Psicosomatica, articolato in sette incontri, è stato una disciplina dell’invisibile, un allen...
02/07/2025

Il percorso di Meditazione Psicosomatica, articolato in sette incontri, è stato una disciplina dell’invisibile, un allenamento del sentire, un’educazione al simbolico. Non ha offerto risposte, ma ha riattivato domande vere.
Le soglie che abbiamo attraversato non sono state semplici tappe: sono stati luoghi interiori, condizioni dell’anima, spazi psicosomatici dove mente, corpo e simbolo si sono incontrati.
È stato un viaggio attraverso sette soglie, sette porte interiori che si sono aperte una dopo l’altra:
1. La prima ti ha invitato ad ascoltare.
2. La seconda ti ha chiesto di rallentare.
3. La terza ti ha restituito al presente.
4. La quarta ti ha mostrato che il caos ha un ordine segreto.
5. La quinta ti ha insegnato che l’imperfezione è il volto autentico della bellezza.
6. La sesta ti ha riconnesso alla meraviglia nascosta nei piccoli gesti e nelle piccole cose.
7. E la settima… la settima ti ha portato dove non avevi previsto.
Le soglie che abbiamo attraversato non sono più “del percorso”: ora ti appartengono.
Sono in te.
Nel modo in cui respiri. Nel modo in cui cammini.
Nel modo in cui guardi.
Nel modo in cui scegli.
Hai attraversato immagini, emozioni, simboli. Ti sei lasciato toccare. Hai ascoltato il corpo. Hai onorato la psiche.
Ora sai che non tutto si può spiegare. Ma molto si può sentire.
Che questo sentire ti accompagni.
Vilma

tratto dalla Riflessione conclusiva del percorso di Meditazione Psicosomatica

"È importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute. Riempie la vita di qualcosa di impersonale, di un ...
26/06/2025

"È importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute. Riempie la vita di qualcosa di impersonale, di un numinosum. Chi non ha mai fatto questa esperienza ha perduto qualcosa d'importante. L'uomo deve sentire che vive in un mondo che, per certi aspetti, è misterioso; che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili …
L'inatteso e l'inaudito appartengono a questo mondo. Solo allora la vita è completa."
Carl Gustav Jung Ricordi, sogni, riflessioni

"In tutte le donne, soprattutto quando entrano nell'età matura, alberga una forza sotterranea e invisibile che si esprim...
11/06/2025

"In tutte le donne, soprattutto quando entrano nell'età matura, alberga una forza sotterranea e invisibile che si esprime attraverso intuizioni improvvise, esplosioni di energia, acute percezioni, slanci appassionati: un impulso travolgente e inesauribile che le spinge ostinatamente verso la salvezza, verso la ricostruzione di qualsiasi integrità spezzata.
Come un grande albero che, per quanto minacciato dalle malattie, colpito dalle intemperie, aggredito dalla furia dell'uomo, non muore mai, ma miracolosamente e con pazienza continua a nutrirsi attraverso le proprie radici, si rigenera e rinasce per mantenere il proprio spirito vitale."
Clarissa Pinkola Estés - La Danza delle Grandi Madri

IMMAGINE
Due donne che corrono sulla spiaggia - Pablo Picasso nel 1922

A eCampus diamo valore alla relazione con gli studenti.
05/06/2025

A eCampus diamo valore alla relazione con gli studenti.

Nell’essere umano risiede un sapere antico e poco ascoltato: un intero sistema nervoso, autonomo e sofisticato, noto com...
05/06/2025

Nell’essere umano risiede un sapere antico e poco ascoltato: un intero sistema nervoso, autonomo e sofisticato, noto come Sistema Nervoso Enterico (SNE). Non si tratta di una semplice metafora: è una realtà biologica e simbolica che la psicosomatica ci invita a considerare con sguardo più ampio. Questo sistema, spesso chiamato “secondo cervello”, non solo regola la digestione, ma partecipa attivamente alla vita emotiva e intuitiva della persona.
Con oltre 100 milioni di neuroni, l’intestino ha una sua intelligenza autonoma: registra, elabora, ricorda e reagisce. È in grado di "pensare" a modo suo, al di là del controllo cosciente, portando nel corpo vissuti e memorie non sempre accessibili alla mente razionale.
Il medico e neuro gastroenterologo Michael Gershon con le sue ricerche ha evidenziato come il sistema enterico sia un organo psichico a tutti gli effetti: non solo regola la funzione digestiva, ma è il principale produttore di serotonina, il neurotrasmettitore del benessere, dell'umore, della regolazione emotiva.
Ma la sua scoperta va oltre i dati: ha ridato dignità all’intestino come luogo simbolico ed esperienziale, da cui provengono impulsi vitali, segnali sottili, intuizioni corporee.
Il Corpo Come mappa di emozioni
Quando sentiamo “un peso sullo stomaco” o “un nodo alla pancia”, non stiamo parlando per metafore: è il corpo che sta traducendo un’emozione in linguaggio sensoriale. La psicosomatica riconosce in queste espressioni una verità incarnata, in cui il corpo diventa scena simbolica delle emozioni, dei conflitti, delle trasformazioni.
L’intestino è un organo del sentire profondo, e il nervo vago – che lo connette al cervello – è la via principale di un dialogo incessante, che influenza umore, comportamenti, sogni e malesseri.
È uno spazio simbolico, dove si mescolano emozioni trattenute, intuizioni sopite, desideri non detti. Accogliere la sua voce è un atto di cura verso sé stessi. È imparare a leggere i segnali corporei non come ostacoli, ma come messaggeri di un’intelligenza profonda, che ci guida verso l’integrazione e la trasformazione.
Vilma Caterina Mazzocco - Psicologa clinica e Psicoterapeuta – iscritta all’Ordine degli Psicologi dal 1993, specializzata in Psicosomatica, e Psicologia dello sviluppo.
Professore di Teorie e tecniche di Psicosomatica, Mindfulness e tecniche di meditazione e rilassamento, Psicologia dello sviluppo tipico e atipico, Didattica delle emozioni e mindfulness nella scuola primaria presso l’Università Telematica eCampus.
Per informazioni:
email: vilmamazzocco@psicologiasalute.net
cellulare: 345 410 5838

La Meditazione Psicosomatica è un approccio integrato e profondo che unisce la presenza mentale alla percezione sensibil...
04/06/2025

La Meditazione Psicosomatica è un approccio integrato e profondo che unisce la presenza mentale alla percezione sensibile del corpo, riconoscendo l’unità inscindibile tra esperienza psicologica e manifestazione corporea.
Non si tratta semplicemente di “ascoltare il corpo”, ma di abitare il corpo come luogo di coscienza, come spazio in cui emozioni, pensieri e vissuti trovano espressione concreta.
A livello corporeo, la Meditazione Psicosomatica ha numerosi effetti benefici:
• Regolazione del sistema nervoso autonomo, con una maggiore attivazione del tono vagale e una riduzione della risposta di attacco-fuga.
• Riduzione dell’infiammazione sistemica, grazie alla modulazione dell’asse HPA e alla riduzione del rilascio di citochine infiammatorie.
• Miglioramento della percezione corporea, favorendo una maggiore consapevolezza dei segnali somatici e una riduzione del dolore cronico.
A livello psicologico, la mindfulness migliora la resilienza, la capacità di gestire le emozioni difficili e la connessione con il proprio corpo, facilitando un processo di guarigione integrato.

Per informazioni:
email: vilmamazzocco@psicologiasalute.net
cellulare: 345 410 5838

Indirizzo

CENTRO DI PSICOLOGIA DELLA SALUTE/STUDIO CLINICO Via Umberto Giordano 82 1 Piano
Senigallia
60019

Telefono

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