Joo Yoga

Joo Yoga Lezioni di Yoga (adatte a tutti) Centro Inori 📍 Senigallia + ONLINE su YouTube www.jooyoga.it
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09/04/2026

Appoggia le mani sul petto. Pollici sotto i muscoli pettorali, o semplicemente palme piatte.

Tre respiri alti — respiro pettorale, o clavicolare. Non sollevare le spalle. Espandi il petto verso l'esterno, inspira fino al limite senza creare tensione, poi lascia uscire l'aria con un leggero soffio.

Tre volte, senza fretta.

Poi le mani sulle gambe, palmi rivolti verso l'alto. Puoi unire il pollice con l'indice, o usare il mudra che preferisci.

Nient'altro per adesso.

Dal 3 al 5 luglio, all'Agriturismo Arcera di Roccafluvione, nelle Marche, si tiene il retreat "Il Suono dell'Acqua".⠀Tre...
08/04/2026

Dal 3 al 5 luglio, all'Agriturismo Arcera di Roccafluvione, nelle Marche, si tiene il retreat "Il Suono dell'Acqua".

Tre giorni di pratiche yoga guidate dal Maestro Joo Hyung Lee, in mezzo alla natura. Il programma nasce con un'intenzione precisa: rallentare, respirare, ritrovare equilibrio.

La location è l'Agriturismo Arcera, in località Forcella — un posto che già da solo dice qualcosa su cosa aspettarsi.

Costo: 315€ tutto compreso.

Per info e prenotazioni clicca sul link
https://jooyoga.it/yoga-retreat

07/04/2026

Negli anni '60 e '70 l'Occidente ha smesso di credere in Dio. O almeno ci ha provato.

Il problema è che l'essere umano ha sempre bisogno di qualcosa in cui credere, qualcosa di più grande di sé. E quando quella cosa viene a mancare, la cerca altrove.

L'ha cercata in Oriente. Nello Zen, nell'induismo, nello yoga.

Quello che pochi sanno è che proprio in quegli anni lo yoga in India stava scomparendo. Poi sono arrivati dall'Occidente cantanti, attori, personaggi pubblici. Quello che sembrava destinato a finire ha fatto il giro del mondo e poi è tornato in India, dove nel frattempo erano nate scuole e business costruiti su quella stessa domanda occidentale.

Questo bisogno di credere in qualcosa di superiore cambia anche il modo in cui viene visto chi insegna yoga. L'insegnante diventa una specie di prete del villaggio: atteso, osservato, giudicato su un'idea di yoga che spesso non corrisponde a quello che lo yoga è davvero.

A volte mi fa sorridere. A volte mi dà fastidio. Spesso tutte e due le cose insieme.

18/03/2026

I primi minuti si inizia così: mani sul petto, pollici sotto i muscoli pettorali, oppure appoggiate semplicemente al centro.

Tre respiri portati in alto, verso il petto e la clavicola. Le spalle restano ferme. Si apre, si espande, si arriva al limite senza spingersi in tensione. L'uscita è un soffio leggero.

Inspira. Espira. Tre volte.

Poi le mani scendono sulle gambe, palmi verso l'alto. Chi vuole, unisce pollice e indice nel mudra che preferisce.

Tre respiri per iniziare.

17/03/2026

"Un insegnante di yoga dovrebbe vestirsi di bianco, non mangiare carne, non bere, non arrabbiarsi mai e muoversi come se fluttuasse."

L'ho sentito dire molte volte. E ogni volta mi fermo a pensare quanto queste idee siano lontane dalla realtà che ho vissuto.

In anni di pratica e di insegnamento ho incontrato insegnanti di ogni tipo. Persone con caratteri diversi, abitudini diverse, vite diverse. Nessuno corrispondeva all'immagine del saggio in tunica bianca che vive di aria e silenzio.

Lo yoga trasforma, questo è vero. Ma non trasforma le persone in frati di clausura. Un insegnante di yoga è prima di tutto una persona, con il suo carattere, le sue passioni, le sue scelte.

Una volta qualcuno mi ha detto che un insegnante di yoga non dovrebbe andare in moto. La moto mi piace. E se potessi, guiderei anche un aeroplano.

Libertà e responsabilità vanno insieme. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, a patto di essere pronto a rispondere delle proprie azioni.

Questo vale per chiunque, con o senza tappetino.

Tu hai mai proiettato aspettative simili su qualcuno?

16/03/2026

Il diaframma che si muove al contrario. Spalle tese, collo rigido, respiro bloccato. Succede più spesso di quanto pensiamo.

Quasi tutti gli organi dei sensi sono concentrati nella testa. Quando il diaframma invece di abbassarsi si contrae verso l'alto, coinvolge le parti superiori del busto. Da lì arrivano le tensioni alle spalle e i dolori al collo che spesso fatichiamo a spiegare.

Esiste un modo per fare il punto su quello che sta succedendo dentro. Si chiudono gli occhi, si lascia il respiro spontaneo senza modificarlo, e si osserva: la condizione mentale, quella del corpo, quella del respiro, una alla volta. Dentro di sé si dice: sono qui, con me stesso.

Al corpo si chiede cosa sente in quel momento, dalle rigidità al caldo, al freddo. Al respiro si chiede dove sente un blocco: alla gola, al petto, al plesso solare. Non per misurarsi o giudicarsi. Solo per sentire.

Il respiro indica la condizione emotiva. Ripetilo più volte. Osservarlo, senza intervenire, è già un punto di partenza.

15/03/2026

Gli insegnanti di yoga sono diventati peggio dei preti di paese.

Lo diciamo spesso tra colleghi, con un po' di ironia. Perché c'è questa aspettativa diffusa su chi insegna yoga: deve seguire regole rigide, comportarsi in modo impeccabile, essere una sorta di santone che non sbaglia mai. Le persone osservano e aspettano.

Non è una cosa nuova. Succede con ogni ruolo: l'idraulico deve fare così, il professore cosà, il sindaco in un certo modo. L'insegnante di yoga si trova spesso nella stessa situazione, forse anche di più.

Eppure nello yoga non esiste niente di così rigido. Non ci sono doveri di comportamento prestabiliti. È una pratica molto libera, e forse questa confusione nasce proprio dal non aver ancora capito bene di cosa si tratta.

Ti è mai capitato di avere certe aspettative su chi insegna yoga? Scrivimelo nei commenti.

12/03/2026

La respirazione è il punto di partenza di ogni lezione di yoga. Prima di passare alle asana, si lavora sulla respirazione per circa 30 minuti: il tempo necessario per trovare il ritmo e iniziare la pratica in modo più concentrato e rilassato.

Il percorso prevede tre livelli progressivi di respirazione, per poi arrivare alla cosiddetta respirazione completa. Da lì si passa alle asana, la parte più atletica della pratica.

La base da cui partire: si inspira dal naso e si espira dalla bocca. L'espirazione orale è chiamata "espiro di purificazione" perché consente di eliminare più tossine e scorie. È una prima forma di disintossicazione che si affianca a quella che avviene attraverso la sudorazione durante la pratica.

L'altro aspetto su cui lavorare è l'equilibrio tra le due fasi: cercare che inspiro ed espiro abbiano una durata simile. Questo tipo di respirazione torna utile anche fuori dal tappetino. Nelle giornate intense si tende a respirare in modo superficiale, usando solo la parte superiore dei polmoni.

Pratichi già la respirazione consapevole prima di allenarti? Scrivilo nei commenti.

11/03/2026

l respiro e il movimento si coordinano. Questo è il punto di partenza.

Nella tradizione indiana il corpo viene descritto attraverso cinque cavità: pelvica, addominale, toracica, della gola e del cranio. Si insegnava che il respiro nascesse dalla cavità pelvica. Portarlo almeno fino all'addome significa respirare in profondità, usando il diaframma nel modo in cui è progettato per lavorare.

Poi c'è il pavimento pelvico. È un insieme di strati muscolari collocati tra la zona genitale e l'ano, e viene spesso chiamato il secondo diaframma del corpo. Mantenerlo elastico e tonico serve a prevenire una serie di problemi, tra cui i prolassi.

Durante gli esercizi, nulla va dato per scontato. Eseguire con consapevolezza cambia il risultato, anche quando il movimento è semplice.

10/03/2026

C'è un modo distaccato di pensare che vale la pena conoscere, perché è esattamente quello che porta certe persone a vincere in politica e a guidare i paesi.

Proviamo a non pensare in modo egoistico. Proviamo invece a chiederci come sarà questo paese, come sarà questo mondo per i nostri figli, per i nostri nipoti, per i nostri pronipoti.

Non so quanto durerò ancora a fare questi video. Mi sono stancato, nel senso che cerco di fare del mio meglio, ma non è sempre chiaro quanto possa servire. Sui social si scorre, si commenta. Ma quello che pensiamo lo dobbiamo trasformare in azione.

Nello yoga questo emerge con chiarezza: mente e corpo non sono due cose divisibili. Se pensiamo in un certo modo, dobbiamo trasformare quel pensiero in azione. La spiritualità come azione.

Spero che qualcuno stia ascoltando e che questo possa migliorare le cose anche solo dello 0,01%. Ma soprattutto che il cambiamento parta da noi stessi — cambiare se stessi per influenzare in modo positivo gli altri. Penso che sia l'unico modo per fare qualcosa di concreto.

E tu, riesci a trasformare quello in cui credi in un'azione concreta?

05/03/2026

C'è qualcosa di cui tutti, in qualche modo, siamo preoccupati in questo momento. Ma quando se ne parla, sembra quasi un tabù.

Eppure ne facciamo parte, di questa società. E almeno parlarne, ragionarci insieme, è qualcosa che possiamo fare.

Viviamo sempre di più in un mondo caotico. E anche chi decide di non guardare più il telegiornale o di evitare certe trasmissioni sa che le informazioni arrivano lo stesso: siamo tutti connessi, alle persone, alla natura, a tutto quello che ci circonda.

Se non siamo consapevoli di quello che assorbiamo, questo crea solo caos dentro, senza sapere perché. Ma se sappiamo, possiamo scegliere. Non su tutto. Ma sulle piccole cose del quotidiano, conoscere e cercare di capire apre uno spazio diverso.

E una cosa che possiamo fare, adesso, è cercare di creare un po' di pace dentro di sé.

Tu riesci a parlare di queste cose con le persone intorno a te?

Indirizzo

Via Carracci 4/a
Senigallia
60019

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