16/12/2024
Ecco cosa è stato riconosciuto in Italia, riguardo alla chiropratica, da quasi 20 anni:
"È istituito presso il Ministero della Salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in chiropratica. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio Sanitario Nazionale nei modi e nelle forme previsti dall'ordinamento. Il regolamento di attuazione del presente comma è emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della Salute."
Ricordiamo questo punto fondamentale perché spesso si genera confusione sull'argomento.
Gli operatori sanitari e i chiropratici non accettati dall'AIC possono lavorare solo in contesti dove persistono vuoti legislativi. Tuttavia, in paesi come Stati Uniti, Canada, Australia, Inghilterra o Danimarca, il loro esercizio sarebbe vietato, poiché non in possesso di una laurea né di una formazione adeguata.
Tentare di operare come chiropratici senza qualifiche in questi paesi comporterebbe gravi conseguenze, con sanzioni civili e penali per abuso della professione.
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