26/11/2025
Lettura assolutamente consigliata:
BAMBINI E PORNOGRAFIA: UN’EMERGENZA NELL’EMERGENZA
Una lunga intervista a Manuela Porta per il Corriere della Sera, scaturita da una storia dolorosissima di cui ho parlato anche sui miei profili social, è stata l’occasione per ribadire concetti essenziali che oggi come genitori e comunità educante non possiamo più rimandare né demandare. Perché l’uso di pornografia da parte dei minori non è altro che una parte del più grande problema associato all’abuso di virtuale di cui sono protagonisti i minori.
Oggi dobbiamo rimettere chi cresce nel mondo reale, far sperimentare di nuovo l’importanza e la bellezza del gioco, del sonno, degli amici, dello sport, della natura. Fare questo, non significa essere tecnofobici, contrari al progresso tecnologico, ma al contrario significa garantire a chi cresce le cose di cui ha bisogno per diventare grande acquisendo abilità e competenze fase specifiche di cui non si può fare a meno nel percorso di allenamento alla vita. Dobbiamo, infine, favorire in tutti i modi la relazionalità vera, quella con l’amico del cuore, con il ragazzo o la ragazza che ti fa ba***re il cuore, con il gruppo dei pari con cui sperimenti l’appartenenza a qualcosa che ha caratteristiche totalmente diverse dalla qualità di relazione e dalle esperienze che vivi con mamma e papà e più in generale all’interno dei legami familiari.
Purtroppo oggigiorno, il mercato molto aggressivo e una notevole inconsapevolezza di noi genitori ha sdoganato nella vita dei minori strumenti potentissimi che li hanno allontanati dai compiti evolutivi che da sempre chi cresce deve imparare ad assolvere e li hanno immersi in un modo adultizzato dove tutto viene precocizzato e stimolato con modalità non fase-specifiche. .L’aggressività con cui le piattaforme digitali entrano nella vita dei nostri figli oggi non è solo un problema educativa ma un vero e proprio problema di sanità pubblica. E in tutto questo, la mancanza totale di educazione affettiva e sessuale lascia i piccoli esposti a situazioni estreme ed eccitanti che non sanno gestire e che spesso li tengono in ostaggio.
Rimediare a questa gravissima situazione non è facile e comporta oggi fare scelte che sembrano controcorrente o fuori dal tempo.
Eppure sono le uniche che aiutano i bambini a vivere pienamente la loro infanzia, i preadolescenti e vivere pienamente la loro preadolescenza.
- Ritardare il più possibile l’accesso a internet, smartphone, social media e video giochi.
- Prevedere sempre l’installazione di filtri protettivi, ma anche imporre anzi esigere che siano i siti pornografici a verificare l’età anagrafica di chi entra a visitarli, soprattutto perché noi non possiamo eliminare il fatto che tanti bimbi riescano a oltrepassare le barriere di protezione da noi installate.
- No allo smartphone prima dei 14 anni e ai social prima dei 16 anni.
- Tenere il dialogo e il confronto in famiglia sempre aperto, dando l’‘esempio e modellando comportamenti digitali equilibrati (niente smartphone in camera da letto, durante i pasti, prima del sonno: deve essere una regola per tutti, non solo per i nostri figli).
Ciò che trovate sintetizzato in questo breve post è spiegato ampiamente, con dati scientifici e storie di vita vera nel libro “Esci da quella stanza. Come e perché riportare i nostri figli nel mondo” (Mondadori) che ho scritto con Barbara Tamborini con l’intenzione di fornire al mondo adulto una bussola che aiuti a dirigere la crescita verso il mondo reale, salvaguardando i nostri figli dalle infinite gabbie e trappole del mondo digitale. E’ un libro che dovrebbe rappresentare una lettura fondamentale da fare prima di dare in dotazione ad un figlio uno strumento digitale ad uso personale.
Leggete l’articolo di Manuela Porta (accessibile tramite il link associato a questo post), leggete il nostro libro e condividete tutto questo con altri genitori ed educatori. Mai come oggi, essere consapevoli è la prima condizione per gestire qualcosa di cui, negli ultimi anni, abbiamo letteralmente perso il controllo.
Ecco il link all'articolo:
https://www.corriere.it/salute/figli-genitori/25_novembre_25/bambini-e-pornografia-alberto-pellai-club-del-sesso-a-9-anni-sul-telefonino-5f7a6cbf-a7d2-44d2-a4ff-7a97fd4fcxlk.shtml