19/02/2026
Una storia da leggere tutta.
𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐃𝐞𝐬𝐢𝐫𝐞𝐞
È febbraio 2025, Desiree è una bimba di 8 anni e mezzo perfettamente sana, va a scuola come tutti i suoi coetanei e pratica nuoto, sport che adora.
Sta per iniziare il carnevale e ha già pronto il suo costume da sfoggiare alla prima occasione.
Ha febbre e vomito da un paio di giorni quando, di notte, mamma Ines capisce che qualcosa non va.
Desiree sembra sveglia ma non risponde.
Viene quindi chiamato il 118 che la trasporta all'ospedale più vicino.
All’arrivo in PS la frequenza cardiaca è di 40/min: periarresto.
Viene quindi intubata e prontamente avviata RCP, la rianimazione cardio-polmonare, nel posto giusto al momento giusto, e Desiree risponde prontamente ai farmaci somministrati per via intra-ossea.
Il cuore riparte, frequenza cardiaca e pressione sono buone ma, all’eco-cardio, si evidenzia un deficit di forza (FE 35%) con versamento pericardico.
Viene predisposto trasferimento in un Centro maggiore ma, durante il trasporto, Desiree va nuovamente in arresto cardiaco e, nonostante i farmaci somministrati, il cuore non riprende a ba***re spontaneamente come avvenuto in precedenza.
Arrivata a destinazione viene posta in ECMO (la circolazione extracorporea di cui avrete letto in questi giorni del piccolino di Napoli in attesa di un cuore) inizialmente periferico, poi centrale per sanguinamento dell’accesso femorale: la macchina viene collegata direttamente al cuore previa sternotomia, e mantenuto in sede per una settimana.
Visto il fallimento di numerosi tentativi di estubazione, a inizio marzo 2025 viene confezionata tracheostomia.
A seguito di PNX (pneumotorace) bilaterale vengono posizionati drenaggi toracici, rimossi a metà aprile 2025.
Tornerà a respirare autonomamente il 30/04, dopo 2 mesi e mezzo da “quella” notte.
Neurologicamente, pur essendo il cervello il primo organo a risentire della mancata ossigenazione, non riporta lesioni degne di nota.
A conferma non solo della indiscussa gestione impeccabile del personale sanitario in tutte le fasi ma, anche, della stoffa di Desiree, che non ha mai smesso di lottare.
A causa della marcata sofferenza riportata agli arti inferiori e complicata da successive infezioni, Desiree subisce l'amputazione in più fasi della gamba destra, fin sotto il ginocchio.
Verrà dimessa il 20/08/25 dopo 6 mesi di ricovero, in terapia con “aspirinetta”, eparina, acido ursodesossicolico, un ACE-inibitore, un beta-bloccante.
Il tampone naso-faringeo eseguito all’ingresso era risultato positivo per Influenza B + VRS (Virus Respiratorio Sinciziale, quello della bronchiolite).
Una combinazione che ha portato all’arresto cardiaco e a tutto il resto.
Ines, la mamma di Desiree, mi ha contattato e chiesto di scrivere la loro storia.
Per testimoniare che quelli di influenza e bronchiolite non sono virus banali e che, seppur raramente, possono causare danni enormi, come nel caso di Desiree.
Per sensibilizzare sull’importanza della vaccinazione antinfluenzale che, sebbene raccomandata dai 6 mesi ai 6 anni, può essere eseguita anche oltre per chi volesse prevenire l’influenza e soprattutto le sue complicanze. Vaccino che quest’anno Desiree ha fatto prontamente.
Per sensibilizzare sull’importanza della profilassi contro la bronchiolite da VRS, offerta gratuitamente a tutti i nuovi nati e con la speranza che, anche per questo virus, venga presto reso disponibile un vaccino efficace almeno per le categorie a rischio (attualmente offerto solo alle gravide e solo in alcune Regioni).
Ora in terapia ha solo ACE-inibitore (che presso verrà sospeso) e beta-bloccante.
Desiree ha recentemente avuto il via libera da parte dei medici che la seguono per il rientro a scuola.
Dopo oltre un anno di assenza.
Ringrazio mamma Ines per aver scelto me affinché dessi voce alla loro storia, cosa che spero di aver fatto degnamente.
E mando un grande abbraccio a questa bimba e alla sua famiglia, che non hanno mai smesso di lottare e, insieme, continueranno a farlo anche in futuro, con le inevitabili prove che si troveranno ad affrontare, prima tra tutte la protesizzazione della gambina.
Dott. Giorgio Cuffaro
𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.