21/02/2026
Il Consiglio comunale di Seravezza, nella seduta del 19 febbraio 2026, ha approvato un nuovo regolamento che introduce l’obbligo di comunicazione elettronica - tramite PEC o, in futuro, apposita applicazione - per ogni uscita di mezzi dalle cave con materiale da taglio o suoi derivati.
Di seguito, una sintesi degli articoli:
- Art.1 richiama la legge regionale 35/2015 e gli obblighi informativi già previsti;
- Art.2 definisce le finalità, ovvero quantificare con precisione il contributo dovuto e rafforzare i controlli;
- Art.3 inserisce l’obbligo tra le prescrizioni autorizzative, prevedendo la decadenza dell’autorizzazione in caso di tre violazioni;
- Art.4 stabilisce le modalità operative (utilizzo di dispositivo con GPS e fotografie georeferenziate), i dati da trasmettere obbligatoriamente e i tempi di adeguamento (entro 30 giorni dall’approvazione);
- Art.5 disciplina i controlli (a campione, stradali o in cava), con redazione di verbali e tenuta di un registro;
- Art.6 applica le sanzioni amministrative previste dalla L.R. 35/2015 per ogni inadempimento;
- Art.7 fissa l’entrata in vigore al 31° giorno successivo all’approvazione.
Come Seravezza Progressista esprimiamo una moderata soddisfazione per questo provvedimento, che rappresenta un passo avanti - il tempo dirà quanto effettivo - nella tutela della filiera marmifera locale e soprattutto nel garantire maggiore regolarità fiscale e produttiva.
Va tuttavia rilevata, con un pizzico di amarezza, l’ennesima singolare performance del Sindaco Alessandrini durante il dibattito in consiglio, dove ha più volte definito il regolamento, parafrasando, come inutile, se non addirittura dannoso per le imprese. Un regolamento che, ricordiamo, è stato proposto e votato proprio dalla sua maggioranza, la quale ha anche rifiutato gli emendamenti proposti da PD Seravezza, Riccardo Biagi e Clarissa Giulia Pardini. Tra questi, ricordiamo la chiusura delle cave a bassa resa (con obbligo di ripristino ambientale) e una serie di strumenti atti a offrire una garanzia effettiva di controllo per cui il sistema produttivo locale svolga in loco la lavorazione di almeno il 50 per cento del materiale da taglio estratto.
In un’escalation di contraddizioni, il primo cittadino è arrivato a polemizzare con le opposizioni tutte (ma in particolare quelle di sinistra, che sembrano occupare stabilmente i suoi pensieri) e pure coi propri membri della maggioranza, quasi dovesse scusarsi per aver approvato la misura. Il discorso è stato condito da toni vittimistici, accuse di essere stato lasciato solo, frustrazione e il solito frasario iroso e triviale. Nel contempo, ha offerto una rappresentazione distorta del settore marmifero a Seravezza e non solo, presentandosi come unico difensore dei lavoratori e dipingendo gli altri - tutti! - come indifferenti alla filiera.
Al nostro Sindaco, nonostante tutto, si finisce quasi per voler bene. È una inesauribile fonte di scenette da commedia dell’arte. Un abbraccio solidale va al resto del consiglio comunale, costretto a sopportare per una buona mezz’ora questa invettiva – e le espressioni della stessa maggioranza erano, come potete notare dalla foto qua sotto, a dir poco eloquenti.