Dott.ssa Giulia Meroni - psicologa

Dott.ssa Giulia Meroni - psicologa Psicologa clinica ad orientamento sistemico-relazionale.

🧠 Rifiutare la maturità: gesto coraggioso o boomerang?Sì riprende la scuola e le riflessioni tornano agli eventi accadut...
05/09/2025

🧠 Rifiutare la maturità: gesto coraggioso o boomerang?

Sì riprende la scuola e le riflessioni tornano agli eventi accaduti a giugno, quando alcuni studenti hanno scelto di non presentarsi all’orale della maturità. È una scelta che li aiuta?

📌 Alcune riflessioni scomode, dopo aver ascoltato le varie testimonianze:

1. La non è solo un esame, è un passaggio psicologico.
Non si tratta di voti, ma di affrontare il proprio limite, mettersi in gioco, chiudere un ciclo. Saltarlo può sembrare liberatorio, ma rischia di lasciare un vuoto non elaborato.
2. L’insegnante non è uno .
Pretendere empatia profonda e attenzione alla crescita personale da chi ha il compito di valutare è impensabile. La può essere più umana, certo, ma non può sostituire un percorso terapeutico. Confondere i ruoli è pericoloso.
3. I voti contano.
Non sono un giudizio sulla persona, ma uno strumento per misurare l'apprendimento (e non la persona). Tale scopo è quindi preciso e limitato. Inoltre, il concetto stesso di misurazione impone l'utilizzo di metodi oggettivi. Se tutto fosse soggettivo, come valutiamo il sapere?
4. Il gesto è diventato troppo famoso.
Doveva essere una scelta personale, intima, non una bandiera. Quando la ribellione diventa trend, perde autenticità. E chi lo fa davvero per disagio rischia di essere travolto dalla narrazione collettiva.

5. La tossica esiste, ma non nasce solo dagli insegnanti.
Spesso nasce tra gli studenti stessi, nel confronto continuo, nel bisogno di primeggiare, nel terrore di “valere meno”. È un problema reale, ma non si risolve saltando l’esame o eliminando i voti: si affronta con consapevolezza.

💬 Il mio punto di vista?

Capisco il disagio che molti provano di fronte all’esame di maturitá, ma proprio per questo affrontarlo diventa un atto di verso se stessi. La scuola italiana ha bisogno di riforme profonde, e il malessere degli studenti è un segnale che non va ignorato. Ma è altrettanto importante distinguere tra il rifiuto di un sistema e la da una sfida persona

Immagina di indossare un paio di occhiali con lenti colorate e di guardarti intorno. Cosa succede? Le lenti alterano il ...
26/01/2025

Immagina di indossare un paio di occhiali con lenti colorate e di guardarti intorno. Cosa succede? Le lenti alterano il modo in cui vedi il mondo 👀.
Questa metafora aiuta a comprendere che ogni individuo 𝙫𝙚𝙙𝙚 𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙩𝙖' 𝙖𝙩𝙩𝙧𝙖𝙫𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙡𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙚 𝙡𝙚𝙣𝙩𝙞 e le persone possono interpretare lo stesso evento in modi completamente diversi a causa delle loro diverse esperienze e credenze.
Quello che vediamo attraverso queste lenti non è la realtà oggettiva, ma una versione filtrata e interpretata dalla nostra mente.
🌟Esiste quindi la realtà?
No, esiste la 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙩𝙖'.
La realtà è un costrutto dinamico, plasmato dalle nostre esperienze, emozioni, pregiudizi e aspettative personali. Le percezioni sono così reali per chi le vive che ci portano a credere di riconoscere la realtà oggettiva: ogni individuo invece percepisce il mondo in modo unico, creando una realtà personale che può notevolmente differire da quella degli altri.
L’obiettivo del terapeuta è aiutare i pazienti a riconoscere e, se necessario, a cambiare queste lenti.
Accettare che la realtà sia soggettiva ci permette di comprendere meglio noi stessi e gli altri. 🫂

ǫᴜᴇꜱᴛᴀ ᴇ' ʟᴀ ꜱᴛᴏʀɪᴀ ᴅɪ ᴜɴ ᴜᴏᴍᴏ ᴄʜᴇ ᴄᴀᴅᴇ ᴅᴀ ᴜɴ ᴘᴀʟᴀᴢᴢᴏ ᴅɪ 50 ᴘɪᴀɴɪ. ᴍᴀɴᴏ ᴀ ᴍᴀɴᴏ ᴄʜᴇ ᴄᴀᴅᴇɴᴅᴏ ᴘᴀꜱꜱᴀ ᴅᴀ ᴜɴ ᴘɪᴀɴᴏ ᴀʟʟ’ᴀʟᴛʀᴏ, ...
16/11/2024

ǫᴜᴇꜱᴛᴀ ᴇ' ʟᴀ ꜱᴛᴏʀɪᴀ ᴅɪ ᴜɴ ᴜᴏᴍᴏ ᴄʜᴇ ᴄᴀᴅᴇ ᴅᴀ ᴜɴ ᴘᴀʟᴀᴢᴢᴏ ᴅɪ 50 ᴘɪᴀɴɪ. ᴍᴀɴᴏ ᴀ ᴍᴀɴᴏ ᴄʜᴇ ᴄᴀᴅᴇɴᴅᴏ ᴘᴀꜱꜱᴀ ᴅᴀ ᴜɴ ᴘɪᴀɴᴏ ᴀʟʟ’ᴀʟᴛʀᴏ, ɪʟ ᴛɪᴢɪᴏ ᴘᴇʀ ꜰᴀʀꜱɪ ᴄᴏʀᴀɢɢɪᴏ ꜱɪ ʀɪᴘᴇᴛᴇ: «ꜰɪɴᴏ ᴀ ǫᴜɪ, ᴛᴜᴛᴛᴏ ʙᴇɴᴇ. ꜰɪɴᴏ ᴀ ǫᴜɪ, ᴛᴜᴛᴛᴏ ʙᴇɴᴇ. ꜰɪɴᴏ ᴀ ǫᴜɪ, ᴛᴜᴛᴛᴏ ʙᴇɴᴇ». 𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼. 

La scena iniziale del film L'Odio (1995) 🎬si apre con questa breve storia che segue le orme di un famoso detto: quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.
La frase del film aggiunge una visione ulteriore. Ci dice che, talvolta, siamo in grado di ricoprire contemporaneamente entrambi i ruoli: sia il ruolo del saggio che il ruolo dello stolto. Quando qualcosa ci fa soffrire scegliamo di rimanere in superficie, anche quando ne intuiamo le possibili cause profonde. Quando avremmo la possibilità di vedere e di capire scegliamo di metterci i paraocchi, di indirizzare lo sguardo quello verso ciò che ci fa comodo. Ci facciamo distrarre dai particolari e dalle apparenze, perché abbiamo paura di scoprire le verità scomode che si celano dietro al nostro malessere.
La citazione, inoltre, mostra perfettamente il meccanismo che può crearsi nella nostra mente: creiamo una narrazione per sovrascrivere la realtà. "Fino a qui tutto bene", infatti, è una frase che viene ripetuta come un mantra. È una storia che ci raccontiamo ricorrentemente nella quale il protagonista ha il controllo sulla situazione, ignorando totalmente i problemi o le soluzioni che potrebbero essere davanti ai suoi occhi.
Questa strategia, che può essere paragonata a un meccanismo psicologico di difesa (noto come negazione) aiuta a evitare di affrontare la realtà, rimanendo miopi verso i disastri futuri e concentrandosi solo sul presente: finché non naufraghiamo, il problema può essere sminuito e ridimensionato.
Riconoscere quello che stiamo provando, senza nasconderlo o autoconvincerci che "fino a qui tutto bene", può aiutare ad attutire la caduta. L'impatto finale può essere devastante, ma se viene visto in tempo, mettendolo a fuoco con l'aiuto di un professionista, saremo in grado di prevederlo e, talvolta, persino di evitarlo.  

"Credo che delle classi con 'caratteristiche separate' aiuterebbero i 𝙧𝙖𝙜𝙖𝙯𝙯𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙜𝙧𝙖𝙣𝙙𝙞 𝙥𝙤𝙩𝙚𝙣𝙯𝙞𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖' a esprimersi al m...
28/04/2024

"Credo che delle classi con 'caratteristiche separate' aiuterebbero i 𝙧𝙖𝙜𝙖𝙯𝙯𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙜𝙧𝙖𝙣𝙙𝙞 𝙥𝙤𝙩𝙚𝙣𝙯𝙞𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖' a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare".
Queste sono le parole di un politico che hanno animato il dibattito pubblico. Da un punto di vista psicologico, la proposta si presta due tipologie di critiche:

1⃣ 𝙞 𝙧𝙖𝙜𝙖𝙯𝙯𝙞 𝙘𝙤𝙣 𝙜𝙧𝙖𝙣𝙙𝙞 𝙥𝙤𝙩𝙚𝙣𝙯𝙞𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖': sembra implicita la premessa secondo cui nel mondo scolastico il risultato didattico avrebbe un valore maggiore rispetto a tutto il resto.
Storicamente si è erroneamente associato il concetto di 𝙘𝙖𝙥𝙖𝙘𝙞𝙩𝙖' 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙡𝙡𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙖 alle capacità cognitive del singolo. Negli ultimi 40 anni invece sono state condivise teorie su una serie di abilità modulari, che associano l'intelligenza alle capacità di riconoscere le proprie emozioni e stare in relazione con gli altri: abilità che hanno effetti rilevanti sia sul rendimento scolastico sia sul lavoro.
2⃣ L'integrazione scolastica rappresenta un beneficio sia per chi accoglie che per chi viene accolto.
Da un lato un approccio e una visione inclusiva della abitua gli alunni a scoprirsi diversi tra loro, fragili in uno o più aspetti, vulnerabili e bisognosi del sostegno degli altri. Educa a una maggiore comprensione e accettazione delle differenze, all'abbandono di pregiudizi e stereotipi, alla riduzione dei fenomeni di esclusione.
Dall'altro lato per i bambini disabili stare con i compagni che mostrano caratteristiche diverse aumenta la voglia di fare, di imitare e quindi di ɪᴍᴘᴀʀᴀʀᴇ.
Nella mia classe, in presenza di un bambino con autismo non verbale, i compagni hanno imparato a utilizzare un modo diverso di comunicare, a riconoscere i bisogni dell'altro, a rispettare il silenzio, ad essere curiosi dei comportamenti del loro amico e indagare gli stati d'animo da cui scaturivano. Chi non lo conosceva, invece, si concedeva risate, fermandosi a un livello superficiale e di apparenza.
Quanto può essere alienante non aver la possibilità di un confronto con una realtà diversa dalla nostra?

Camminando in mezzo a un prato noto una piccola chiazza azzurra tra l'erba. Nontiscordardimé, questo è il nome del fiore...
01/04/2024

Camminando in mezzo a un prato noto una piccola chiazza azzurra tra l'erba. Nontiscordardimé, questo è il nome del fiore 💐. Un nome particolare, che mi fa riflettere.
Ripenso a come tutti quanti, nella nostra vita, tentiamo di lasciare traccia di noi stessi, di marcare un segno indelebile del nostro passaggio 👣.
Non ti scordar di me.. perché sì, sapere di poter essere dimenticati può farci male.
Forse viviamo con il desiderio di compiacere gli altri pur di avere uno spazio nella loro memoria. Forse tendiamo a creare 𝙡𝙚𝙜𝙖𝙢𝙞 𝙛𝙧𝙖𝙜𝙞𝙡𝙞 e privi di significato pur di essere visti da qualcuno, perché è 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙫𝙞𝙨𝙩𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙙𝙞 𝙚𝙨𝙞𝙨𝙩𝙚𝙧𝙚.
E mentre scorre tutto ciò che seminiamo in giro, condividiamo, immortaliamo per ricordare continuamente agli altri "𝒏𝒐𝒏 𝒕𝒊 𝒔𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂𝒓 𝒅𝒊 𝒎𝒆 "... non ci stiamo dimenticando di noi stessi?
𝙉𝙤𝙣 𝙩𝙞 𝙨𝙘𝙤𝙧𝙙𝙖𝙧 𝙙𝙞 𝙩𝙚.

La saga di Harry Potter, spesso etichettata come opera per bambini, utilizza l'espediente della magia per trattare temi ...
09/03/2024

La saga di Harry Potter, spesso etichettata come opera per bambini, utilizza l'espediente della magia per trattare temi complessi e profondi e rielaborarli in una maniera accessibile.
Ne è un esempio il cosiddetto Riddikulus 💫, che viene utilizzato contro i mollicci: delle creature magiche che assumono le sembianze di ciò che ci spaventa.
L'arma più efficace contro di loro è proprio l'incantesimo Riddikulus, che trasforma quei fantasmi in qualcosa di divertente.
Questo episodio fantasy è fortemente legato ad alcune dinamiche psicologiche reali ⬇️
1) Apparenza e sostanza.
La nostra mente 🧠 tende a categorizzare le cose in costrutti mentali in base alla loro 𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙚𝙣𝙯𝙖 per riconoscere in anticipo i potenziali pericoli ed evitarli.
Questi schemi sono fatti di etichette, valori, emozioni ed esperienze passate che associamo alla realtà che ci circonda.
Ma quando l'istinto di protezione si estremizza questi costrutti finiscono per ingigantire il problema, presentandolo ai nostri occhi come un mostro molto più spaventoso di quello che è realmente... Proprio come il molliccio di Harry Potter.
L'incantesimo Riddikulus ci insegna che l'abilità sta nello sganciarci dai significati che abbiamo attribuito agli eventi, sia esterni che interni, per riuscire a vedere le cose sotto un'altra luce.

2) La nostra reazione.
Non sempre i problemi che affrontiamo si limitano a una br**ta apparenza. Nella vita capita anche di imbattersi in situazioni oggettivamente difficili, se non mostruose 🧟. A volte, però, non è necessario lottare contro di loro.
Riddikulus 🧙‍♀️ ci insegna che, con un tocco di creatività e umorismo, possiamo trasformare le nostre paure in qualcosa di meno minaccioso. 𝙍𝙞𝙙𝙞𝙘𝙤𝙡𝙞𝙯𝙯𝙖𝙣𝙙𝙤 i nostri mostri diventa più facile affrontare le ansie quotidiane.    
Non è ciò che ci accade, in sé, a farci sentire in un modo piuttosto che in un altro, ma 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙣𝙤𝙞 𝙧𝙚𝙖𝙜𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡’𝙚𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤.

Un aspetto importante della quotidianità è l'abilità di esprimersi e nel corso della vita sperimentiamo mille modi per 𝙘...
19/02/2024

Un aspetto importante della quotidianità è l'abilità di esprimersi e nel corso della vita sperimentiamo mille modi per 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖𝙧𝙚 con gli altri 🗣️. La ci permette di 𝙘𝙤𝙣𝙣𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙘𝙞 con gli altri ma ci toglie quegli spazi di silenzio senza i quali l'espressione diventa prigione.
➡️ Ci sentiamo obbligati ad esprimere le nostre opinioni anche se non abbiamo idee: non c’è tempo per fermarsi un momento per riflettere perché si rischia di non stare al passo con il flusso di informazioni che arrivano da ogni parte del mondo. Vogliamo costantemente far sapere la nostra idea, come se avessimo un bisogno incessante di 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗻𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗲 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶. Ed ecco che diventiamo esperti di musica, di politica, di sport o, ancor peggio, perfetti intenditori di noi stessi.
𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐟𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 😈: stare in silenzio significa con noi stessi, coi nostri pensieri, concentrarsi sulle cose che per noi sono importanti e lasciare quelle che invece non ci riguardano. E significa per un momento “perdere” quella connessione tanto agognata con l'esterno.
𝐓𝐚𝐥𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐩𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 tanto che, pur di fuggire da quel , si tende ad arrivare preparati alla seduta selezionando a tavolino una serie di argomenti da trattare. Il sembra nemico di quella dinamica fatta di parole e argomentazioni che ci si immagina per questo genere di incontri.
💝 Ma 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞' 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨. Nell'arco di una seduta è normale ritrovarsi senza nulla di cui parlare e il silenzio può diventare un’opportunità per esplorare ciò che sta accadendo dentro di noi.
Siamo così pieni di parole, opinioni, storie che a volte facciamo fatica a distinguere quali sono realmente le nostre e quali, invece, non ci appartengono e sfruttiamo solamente per riempire un vuoto.
ʀɪᴛᴀɢʟɪᴀᴍᴏᴄɪ ᴜɴ ᴍᴏᴍᴇɴᴛᴏ ᴅɪ sɪʟᴇɴᴢɪᴏ, ᴜɴᴀ ғʀᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴘʀᴇᴢɪᴏsᴀ ᴅɪ ᴛᴇᴍᴘᴏ ᴘᴇʀ ғᴀʀᴇ ᴘᴀᴄᴇ ᴄᴏʟ sᴇɴᴛɪᴍᴇɴᴛᴏ ᴅɪ ɴᴏɴ sᴀᴘᴇʀᴇ ᴄᴏsᴀ sᴛɪᴀ sᴜᴄᴄᴇᴅᴇɴᴅᴏ ғᴜᴏʀɪ ᴏ ᴅᴇɴᴛʀᴏ ᴅɪ ɴᴏɪ

Indirizzo

Seregno

Orario di apertura

Martedì 08:00 - 18:00
Mercoledì 08:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 19:00

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