26/11/2025
Una delle cose che più ho allenato in questi due anni è sicuramente la convivenza con il dolore.
Con la fatica.
Con il pianto.
Con il senso di vuoto.
Con la delusione.
Con la mancanza di obiettivi.
Con il senso di colpa.
Con la paralisi.
E all'inizio è stato intollerabile.
A volte lo è ancora, a dire la verità.
Sembra non abbia mai fine.
Sembra che si riparta dal via sempre uguali, senza miglioramenti.
Poi a un certo punto, qualcosa si è fatto strada.
E allora, forse, posso provare a stare un pò più comoda rispetto alle mie sofferenze.
Posso provare a prendermi di volta in volta un pochino più di spazio.
Un pochino più di respiro.
A dare tempo a questo peso.
Ad ascoltarlo. Non che mi piaccia quello che dice eh...
Però..
Posso aspettare.
Posso galleggiare.
Posso anche dare significati nuovi.
Posso accettarlo.
Provando a coltivare in mezzo a tutto questo buio, quella luce che ho dentro.
Quella che sono io.
Nonostante tutto.
Quello che resta e che può provare a piacermi.
Posso cambiare.
Che come dico sempre in terapia,
L'obiettivo non è soffrire meno. Ma soffrire meglio.
L'augurio che mi faccio?
''Concedimi la serenità di accettare quello che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quello che posso e la saggezza per conoscerne la differenza”.