03/02/2026
Finalmente è martedì! Benvenuti a un nuovo episodio di “Neurolandia: il sistema nervoso come non lo avete mai visto!”
Oggi parliamo di un nervo che non si vede, non si sente.. ma si annusa. È uno dei più antichi, dei più primitivi, dei più emozionali. E ogni volta che senti il profumo del caffè, il mare, l’erba tagliata o la maglietta di una persona cara.. è lui che lavora.
Benvenuti nel mondo del nervo olfattivo, il nervo che collega il naso direttamente ai ricordi.
Dove sta?
Il nervo olfattivo (I nervo cranico) in realtà è un fascio di centinaia di piccoli filamenti nervosi, i filetti olfattivi, che partono dalla mucosa olfattiva nella parte superiore della cavità nasale; attraversano la lamina cribrosa dell’etmoide (una struttura piena di microfori); arrivano direttamente al bulbo olfattivo, una struttura del sistema nervoso centrale; da qui, tramite il tratto olfattivo, raggiungono aree cerebrali profonde, incluso il sistema limbico.
È l’unico nervo cranico che ha cellule esposte all’ambiente esterno.. e che si rigenera continuamente.
Che cosa fa?
La sua funzione è semplice e potentissima: riconosce e trasmette gli odori.
Ma in realtà fa molto di più. Attiva emozioni (grazie al collegamento con l’amigdala). Evoca ricordi (collegamento diretto con l’ippocampo). Influenza appetito, benessere e vigilanza. Contribuisce alla percezione del gusto.
È uno dei nervi più “emotivi” del corpo: una goccia di odore gli basta per attraversare mezzo cervello.
Come si lamenta?
Il nervo olfattivo può dare tre sintomi principali: iposmia: riduzione dell’olfatto, anosmia: perdita totale dell’olfatto e parosmie: odori distorti o sgradevoli (tipiche nel post-virale).
Le cause possono essere: infezioni (post-virale, influenza, COVID), sinusiti croniche, traumi cranici, esposizione a sostanze irritanti, degenerazioni neurologiche (Parkinson, Alzheimer) e compressioni o tumori rari del bulbo olfattivo.
E quando l’olfatto cambia.. spesso cambia anche la qualità della vita.
Ruolo nella vita quotidiana
Il nervo olfattivo lavora ogni volta che mangi e percepisci il gusto vero del cibo; riconosci una persona dal suo profumo; ti fermi a respirare un ricordo; distingui bruciato da fresco, pulito da sporco, pericolo da sicurezza.
È il nervo che accompagna la nostra vita senza fare rumore, ma con un impatto enorme su emozioni e comportamento.
Patologie e disfunzioni
Anosmia post-virale, parosmie persistenti, iposmia da infiammazione cronica, atrofia olfattiva negli anziani, traumi cranici, malattie neurodegenerative.
Curiosità neurologica
Il nervo olfattivo è l’unico a essere sempre a contatto diretto con l’ambiente esterno: le sue cellule sono esposte nella mucosa nasale. E.. si rigenerano! È uno dei pochi sistemi neuronali dell’adulto con rigenerazione continua.
Ecco perché, in molti casi, l’olfatto può migliorare dopo una lesione o un’infezione.
Approccio fisioterapico (indiretto)
La fisioterapia non agisce direttamente sul nervo olfattivo, ma può lavorare su educazione sul recupero (olfactory training), tecniche di respirazione per migliorare il flusso d’aria nasale, gestione del paziente post-virale (post-COVID), integrazione con ORL, neurologo e specialista del gusto/olfatto, supporto nel percorso di rieducazione sensoriale.
Il training olfattivo, ad esempio, è un protocollo basato su evidenze: annusare 4 odori stabiliti per 20–30 secondi, due volte al giorno per molti mesi.
Conclusione
Il nervo olfattivo è il più discreto di tutti.. ma ogni giorno scrive pagine intere dei nostri ricordi. Ogni emozione che “profuma” nasce da lui. Ogni volta che un odore ti riporta indietro nel tempo.. è lui che ti prende per mano.
Ascoltarlo significa ascoltare una parte profondissima di noi.
Ci vediamo martedì prossimo su Neurolandia.. perché quando i nervi parlano, noi impariamo ad ascoltarli. 🤗
Nota bene
Anche se a Neurolandia i nervi parlano.. la diagnosi medica la fa il medico. Quindi, se i sintomi ti fanno compagnia da troppo tempo, ascolta i segnali e confrontati con un neurologo o uno specialista medico. Noi siamo qui per spiegarti come funzionano le cose, ma la cura parte sempre da una valutazione sanitaria. E spesso, il fisioterapista è proprio il primo professionista sanitario a intercettare quei segnali e indirizzare nel modo giusto. 👏