11/04/2026
La frittura fa male⁉️
Dipende...
❇ Si tratta di un processo chimico centripeto: il grasso bollente dall’esterno fa sprigionare vapore dall’interno dell’alimento man mano che cuoce, senza penetrare all’interno (un buon fritto, quindi, mantiene tracce di umidità e assorbe poco olio).
👍 Una buona frittura, quindi, è in grado di minimizzare la perdita di vitamine idrosolubili (ovvero solubili in sostanze acquose) e minerali (come lo iodio) e preservare al massimo i nutrienti interni.
👍 La disidratazione veloce e la minima impregnazione lipidica (soprattutto se confrontata con cotture al forno o ripassati in padella) fungeranno da buono stimolo per le attività epato-biliari.
👍 Si tratta di una modalità di cottura ottima per il pesce e gli ortaggi, in quanto permette di preservarne iodio e nutrienti vari, accentuare il gusto e dare croccantezza.
⚠️ Di estrema importanza, però, è la scelta dei grassi giusti, ovvero quelli con un alto punto di fumo.
Raggiunta tale temperatura, infatti, i grassi si degradano perdendo gran parte dei microelementi benefici per la salute e causando la formazione di sostanze indigeribili e tossiche (come l’acroleina e l’acrilamide.
⚠️ Il grasso di cottura migliore è l’olio EVO grazie al punto di fumo alto (180°C) e alla ricchezza di antiossidanti che lo rendono stabile anche in presenza di ossigeno e alte temperature:
Ottimo anche l’olio di arachide (punto di fumo = 180°C), particolarmente adatto alle cotture a elevate temperature e alle fritture perché più stabile al calore.
In conclusione...
✴ La frittura è uno dei sistemi di cottura più complessi in quanto non è facile individuare i giusti tempo e temperatura di cottura, che dipendono dallo spessore del cibo da cuocere e dalla natura del grasso di cottura.
👩🏫 Dr.ssa Simona Ciciliani
📜 Biologa Nutrizionista, Diet coach, Kinesiologa
📱 327 7352738
📧 simonaciciliani@gmail.com
🏡 Serra San Quirico (AN)
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