Psicoterapeuta Chiara Degli Esposti

Psicoterapeuta Chiara Degli Esposti Ti accompagno nel trasformare il dolore delle ferite dell’anima in accettazione e amore per te stessa Studio 2: Via Magellano 21 , Monza

Pasqua ci ricorda che ogni rinascita passa da una trasformazione profonda.La farfalla non volerebbe libera nel cielo, se...
06/04/2026

Pasqua ci ricorda che ogni rinascita passa da una trasformazione profonda.

La farfalla non volerebbe libera nel cielo, se non avesse lasciato andare il bruco e non avesse accolto il tempo buio e incerto della crisalide. È proprio lì, in quello spazio sospeso e fragile, che avviene il cambiamento più autentico.

Anche noi, nelle fasi di crisi o di passaggio, siamo chiamati a fidarci del processo. A lasciare ciò che non siamo più. A sostare nell’incertezza senza avere tutte le risposte.

Non è facile, ma è necessario.

Perché è solo attraversando quel “tempo della crisalide” che possiamo risorgere in una forma nuova, più consapevole, più libera, più nostra.

Buona Pasqua 🦋✨

Quante volte ti sei sentitofrainteso o non capito?Molte incomprensioni nascono perché guardiamo solo i comportamenti, se...
25/03/2026

Quante volte ti sei sentito
frainteso o non capito?

Molte incomprensioni nascono perché guardiamo solo i comportamenti, senza fermarci a chiederci cosa c’è dietro: pensieri, emozioni, bisogni.

Quando impariamo a farlo, capiamo meglio gli altri, reagiamo meno d’impulso e le relazioni migliorano.

La cosa importante?
È qualcosa che puoi allenare, un passo alla volta.

Scorri il carosello per iniziare a vedere oltre le apparenze.
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Spesso ci sentiamo dire lo slogan “esci dalla tua zona di comfort”, ma la vera trasformazione avviene passo dopo passo, ...
23/03/2026

Spesso ci sentiamo dire lo slogan “esci dalla tua zona di comfort”, ma la vera trasformazione avviene passo dopo passo, rispettando i nostri tempi e i nostri limiti.
Il nostro sistema nervoso è programmato per proteggerci: ci guida verso ciò che conosciamo. Per questo, i piccoli passi sostenibili sono più efficaci di grandi salti.
Ogni passo nuovo, una volta stabilizzato, diventa parte della tua zona di comfort.
Onorare questi progressi è il modo in cui cresci davvero, in modo sicuro, gentile e duraturo.
✨Quale piccolo passo stai già facendo per prenderti cura di te? Raccontami nei commenti, ti leggo con piacere.
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“Devo essere forte.”Quante volte ce lo ripetiamo?Ma forte per chi?Per cosa?Ci hanno insegnato che essere forti significa...
22/03/2026

“Devo essere forte.”

Quante volte ce lo ripetiamo?

Ma forte per chi?
Per cosa?

Ci hanno insegnato che essere forti significa non piangere, essere subito pronti a reagire, andare avanti senza fermarsi.

E così impariamo a ignorarci.
A zittire le emozioni.
A chiamare “forza” quella che, a volte, è solo paura di essere visti davvero.

E se essere forti fosse altro?

Se fosse dire: “oggi non ce la faccio”.
Se fosse chiedere aiuto.
Se fosse smettere di fingere di stare bene.

Il punto non è essere forti.
Il punto è diventare i nostri alleati numero uno.

Ci sono giorni un po’ più complessi degli altri.Giorni in cui sarebbe facile ti**re le somme e pensare:“non sto facendo ...
20/03/2026

Ci sono giorni un po’ più complessi degli altri.

Giorni in cui sarebbe facile ti**re le somme e pensare:
“non sto facendo abbastanza”
“dovrei essere più avanti”
“così non va”

E la verità è che in questi momenti la tentazione di ascoltare quella voce è forte.

Quella che alza l’asticella,
che ridimensiona ogni passo,
che trasforma tutto in qualcosa di “non abbastanza”.

Ma poi mi fermo.

E provo a guardare meglio.

Perché magari sono stanca, sì.
Magari ho l’ansia per il futuro.
Magari le cose non stanno andando come vorrei.

Ma ci sono comunque.

Sto facendo quelle cose, anche se con fatica.

E questa è una parte che troppo spesso non vediamo.

Perché quando le aspettative sono irrealistiche,
tutto quello che facciamo perde valore.

E invece è proprio lì che succede qualcosa di importante.

Riconoscere che ci stiamo provando.
Che siamo dentro al processo.
Che, anche così, stiamo andando avanti.

Non si tratta di accontentarsi.

Ma di smettere di sabotarsi.
Che ne pensi? Ti riconosci in queste parole?
Scrivimi se ti va.

Se nel post ti sei riconosciuto nell’ansia da prestazione mentre impari qualcosa di nuovo,c’è un altro elemento fondamen...
19/03/2026

Se nel post ti sei riconosciuto nell’ansia da prestazione mentre impari qualcosa di nuovo,
c’è un altro elemento fondamentale da considerare: le aspettative.

Perché spesso non è solo la novità a metterci in difficoltà,
ma l’idea di come dovremmo essere fin da subito.

Quando le aspettative sono troppo alte o rigide,
ogni errore pesa di più,
ogni incertezza sembra una conferma di “non essere abbastanza”.

E così la mente, invece di restare curiosa, si mette sulla difensiva.

È lì che iniziamo a bloccarci o a rallentare.
È lì che, senza accorgercene, ci autosabotiamo.

Aspettative più realistiche non significano abbassare l’asticella,
ma permetterci di restare nel processo.

Di imparare davvero.

E soprattutto di riconoscere valore anche nei piccoli passi,
che sono quelli che, nel tempo, fanno la differenza.

Quando chiedo: “Cosa provi?”  Spesso succede questo.Silenzio.  “Non lo so.”  Oppure una risposta veloce che in realtà è ...
07/03/2026

Quando chiedo: “Cosa provi?”
Spesso succede questo.

Silenzio.
“Non lo so.”
Oppure una risposta veloce che in realtà è un pensiero, non un’emozione.

Riconoscere pensieri, emozioni e sensazioni del corpo non è sempre immediato, ma è un passaggio fondamentale.
Quando impariamo a riconoscerli, diventa più facile regolare ciò che proviamo, invece di reagire d’istinto.

Le emozioni non sono il problema: sono informazioni.
Il punto è imparare ad ascoltarle.

E ricordarci una cosa importante:
spesso non reagiamo ai fatti, ma all’interpretazione che diamo alla realtà.

Fermarsi un momento, dare un nome a ciò che succede dentro di noi, può cambiare molto più di quanto pensiamo.
E tu cosa provi adesso?
Scrivimi nei commenti, ti leggo con piacere

Non c’è molto altro da aggiungere.Te lo auguro di cuore.E se hai bisogno di una mano per permetterlo a te stesso, non es...
15/02/2026

Non c’è molto altro da aggiungere.
Te lo auguro di cuore.
E se hai bisogno di una mano per permetterlo a te stesso, non esitare a contattarmi
📲💻📞☎️

💭 Perché abbiamo così paura di sbagliare?Non riguarda solo l’errore in sé, ma cosa pensiamo che quell’errore dica di noi...
07/02/2026

💭 Perché abbiamo così paura di sbagliare?

Non riguarda solo l’errore in sé, ma cosa pensiamo che quell’errore dica di noi. La paura nasce da una combinazione di fattori: psicologici, sociali e culturali.

Fin da piccoli ci insegnano a evitare gli errori, la società premia il successo e il nostro cervello interpreta il rischio come pericolo. Il risultato? Tendiamo a rimandare, a controllare, a evitare nuove sfide.

Eppure… proprio sbagliare è ciò che ci fa crescere. Ogni errore è un passo verso maggiore consapevolezza, competenza e libertà interiore.

💡 Oggi prova a chiederti: in quale ambito della tua vita la paura di sbagliare ti sta fermando?

📩 Scrivimi in DM se vuoi esplorare insieme come affrontarla e trasformarla in crescita.

Ogni sintomo, ogni schema che si ripete, ogni situazione che ci fa soffrire… spesso serve anche a qualcosa.Ci protegge, ...
05/02/2026

Ogni sintomo, ogni schema che si ripete, ogni situazione che ci fa soffrire… spesso serve anche a qualcosa.
Ci protegge, ci dà un equilibrio, ci evita una paura più grande.

Il cambiamento non è mai solo “lasciare ciò che fa male”.
È anche rinunciare a ciò che, ci faceva stare al sicuro:
un ruolo, un’identità, un controllo, un’abitudine emotiva.

Per questo cambiare fa paura.
Ci avevi mai riflettuto?
Scrivimi nei commenti cosa ne pensi!

Quanto mi suonano, in questo momento di vita, queste parole.Per anni mi sono raccontata che essere “brava” fosse la dire...
03/02/2026

Quanto mi suonano, in questo momento di vita, queste parole.
Per anni mi sono raccontata che essere “brava” fosse la direzione giusta: fare di più, capire di più, reggere di più. Scalare montagne, una dopo l’altra, spesso senza chiedermi se fossero davvero le mie.

Oggi mi accorgo che quella corsa aveva più a che fare con la sopravvivenza che con la vita. Con il bisogno di essere all’altezza, più che con il desiderio di esserci.

Fare una vera vita, per me, sta diventando questo: rallentare, ascoltare, lasciare spazio a chi sono adesso. Non una versione migliore, ma una versione più vera.

Una vita che non chiede di essere dimostrata, ma abitata. Una vita in cui potermi riconoscere.

Quante volte alla domanda “Come stai?” rispondiamo automaticamente “bene” o “male”?Il nostro mondo emotivo è molto più r...
01/02/2026

Quante volte alla domanda “Come stai?” rispondiamo automaticamente “bene” o “male”?

Il nostro mondo emotivo è molto più ricco di così.
Esistono tante sfumature che spesso non sappiamo nominare — e ciò che non ha nome resta confuso, indistinto, difficile da ascoltare.

Imparare a riconoscere e distinguere le emozioni,
più aumenta la consapevolezza di noi,
dei nostri bisogni
e di ciò che ci fa stare davvero bene.

💭 E tu, oggi, che sfumature senti dentro di te?
Puoi scriverle nei commenti o semplicemente prenderne nota per te.

Indirizzo

Sesto San Giovanni
20099

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