25/01/2026
SEI DAVVERO CERTO CHE LA “TUA CRISI” NON APPARTENGA ALLA COSCIENZA COLLETTIVA E CHE PER APPARTENENZA TU NE VIVA L’ESPERIENZA IN RISONANZA COME “PREZZO DA PAGARE” ?
Nelle circostanze dei nostri tempi di incertezza, delusione e frustrazione,in cui, vi sono una condizione di perdita del lavoro, della identità sociale, del tessuto sociale.
Quando si la società compare quello che la società compare quello che si definisce “veleno morale” che si propaga tra le persone e che diffonde una generale sensazione di frustrazione comune di ambizioni deluse e di crisi sia nella sfera privata che nel lavoro e a livello più ampio della società intera.
Nelle Costellazioni Familiari Sistemiche questo movimento è evidente.
Molti disagi non nascono solo dalla storia familiare, ma da campi collettivi feriti, da epoche di crollo, da momenti storici in cui l’ordine sociale si è spezzato e l’anima ha perso i suoi riferimenti.
Il lavoro sistemico non “cura” il veleno morale. Lo riconosce. Gli restituisce un posto nel tempo e nella storia. E, così facendo, libera chi oggi lo porta senza saperlo.
Quando ciò che è collettivo viene visto come collettivo, l’individuo può finalmente smettere di espiare come prezzo per appartenere.
E la vita riprende a fluire, non perché tutto sia risolto, ma perché questo mal-essere condiviso è stato guardato e gli è stato dato un posto ripristinando un disordine in ordine ripristinando un armonia.
Liberarsi dalla comunione di sofferenza condivisa con questo tempo che intossica le nostre anime può non essere facile.
Ma seguendo la conoscenza che ci ha trasmesso Bert Hellinger possiamo guardare a questo dolore condiviso e offrirlo ad una Forza più grande una Forza Creatrice capace di trasformarlo.
Nel singolo nei periodi di crisi, sconforto e frustrazione, ciò che spesso viene meno non è la forza in sé, ma la capacità di restare in armonia.
Quando la spinta vitale perde il suo centro, corpo, mente e dimensione interiore smettono di muoversi insieme e iniziano a procedere in modo disallineato.
In queste fasi, le circostanze della vita quotidiana diventano filtri rigidi: la realtà viene percepita solo attraverso ferite non elaborate, emozioni deluse, tensioni trattenute.
Lo sguardo si restringe, il movimento si interrompe, e l’esperienza interiore resta imprigionata in ciò che non ha trovato spazio.
Quando avviene una riarmonizzazione profonda, non si tratta di “aggiustare” qualcosa, ma di ritornare al centro del Sé individuale.
Da lì diventa possibile riprendere il cammino senza essere costantemente condizionati dagli eventi, dalle reazioni emotive o dalle aspettative infrante.
Le emozioni intense, se non riconosciute, tendono a travolgere e a lasciare tracce nel corpo e nella vita quotidiana.
Quando invece vengono attraversate e integrate, perdono il loro potere disgregante e diventano esperienza trasformativa.
In questo modo la forza vitale può tornare a guidare l’insieme:
il corpo ritrova la sua armonia, la mente si libera dalla tensione ripetitiva, e lo spazio interiore si amplia verso una visione più essenziale del proprio percorso.
Non si tratta di eliminare il dolore, ma di non esserne più dominati.
Quando ciò che è stato represso trova finalmente posto, si apre una qualità nuova di libertà:
una serenità che non nega le ferite, ma non ne è più governata.
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