25/03/2026
Ci hanno insegnato a cercare sempre qualcosa in più: un risultato oltre, una versione migliore, una miglior prestazione.
Eppure c’è un punto, dentro, in cui non si tratta più di aggiungere, ma di togliere ciò che agita, ciò che distrae, ciò che separa.
Fino a ritrovare uno stato semplice, essenziale:
un corpo che non è in tensione,
una mente che non rincorre.
Forse è questo il vero senso di un percorso:
non diventare altro,
ma tornare a uno spazio in cui non manca nulla.
È da lì che tutto si chiarisce.
“Un cielo sereno, giunto al più alto grado di purezza e splendore, non può ricevere una chiarezza ulteriore.
Così l’uomo che ha cura del corpo e dell’anima e che in essi fonda la propria felicità, giunge al culmine dei suoi desideri: quando l’animo non è più agitato e il corpo è senza dolore.”
(ispirato a Seneca, Lettere a Lucilio)