Consulente Familiare Raffaella Ratti

Consulente Familiare Raffaella Ratti “Curarsi di relazioni e curare attraverso le relazioni".

Compiuti gli studi di Filosofia e Psicologia, specializzata in Psicoterapia psicoanalitica della Coppia e della Famiglia e Consulente Familiare, mi occupo di problematiche dell’individuo, della coppia, della famiglia, tradizionale e complessa, nelle diverse fasi del ciclo di vita o nelle situazioni di disagio, crisi e conflitto. Ho un’esperienza più che ventennale, maturata in consultorio e nell’a

ttività privata, di consulenza, sostegno e accompagnamento in percorsi di ascolto e di cura volti alla comprensione e chiarificazione delle difficoltà, improntati a raggiungere una maggiore consapevolezza di se stessi e a ristabilire uno stato di maggiore benessere. Porto avanti, individualmente e in gruppo, un percorso costante di ricerca e di approfondimento, finalizzato a garantire un lavoro serio, profondo e rispettoso del paziente nella relazione di aiuto.

30/04/2026
04/04/2026

LETTERA A GIORGIA MELONI

Spettabile Presidente del Consiglio dei Ministri Italiani, Giorgia Meloni.

Scrivo a lei come nostro leader politico. Ma anche come madre di una figlia. Le chiedo di riflettere su quanto il suo ruolo politico oggi più che mai deve coincidere anche con il suo ruolo di madre di una (quasi) preadolescente. So che sua figlia ha quasi 10 anni. E’ sulla rampa di lancio per l’ingresso in pubertà. La preadolescenza dei nostri figli oggi è stata catapultata nel mondo virtuale dove – e le cronache di questi giorni ce lo hanno raccontato in più modi – i nostri figli si fanno male, molto male. E fanno anche molto male agli altri. E stanno male.

In queste settimane ho parlato con tantissimi genitori in eventi pubblici. Mi accorgo che mamme e papà oggi si interrogano sulle vite digitali dei loro figli. Eppure continuano a sperimentare un vissuto di profonda impotenza. Queste sono le domande che spesso fanno a noi esperti: Come possiamo imporre ai nostri figli di stare fuori dai social media, se tutti i loro compagni ci sono dentro? Come si può crescerli senza che possiedano uno smartphone, se tutti ce l’hanno? Come si può non farli giocare con i videogiochi, se tra di loro non parlano d’altro e non desiderano che fare questo?
Tutte queste domande sono costantemente lì: come genitore vorrei per mio figlio un’altra cosa, ma poi non posso che cedere alle sue richieste perché altrimenti lo farei soffrire, lo terrei fuori dal mondo, gli impedirei di vivere il suo tempo.

Il dato di fatto è che i figli che hanno precocemente in mano uno smartphone, che si iscrivono ad un social media e che possiedono una consolle connessa con le communities multiplayer stanno molto peggio di quelli che non hanno e non vivono tutto questo.
Il dato di fatto è che la Società Italiana di Pediatria a novembre 2025 ha invitato tutti i genitori a ritardare il possesso dello smartphone e l’accesso ai social media nella vita dei loro figli.

Il dato di fatto è che quel senso di impotenza di noi genitori continuerà a rimanere lì con noi se non torneremo a fare gli adulti nella vita di chi cresce, cosa che però ci risulta impossibile fare visto che le multinazionali del digitale hanno imposto al mondo, alla scuola e alla famiglia la loro agenda: ovvero trasformare i nostri figli nel loro prodotto principale, così da generare profitti enormi proprio sfruttando la loro vulnerabilità psicologica così sensibile all’ingaggio dopaminergico di cui le loro piattaforme sono state scientemente e consapevolmente riempite. La condanna subita la scorsa settimana da Meta e Google a Losa Angeles dimostra la loro totale colpevolezza nel trattare i nostri figli allo stesso modo con cui il Gatto e la Volpe avevano trattato Pinocchio: sfruttarne l’ingenuità per portarsi a casa i loro Zecchini d’oro.

Oggi una politica che si dichiara vicina e attenta ai bisogni dei suoi cittadini non può rimanere indifferente al richiamo che la Comunità Europea ha fatto ad ogni suo singolo stato, con l’invito a legiferare a tutela dei minori. Molte nazioni lo stanno già facendo. L’Italia no. Nonostante le infinite richieste provenienti da più parti. Anche io, insieme a Daniele Novara, sono stato primo firmatario di una petizione in cui chiediamo al governo di intervenire velocemente e con fermezza per salvare il cervello dei nostri figli, la loro salute e tutelare la loro vita. Più di centomila persone l’hanno firmata, ma ad oggi siamo stati inascoltati.

Il 13 aprile alla Camera dei Deputati un folto gruppo di esperti e di rappresentanti dei cittadini invocherà nuovamente il bisogno che la politica intervenga velocemente su questa che è un’emergenza di sanità pubblica. La prego, se le sarà possibile, di non perdersi quell’evento. Le sarà utile come madre. Spero che ispirerà le sue decisioni politiche. I nostri figli ne hanno bisogno. Sua figlia ne ha bisogno. Glielo chiedo da medico, ricercatore universitario, specialista di Medicina Preventiva e Psicoterapeuta dell’età evolutiva. Ma soprattutto glielo chiedo da padre di quattro figli.

La saluto cordialmente. Alberto Pellai

Se potete e volete, commentate e soprattutto condividete questo messaggio. Se ci facciamo sentire, magari tutti insieme lo cambiamo questo mondo.

🌈Dalla parte dei bambini abbandonati"Occorre un cambio di prospettiva non continuando a chiedersi se “l’adozione interna...
27/03/2026

🌈Dalla parte dei bambini abbandonati
"Occorre un cambio di prospettiva non continuando a chiedersi se “l’adozione internazionale abbia ancora un futuro”, ma domandandosi se nel mondo, oggi, "esistono ancora bambini abbandonati ".
La risposta è sì.
E sta proprio qui il passo decisivo del “cambio di prospettiva”: perché se per un adulto esistono molte strade per diventare genitore, e l’adozione è “solo” una di esse, per un bambino abbandonato l’adozione è l’unica via per ridiventare figlio.

Si è svolta oggi a Roma l’𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐄𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢, convocata dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), cui ha partecipato la responsabile nazionale del settore adozioni dell’Istituto La Casa, Caterina Mallamaci. L’Assemblea si è svolta alla presenza della Ministra per la Famiglia e presidente della CAI, Eugenia Maria Roccella, che ha ribadito l'impegno governativo a sostegno delle adozioni internazionali e del diritto dei minori in stato di abbandono nel mondo ad avere una famiglia.
Il Vicepresidente della CAI, Vincenzo Starita, ha parlato di un radicale cambiamento del mondo delle adozioni, con forte calo numerico, tuttavia la crisi in atto ormai da un decennio può essere affrontata unendo le forze di tutti i soggetti coinvolti, in primis gli enti autorizzati che hanno un bagaglio irrinunciabile di competenze ed esperienza sul campo. Sono stati presentati i risultati dei tavoli di lavoro voluti dalla CAI con la partecipazione di rappresentanti degli enti autorizzati che hanno approfondito nei mesi scorsi temi critici per il miglioramento del sistema adozioni. È stato presentato anche 𝐢𝐥 𝐌𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐄𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢, “𝐏𝐞𝐫 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚”, con i punti considerati imprescindibili per la sopravvivenza e rilancio dell'adozione internazionale, per la centralità dei minori in attesa di crescere in una famiglia adeguata e amorevole. Famiglia per ogni bambino è un traguardo di civiltà!
https://www.commissioneadozioni.it/notizie/adozione-internazionale-il-26-marzo-l-assemblea-degli-enti-autorizzati-strategie-sfide-e-prospettive-del-sistema/

18/02/2026

"Si ha più paura di ciò che non si conosce"

06/02/2026


23/01/2026

   L'Istituto La Casa ha organizzato un importante evento, rivolto ai giovani e adulti dai 18 anni in su che sono stati ...
14/01/2026


L'Istituto La Casa ha organizzato un importante evento, rivolto ai giovani e adulti dai 18 anni in su che sono stati adottati, i vostri figli, riguardante il tema della Ricerca delle origini, di grande attualità.
Le domande Chi sono? Da dove vengo? A chi appartengo? spesso accompagnano la vita di chi ha vissuto l'esperienza dell'adozione: la ricerca delle proprie origini risponde ad un bisogno identitario, che si articola nelle varie fasi del ciclo di vita con modalità differenti. Per alcuni si tratta di una ricerca interiore per elaborare la storia e dare significato agli eventi, per altri conduce anche ad una ricerca di contatto col Paese o familiari di origine.
In questo incontro cercheremo di approfondire il tema della ricerca delle origini da un punto di vista teorico-clinico, avvalendoci anche di dati di ricerca, per poi presentare l'esperienza del Servizio Ponte che abbiamo strutturato nel nostro Ente, un servizio di accompagnamento dei giovani e delle loro famiglie in questo delicato cammino volto alla ricerca di sé. Concluderemo l'incontro con qualche testimonianza di ragazzi che sono stati supportati e accompagnati in questo percorso dagli operatori del Servizio Ponte.
Vi chiediamo di informare i vostri figli e incoraggiare la partecipazione. L'incontro si terrà online il 30-1 alle ore 17.30, è esclusivamente per loro (non è prevista la partecipazione di voi genitori in questa occasione) è gratuito, è utile anche nel caso che si siano già stabiliti dei contatti con familiari di origine poiché spesso questo avviene tramite i social e senza adeguato accompagnamento). #
Il programma dell’incontro e la modalità di iscrizione sono indicati nella locandina allegata.

Indirizzo

Via Trieste 70
Sondrio

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