08/04/2025
Il “naso chiuso” è un fastidioso disturbo provocato dalla dilatazione dei piccoli vasi nella mucosa nasale: l’edema (gonfiore) che ne consegue riduce il passaggio dell’aria rendendo difficoltosa la respirazione. Si tratta di una condizione che può essere di natura infettiva (raffreddore comune) o allergica (rinite allergica).
Per alleviare questo sintomo vengono impiegati dei farmaci vasocostrittori, che diminuiscono l’afflusso di sangue e la congestione, producendo un rapido sollievo.
I farmaci simpaticomimetici agiscono sui recettori alfa-1 e alfa-2 a livello dei piccoli capillari, ovvero quei vasi sanguigni presenti nella mucosa nasale. Il loro meccanismo consiste in una vasocostrizione localizzata che riduce il gonfiore della mucosa e quindi si riprende a respirare
Ma quale spray scegliere ⁉️
I prodotti in commercio contengono vasocostrittori (fenilefrina, nafazolina, oximetazolina, xilometazolina)
spesso associati fra loro o con altre sostanze, ad esempio di tipo balsamico (mentolo, eucaliptolo, canfora, niaouli)
oppure con antistaminici.
L’efficacia dei vari principi attivi è sovrapponibile, quello che cambia è la loro durata d’azione:
✅Breve (4-6 ore) per fenilefrina e nafazolina (es.
Neosynefrine, Rinazina)
✅Intermedia (6-8 ore) per xilometazolina (es.
Neorinoleina, Otrivin)
✅Lunga (8-10 ore) per oximetazolina (es. Actifed, Rinocalyptol, Vicks Sinex).
La diversa durata d’azione condiziona la frequenza delle somministrazioni: 3-4 volte al giorno per il primo gruppo di farmaci, 2 sole volte per quelli a maggiore durata d’azione.
La cosa più importante è che questi farmaci possono provocare dipendenza e tolleranza e quindi con il tempo non risultano più efficaci e anzi possono provocare una rinite iatrogena. Per tale ragione, vanno sempre rispettare le dosi riportate sulla confezione del medicinale o le indicazioni fornite dal proprio medico o .