Dott.ssa Romina Giuliani

Dott.ssa Romina Giuliani 🍎Biologa Nutrizionista
📍Sardegna 💻Online
🍝Sicurezza Alimentare
🦠Ricerca Microbiota Umano
📚PNEI, DCA, Nutraceutica
🧠ND

🧠🦠 Kefir e ADHD: cosa emerge da un recente trial clinico randomizzato? Questo trial ha valutato l’effetto del kefir su s...
14/01/2026

🧠🦠 Kefir e ADHD: cosa emerge da un recente trial clinico randomizzato? Questo trial ha valutato l’effetto del kefir su sintomi ADHD, sonno e microbiota intestinale in bambini tra 8 e 13 anni.

📊 Risultati principali:
• nessuna riduzione significativa dei sintomi core dell’ADHD,
• lieve miglioramento della continuità del sonno (dato oggettivo),
• modulazione di specifici taxa batterici (in particolare Bifidobacterium),
• assenza di cambiamenti clinicamente rilevanti nel breve termine.

🔬 Lo studio conferma che il microbiota è modulabile attraverso l’assunzione di alimenti fermentati, ma evidenzia anche un punto chiave: la complessità dell’ADHD non può essere ridotta a un singolo intervento nutrizionale.

📚 Il kefir non è una terapia, ma rappresenta un interessante modello di studio per comprendere il ruolo dell’asse microbiota-intestino-cervello, soprattutto in relazione al sonno.

👉 Approcci integrati, personalizzati e basati su evidenze restano la direzione più solida.

Il lipedema è una condizione cronica con dolore, infiammazione e accumulo adiposo. Una recente review - Tomada et al. (2...
13/01/2026

Il lipedema è una condizione cronica con dolore, infiammazione e accumulo adiposo. Una recente review - Tomada et al. (2025) - sottolinea che non esiste una dieta “miracolosa”, ma l’alimentazione può essere una strategia chiave per gestire infiammazione, controllo glicemico e qualità di vita.

👇 Alcuni punti chiave:
✔️ Anti-infiammatorio,
✔️ Mediterranea o LCHF utili per sintomi,
✔️ Fibra, Omega-3, polifenoli e probiotici alleati,
✔️ Attenzione a intolleranze/sensibilità che possono favorire stress immunitario,
✔️ Sempre col supporto di un* rofessionista espert*.

💡 L’intestino sano e la nutrizione mirata possono ridurre l’infiammazione, che è parte centrale del lipedema.

Il glutammato monosodico non è il nemico pubblico n.1 ma nemmeno un ingrediente neutro, soprattutto quando entra ogni gi...
12/01/2026

Il glutammato monosodico non è il nemico pubblico n.1 ma nemmeno un ingrediente neutro, soprattutto quando entra ogni giorno nella dieta attraverso cibi ultra-processati.
🦠 A livello intestinale può favorire disbiosi e infiammazione,
🧠 A livello cerebrale può amplificare l’eccitazione neuronale,
⚖️ In soggetti vulnerabili, questo equilibrio è già fragile
Il problema non è il glutammato naturale, ma l’eccesso di stimoli rapidi, liberi e cumulativi.
📌Se ti interessa il legame tra alimentazione, microbiota e salute mentale, salva il post e seguimi 🌈

Il glutammato monosodico (MSG) è uno degli additivi alimentari più utilizzati e, al tempo stesso, più discussi. Le evide...
10/01/2026

Il glutammato monosodico (MSG) è uno degli additivi alimentari più utilizzati e, al tempo stesso, più discussi. Le evidenze scientifiche, pur non univoche, suggeriscono che un consumo frequente e cronico di MSG possa influenzare negativamente l’ecosistema intestinale, soprattutto in soggetti predisposti.

In particolare, è stato osservato:
• riduzione della diversità microbica,
• aumento di ceppi pro-infiammatori,
• riduzione dei batteri produttori di acidi grassi a corta catena (SCFA), come il butirrato,
• aumento della permeabilità intestinale.

Questi cambiamenti possono favorire una condizione di infiammazione di basso grado e aumentare la stimolazione del sistema immunitario.

Se convivi con neurodivergenze, fibromialgia e/o disturbi gastrointestinali (es. IBS), potresti essere più sensibile al MSG, soprattutto se assunto in modo frequente e cumulativo.

Vorresti un approfondimento? Scrivimi 🫶

Sebbene siano necessari studi clinici specifici sull’AuDHD/ADHD/autismo, le evidenze su stress ossidativo, neuroinfiamma...
09/01/2026

Sebbene siano necessari studi clinici specifici sull’AuDHD/ADHD/autismo, le evidenze su stress ossidativo, neuroinfiammazione e neuroprotezione rendono la quercetina un supporto interessante all’interno di un approccio integrato e personalizzato, che tenga conto di alimentazione, intestino, infiammazione e neurobiologia individuale.

Prendersi cura del cervello non significa “aggiustarlo”, ma sostenerlo e anche piccoli strumenti, se scelti con consapevolezza, possono fare la differenza.

Vuoi un approfondimento su altri nutraceutici utili nelle neurodivergenze?

Lo stress non passa inosservato. Lascia tracce biologiche, soprattutto quando è precoce, cronico o quando la richiesta a...
07/01/2026

Lo stress non passa inosservato. Lascia tracce biologiche, soprattutto quando è precoce, cronico o quando la richiesta adattiva è costante.

Nel modello PNEI, cibo, emozioni e neurodivergenze non sono compartimenti separati:
-> ma il risultato dell’interazione tra sistemanervoso, sistema endocrino, immunità, psiche, microbiota ed esperienza.

Quando fame, sazietà e comportamento alimentare diventano caotici, la famosa frase "ci vuole un po di forza di volontà" è inutile, superflua e difettosa a tutti gli effetti. In queste situazioni, le scelte a tavola nascono spesso da una disregolazione dei sistemi di autoregolazione.

Comprendere questi meccanismi è il primo passo per curare senza colpevolizzare 🫂

Qui puoi sentirti compres* e rispettat* 🧠

Se ti piacciono questi temi, sei nel posto giusto per te 🫶

Se vuoi approfondire, hai a disposizione il mio blog 🌈

Il lipedema è una patologia complessa, fortemente influenzata da ormoni, infiammazione e metabolismo del tessuto adiposo...
05/01/2026

Il lipedema è una patologia complessa, fortemente influenzata da ormoni, infiammazione e metabolismo del tessuto adiposo. Le evidenze più recenti suggeriscono che anche l’intestino possa giocare un ruolo nel modulare questi meccanismi.

👉 Fammi sapere se vuoi approfondire in che modo nutrizione e medicina funzionale possono supportare questi processi.

Continua a leggere sul mio blog 🫶

La ricerca emergente mostra che le fluttuazioni ormonali e la transizione menopausale sono un momento critico per molte ...
04/01/2026

La ricerca emergente mostra che le fluttuazioni ormonali e la transizione menopausale sono un momento critico per molte donne ADHD.

Alcuni dati osservano un carico più severo di sintomi perimenopausali, incluso irritabilità, fatica e disturbi del sonno, e perfino un inizio di perimenopausa più precoce rispetto alle coetanee senza ADHD.

Molti sintomi della menopausa somigliano a sintomi/caratteristiche ADHD, rendendo difficile distinguere cosa sta peggiorando cosa.

Nelle slide trovi sintesi dei risultati e strategie nutrizionali e di medicina funzionale per gestire meglio questa fase:
🍽️ stabilità glicemica,
🥗 infiammazione sotto controllo,
🦠 microbiota a supporto,
💤 sonno e stress regolati,
🌿 nutraceutici mirati.
Trovi un lungo approfondimento e tutti i riferimenti sul mio blog☺️

Se ti sei riconosciut* in questo post, salvalo e condividilo con un’altr* persona ADHD che potrebbe beneficiarne💛

Ti è piaciuto il post e vorresti altri contenuti simili? Scrivimelo nei commenti🧠

Il microbiota vaginale è un ecosistema delicato e fondamentale per la salute ginecologica.Un recente studio (Frontiers i...
03/01/2026

Il microbiota vaginale è un ecosistema delicato e fondamentale per la salute ginecologica.
Un recente studio (Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, 2025) ha mostrato che anche l’alimentazione può associarsi alla sua composizione: alcune scelte alimentari sembrano favorire batteri “protettivi”, altre invece risultano correlate a profili più disbiotici.
Non significa che “basta la dieta per curare tutto”, ma che il modo in cui mangiamo potrebbe contribuire anche al benessere intimo.

Ricorda:
📌 Ogni donna è diversa,
📌 Ogni microbiota è unico,
📌 Ogni percorso va personalizzato.

Se vuoi approfondire questo tema, lavorare sulla tua alimentazione in modo scientifico e rispettoso del corpo, possiamo farlo insieme 💜

La dopamina è il neurotrasmettitore della spinta vitale: ci fa desiderare, iniziare, impegnarci e continuare. Non è solo...
02/01/2026

La dopamina è il neurotrasmettitore della spinta vitale: ci fa desiderare, iniziare, impegnarci e continuare. Non è solo piacere, è spinta, volontà, attenzione, apprendimento e azione. Ed è strettamente collegata a ciò che mangiamo, all’intestino e al nostro stile di vita. Dal punto di vista clinico, la dopamina è coinvolta in: ADHD, depressione, dipendenze, binge eating/emotional eating, Parkinson, disregolazione emotiva, fatigue cognitiva, motivazione ridotta.

L’intestino produce il 50–60% della dopamina periferica, ma quella non attraversa direttamente la barriera emato-encefalica. Tuttavia, influenza il cervello indirettamente attraverso:
🔹️asse microbiota-intestino-cervello (vago, sistema immunitario, ormoni),
🔹️produzione di precursori (es. tirosina),
🔹️produzione di metaboliti batterici che modulano infiammazione, permeabilità intestinale e quindi anche funzione neuronale,
🔹️regolazione di serotonina, GABA, glutammato → quindi equilibrio del sistema nervoso,
Inoltre, alcuni batteri sono associati a migliore regolazione dopaminergica.

Cosa può supportare una dopamina ottimale?
Tirosina (precursore dopamina): uova, latticini, legumi, carne, pesce, semi di zucca, sesamo.
Vitamine B6, B9, B12: fondamentali per la sintesi dei neurotrasmettitori.
Magnesio, zinco, ferro: cofattori enzimatici.
Omega-3: contrasto infiammazione e plasticità sinaptica.
Polifenoli (frutti rossi, cacao, tè verde): modulano il microbiota e riducono infiammazione.

Microbiota: cosa favorisce l’equilibrio dopaminico?
Fibre prebiotiche (verdura, frutta, legumi, cereali integrali),
Cibi fermentati tollerati (yogurt, kefir, miso, tempeh),
Dieta varia → microbiota più diversificato → miglior resilienza del SNC.
Ridurre ultra-processati, zuccheri in eccesso, additivi → alterano microbiota e reward system.

La dopamina può motivarti…ma può anche fregarti. Picchi, crolli, craving e comportamenti che sembrano “scelte”, ma non lo sono davvero.

Nel prossimo contenuto vediamo come zuccheri, grassi, stress, ADHD, sonno e microbiota modulano la dopamina…e quindi il nostro comportamento alimentare. Ti piace l'idea?




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