22/12/2025
Chi soffre di fibromialgia presenta una particolare 𝗜𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼𝘀𝗶, che vengono percepiti in modo molto più intenso rispetto alla popolazione generale.
Si tratta di una condizione complessa e multifattoriale, la cui causa è ancora oggetto di dibattito scientifico. Tuttavia, oggi sappiamo che 𝘀𝘂𝘀𝗰𝗲𝘁𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗴𝗲𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶, 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝗿𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗲 𝗮𝗹 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮.
A livello cerebrale si osservano 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲, con una vera e propria amplificazione della risposta dolorifica (sensibilizzazione centrale).
Parallelamente, numerosi studi hanno evidenziato 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼, con un aumento delle citochine pro-infiammatorie. Questo stato infiammatorio favorisce l’attivazione dei recettori del dolore e l’incremento dei neuropeptidi coinvolti nella trasmissione dolorifica.
La fibromialgia, inoltre, è quasi sempre associata a 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀, insonnia persistente e profonda spossatezza fisica e mentale.
Lo stress cronico, a sua volta, alimenta l’infiammazione e mantiene il sistema nervoso in uno stato di costante iper-allerta, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
𝗨𝗻𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗣𝗡𝗘𝗜: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗲 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗮𝗻𝗼
Dal punto di vista della 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝗻𝗱𝗼𝗰𝗿𝗶𝗻𝗼𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 (𝗣𝗡𝗘𝗜), la fibromialgia non può essere compresa separando mente e corpo.
Il dolore cronico nasce all’interno di una rete complessa in cui 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗲𝗻𝗱𝗼𝗰𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗲 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 comunicano continuamente tra loro.
Traumi emotivi, stress prolungati, stati di sopravvivenza e iper-controllo mantengono il sistema nervoso in modalità “emergenza”, favorendo:
• una disregolazione dell’asse dello stress
• un aumento delle risposte infiammatorie
• una maggiore vulnerabilità alla percezione del dolore
In questo senso, il corpo non è nemico, ma sta cercando di proteggersi con gli strumenti che ha a disposizione.
Ed è proprio qui che la mindfulness può diventare un valido supporto.
𝗖𝗼𝘀’𝗲' 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝗲' 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮
La mindfulness consiste nel portare l’attenzione in modo intenzionale e non giudicante al momento presente: al respiro, alle sensazioni corporee, ai pensieri, alle emozioni.
È una qualità dell’attenzione diversa da quella abituale: 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮, 𝗰𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗮, 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗾𝘂𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲.
Attraverso la pratica si impara a diventare testimoni della propria esperienza, anche quando è spiacevole o dolorosa, senza fuggire né combattere.
I principali benefici della mindfulness nella fibromialgia includono:
• 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲
• consapevolezza delle sensazioni senza critica
• riduzione dell’attaccamento a pensieri, giudizi ed emozioni legati al dolore
• diminuzione di stress, stanchezza, insonnia e sofferenza emotiva
Un aspetto centrale è la riduzione della 𝗰𝗮𝘁𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗳𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲, uno stato mentale in cui la minaccia viene amplificata, la speranza diminuisce e i pensieri diventano ossessivi.
La mindfulness aiuta a ristrutturare il rapporto con il dolore, modificando la valutazione e la risposta emotiva ad esso.
𝗜𝗹 𝗱𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼: 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲.
Uno dei concetti chiave della mindfulness è il 𝗱𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼: imparare a creare una giusta distanza tra sé e i contenuti della propria mente.
È come osservare le scene di un film su uno schermo, senza identificarsi totalmente con esse.
Questo processo riduce la reattività emotiva e permette di affrontare il dolore con maggiore flessibilità.
Le emozioni e le sensazioni non vengono negate, ma 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮'.
A livello neurobiologico, grazie alla plasticità cerebrale, la pratica costante della mindfulness è associata a cambiamenti nelle connessioni e nei circuiti nervosi, in particolare in aree come:
• corteccia prefrontale
• insula
• talamo
Tutte regioni coinvolte nell’elaborazione delle emozioni, dei giudizi e della percezione del dolore.
Alcune evidenze mostrano anche benefici sul sistema immunitario, il cui ruolo nella fibromialgia è ormai ampiamente riconosciuto.
𝗨𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮: 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶
Chi vive con la fibromialgia spesso passa anni a combattere il proprio corpo.
A resistere, a forzarsi, a sentirsi sbagliata, debole, “troppo”.
La mindfulness propone un cambio radicale:
non chiede di eliminare il dolore, ma di 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶.
Accettare non significa arrendersi.
Significa smettere di lottare contro ciò che già è e iniziare ad ascoltare.
Significa riconoscere la propria fatica senza vergogna e concedersi umanità.
Quando smetti di giudicarti, qualcosa cambia.
Il dolore può restare, ma non sei più sola contro di lui.
Diventi alleata del tuo corpo, non sua nemica.
La mindfulness non è una cura miracolosa, ma rappresenta un valido ausilio nella gestione del dolore cronico, perché agisce sull’umore, sullo stress, sull’insonnia e sul modo in cui il dolore viene vissuto.
È un percorso di consapevolezza che aiuta a ritrovare sicurezza, dignità e rispetto verso se stessi.
𝗨𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗶 𝗽𝗶𝘂' 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝗶 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲, 𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝘁𝗶.
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
Insegnante Ufficiale HYL – Fondatrice di FibroLove e Liberamente Donna
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