FibroLove

FibroLove Un cammino di crescita, integrazione naturale e rinascita nella tua forza autentica. 💖

Valerita – Insegnante HYL 🌟 | FibroLove – Liberamente Donna
Ascolta il corpo, libera l’anima, riscopri te stessa. 🌸
La fibromialgia è solo una tappa, non un destino.

Una delle cose più rischiose nella fibromialgia — e che io stessa ho sperimentato — è il rischio di immobilizzarsi.Il do...
08/01/2026

Una delle cose più rischiose nella fibromialgia — e che io stessa ho sperimentato — è il rischio di immobilizzarsi.

Il dolore costante, a tratti lancinante.
La stanchezza cronica.
L’intontimento delle notti insonni.
Le scuse che ci raccontiamo per proteggerci.
E, soprattutto, la paura del dolore.

Tutto questo può portarci a vivere una vita sempre più sedentaria, fino quasi a “congelarci”.
Eppure, il nostro corpo è nato per muoversi.
E nella fibromialgia, il movimento non è solo utile: è fondamentale per vivere una vita il più possibile normale.

🛑 Perché ci fermiamo del tutto quando arriva il dolore?

Quando proviamo dolore, il nostro istinto è smettere di usare la parte del corpo che fa male.
Nel breve periodo, questo è sensato: il corpo ha bisogno di riposo.
Ma nella fibromialgia, questo meccanismo protettivo può trasformarsi in una trappola.

Col tempo, rischiamo di identificarci nel corpo malato, come se fossimo noi la malattia.
Iniziamo a credere che certi limiti siano reali e invalicabili — anche quando, a volte, non lo sono più.
Così rinunciamo in anticipo a esperienze che potrebbero, invece, aiutarci a stare meglio.

Il risultato?
Ci immobilizziamo.
Il corpo si indebolisce, la muscolatura perde tono, l’energia si abbassa.
E la fibromialgia diventa il centro di tutto, l’unica lente attraverso cui guardiamo la vita.

🚦 Perché la Mindfulness suggerisce lo Yoga come movimento ideale?

Lo Yoga, praticato secondo la Mindfulness, è una meditazione in movimento.
Non serve forza, serve presenza.
È un modo per riconnettersi al corpo con rispetto e consapevolezza, dopo averlo trascurato o temuto.

Con lo Yoga impariamo ad avvicinarci ai nostri limiti, ad ascoltarli, a esplorarli — senza oltrepassarli.
Ogni respiro diventa un passo verso l’equilibrio.
Ogni movimento, un atto d’amore verso sé stesse.

Ricordalo sempre:
non sei fatta per stare ferma,
sei fatta per vivere in movimento — anche nella fragilità. 🌿

🌸 𝗖𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲,
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗨𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗛𝗬𝗟 – 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝗯𝗿𝗼𝗟𝗼𝘃𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮

06/01/2026

Non è una gara a chi soffre di più.Eppure, a volte sembra che si debba sempre dimostrare qualcosa.Dimostrare che il prop...
05/01/2026

Non è una gara a chi soffre di più.

Eppure, a volte sembra che si debba sempre dimostrare qualcosa.
Dimostrare che il proprio dolore è reale.
Che è abbastanza forte da meritare attenzione.
Che non ti stai inventando niente. Che non stai esagerando.

Ma la verità è semplice:
quando una persona sta male, ha bisogno di rispetto. Punto.

Non importa se il dolore si vede o no.
Se ha un nome chiaro o una diagnosi ancora incerta.
Non serve fare classifiche. Non serve chiedere certificati emotivi.

Perché essere forti non significa non provare dolore.
Significa continuare a vivere anche quando il dolore c’è.
E sì, significa anche avere il coraggio di mostrarsi fragili.

Essere fragili non è un difetto.
È una forma di verità.
È la parte di noi che chiede attenzione, delicatezza, umanità.

Eppure troppo spesso chi convive con il dolore cronico o con una malattia invisibile
si sente obbligato a giustificarsi, a spiegare, a “farsi capire”.

Come se il dolore valesse solo quando è evidente agli occhi degli altri.

Ma la fragilità non si vede.
La fragilità si ascolta.
Si riconosce nei gesti piccoli, nei silenzi, nella fatica che non si racconta.

Forse dovremmo nascere tutti con un’etichetta addosso:
“FRAGILE – MANEGGIARE CON CURA”.

Un promemoria, per chi ha dimenticato che dietro ogni corpo c’è una storia.
E che ogni storia merita rispetto.

A chi vive ogni giorno con un dolore che non si vede,
a chi continua a camminare anche quando vorrebbe fermarsi,
a chi sorride mentre dentro stringe i denti…
siete già forti. Non dovete dimostrarlo a nessuno.

🌸 𝗖𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲,
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗨𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗛𝗬𝗟 – 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝗯𝗿𝗼𝗟𝗼𝘃𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮

Prima che questo anno si chiuda davvero,vorrei invitarti a una riflessione diversa dal solito.Non una lista di obiettivi...
31/12/2025

Prima che questo anno si chiuda davvero,
vorrei invitarti a una riflessione diversa dal solito.

Non una lista di obiettivi.
Non l’ennesimo “da gennaio cambio tutto”.

Ma un momento di ascolto vero,
di quelli che chi vive con la fibromialgia rimanda spesso
perché già attraversare le giornate richiede un’enorme quantità di energia.

Come inizierebbe il nuovo anno se…

✨ smettessi di chiederti se stai esagerando

✨ smettessi di dover spiegare, difendere o giustificare il tuo dolore

✨ iniziassi a riconoscerlo come valido, anche senza conferme esterne

✨ ti parlassi con la stessa comprensione che riservi agli altri

✨ smettessi di combattere il tuo corpo e iniziassi a camminargli accanto

✨ ti concedessi di essere stanca senza trasformarlo in una colpa

Chi convive con la fibromialgia lo sa:

il dolore non è solo fisico.
È fatto di parole non dette, di spiegazioni continue,
di sguardi che dubitano, di frasi che minimizzano.

È vivere in un corpo che chiede rallentamento
in un mondo che pretende velocità.

E allora, anno dopo anno,
impari a resistere.
A stringere i denti.
A fare “come se”.

Ma a forza di resistere,
si perde il contatto con ciò che si sente davvero.

La fine dell’anno ha un’energia particolare per chi soffre:
porta bilanci non richiesti,
confronti dolorosi,
e quella domanda silenziosa che pesa sul cuore:
“Perché io no?”

E forse il punto non è cosa fare di più,
ma cosa smettere di pretendere da te stessa.

🌱 E quindi di offro la possibilità di portare un pò di consapevolezza con alcune domande di coaching per te se senti il bisogno di fermarti un attimo:

💬 In quali momenti senti il bisogno di giustificare il tuo dolore?

💬 A chi stai ancora cercando di dimostrare che “è reale”?

💬 Come cambierebbe il tuo modo di vivere se tu fossi la prima a crederti?

💬 Che rapporto hai oggi con il tuo corpo: è un nemico o un alleato stanco?

💬 Cosa succederebbe se smettessi di forzarti e iniziassi ad ascoltarti?

La stanchezza che senti non è debolezza.
La confusione non è fallimento.
Il bisogno di fermarti non è pigrizia.

Sono segnali.
Messaggi del corpo e dell’anima che chiedono attenzione, non correzione.

Forse il nuovo anno non deve iniziare con più forza,
ma con più verità.

Non con più controllo,
ma con più rispetto per ciò che sei oggi.

💜 E allora chiediti, con dolcezza: come mi sto parlando quando il dolore arriva?
Con durezza o con presenza?
Con giudizio o con cura?

Da lì nasce il vero cambiamento.
Non dall’illusione di guarire in fretta,
ma dalla scelta quotidiana di non tradirti più.

E per chi vive con la fibromialgia,
questa è già una forma profonda di rispetto e amore per se stesse.💜

🌸 𝗖𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲,
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗨𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗛𝗬𝗟 – 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝗯𝗿𝗼𝗟𝗼𝘃𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮

© 2025 – Tutti i diritti riservati

Non esiste crescita autentica che non abbia attraversato il dolore.Ma il dolore, da solo, non basta.Il dolore, se non vi...
30/12/2025

Non esiste crescita autentica che non abbia attraversato il dolore.
Ma il dolore, da solo, non basta.
Il dolore, se non viene ascoltato, compreso, accolto, può solo ripetersi.
È ciò che scegli di fare con quel dolore che lo trasforma.

La fibromialgia, il burnout, la stanchezza emotiva...
Non sono colpe. Non sono debolezze.
Sono richiami profondi.

Il corpo non tradisce.
Parla. E quando non lo ascoltiamo, grida.
Ogni sintomo, ogni tensione, ogni crisi è una richiesta di contatto.
Con noi stesse. Con la parte che abbiamo dimenticato.

🌑 Il dolore come soglia

Il dolore ti porta dove non volevi andare.
Ti strappa dalle illusioni. Ti allontana dai ruoli. Ti libera dalle maschere.

Quando arriva, non puoi più fingere.
Non puoi più restare in ciò che ti fa male “perché si fa così”.
Non puoi più ignorare ciò che la tua voce interiore sa da sempre.

E allora ti fermi.
Guardarti dentro diventa l’unica via possibile.
Ed è lì — proprio lì, in quello spazio n**o e crudo — che inizia il ritorno a te.

🎭 Il dolore sveste. Ma non svuota.

Ti toglie la perfezione.
Ti toglie la forza che indossavi come corazza.
Ti toglie la parte che compiace, che trattiene, che tace per paura di deludere.

Ma nel farlo, ti riconsegna l’essenziale.
La tua sensibilità.
La tua verità.
La tua umanità non filtrata.

Il dolore ti fa perdere molte cose, ma non perde mai tempo:
scava per portarti a fondo.
E solo lì, nella profondità, trovi ciò che è autentico.

💠 Un’iniziazione alla tua parte più vera

Sì, il dolore spaventa.
Ma se lo attraversi con presenza, diventa iniziazione.

Ti riconnette a quella parte di te che sapeva già tutto:
quella che sa cosa ti nutre,
quella che non chiede il permesso per esistere,
quella che è intera, anche quando tutto crolla fuori.

Non è facile.
È un cammino. Ma è il più vero che tu possa fare.

🌸 Nel percorso Dalla Brava Bambina alla Donna Libera

non insegno a ignorare il dolore.
Non insegno a combatterlo.
Ti accompagno a trasformarlo.

Impariamo a leggerlo come un messaggio,
a usarlo come bussola, come radice, come punto di svolta.

Perché il dolore non ci definisce.
Ci risveglia.
E, se ascoltato nel modo giusto, ci libera.

💬 E se oggi fosse il tuo momento?

Se sei stanca di sopravvivere.
Se senti che c’è qualcosa dentro di te che vuole più spazio.
Se il dolore ti ha portata al punto esatto dove non puoi più ignorarti...

Allora forse non sei in crisi.
Sei in rinascita.

📲 Scrivimi su WhatsApp al 393 579 4978
e inizia il tuo cammino di ritorno a casa: dentro di te.

Non oltre il dolore.
Ma grazie ad esso.

🌸𝗖𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲,
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗨𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗛𝗬𝗟 – 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝗯𝗿𝗼𝗟𝗼𝘃𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮

© 2025 – Tutti i diritti riservati

Ci sono donne che non hanno mai urlato.Non hanno mai fatto scenate.Non hanno mai “dato problemi”.Sono state brave.Educat...
27/12/2025

Ci sono donne che non hanno mai urlato.
Non hanno mai fatto scenate.
Non hanno mai “dato problemi”.

Sono state brave.
Educate.
Composte.

E spesso… hanno una pelle che parla al posto loro.

Dermatiti.
Sfoghi.
Arrossamenti.
Pruriti che arrivano senza preavviso.
Zone che bruciano proprio quando dovrebbero solo “resistere”.

Non è fragilità.
È il corpo che ha smesso di obbedire.

Perché se sei stata una Brava Bambina,
hai imparato presto a non disturbare.
A non dire di no.
A non deludere.
A sopportare.

Hai imparato che l’amore passava dal compiacere.
Che la sicurezza stava nell’adattarti.
Che i confini… non erano ammessi.

E così li ha messi la pelle.

🧬 La pelle è il primo confine.
È il luogo dove finisce l’altro e inizi tu.
E quando quel confine è stato invaso troppe volte —
emotivamente, psicologicamente, a volte anche fisicamente —
il corpo trova un modo per dirlo.

La pelle si arrossa quando qualcuno si avvicina troppo.
Prude quando trattieni ciò che vorresti dire.
Si infiamma quando continui a dire sì, mentre dentro stai urlando no.

La Brava Bambina sorride.
La pelle, no.

La pelle non vuole essere curata.
Vuole essere ascoltata.

Vuole dirti: 👉 “Non devi più sopportare.”
👉 “Non devi più adattarti.”
👉 “Non devi più essere brava per essere amata.”

Quando una donna inizia a mettere confini veri,
spesso la pelle cambia.
Non perché “magicamente guarisce”,
ma perché finalmente non è più sola a difendere lo spazio.

🔓 Se leggendo senti un nodo,
se riconosci una parte del tuo corpo che reagisce,
se la tua pelle parla più di quanto tu abbia mai fatto…

non è un caso.
È memoria.
Ed è anche una possibilità.

Nel percorso “Dalla Brava Bambina alla Donna Libera”
lavoriamo proprio su questo:
sciogliere i sì forzati,
restituire i pesi che non erano tuoi,
imparare a stare nei confini senza sentirti cattiva.

Perché quando smetti di essere “brava”,
il corpo può finalmente riposare.

E la pelle…
può smettere di urlare.

Per informazioni sul percorso "Dalla Brava Bambina alla Donna Libera " scrivimi su WhatsApp al 393 579 4978

Con amore,
Valerita Albano
Insegnante Ufficiale HYL
Fondatrice di FibroLove e Liberamente Donna

25/12/2025

Buon Natale a chi non smette mai di lottare nascosta dietro un sorriso ❤️

Un abbraccio
𝑽𝒂𝒍𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂 - 𝑭𝒊𝒃𝒓𝒐𝑳𝒐𝒗𝒆

Ci sono giorni che non chiedono forza, ma dolcezza.Giorni in cui il mondo corre verso le festee tu magari ti senti indie...
23/12/2025

Ci sono giorni che non chiedono forza, ma dolcezza.

Giorni in cui il mondo corre verso le feste
e tu magari ti senti indietro, stanca, diversa,
più fragile del solito.

Giorni in cui sorridere costa fatica
e il cuore avrebbe solo bisogno di riposo.

Se oggi ti senti così, voglio dirti una cosa semplice:
💜 va bene.

Va bene non essere felici a comando.
Va bene essere lenti.
Va bene sentire di più.
Va bene anche sentire nostalgia, vuoto, stanchezza.

Non devi dimostrare nulla a nessuno.
Non devi essere “più forte”.
Non devi farcela meglio degli altri.

Oggi concediti una carezza, anche solo una.
Una parola gentile verso te stessa.
Un respiro un po’ più profondo.
Un “sto facendo del mio meglio” detto senza vergogna.

Se il tuo corpo fa male,
se il tuo cuore è pesante,
se questo periodo riapre ferite o ricordi,
sappi che non sei sola.

Anche nel silenzio, anche nell’invisibile,
io so che ci sei.
So che a volte vorresti indietro la tua vita,
o almeno la versione di te che non faceva così male.

E con il cuore aperto ti faccio i miei auguri, augurandoti:
Che questo Natale non ti chieda di essere più forte,
ma solo più gentile con te stessa.

Che non ti chieda sorrisi forzati,
ma verità.

Che ti trovi così come sei:
stanca, fragile, luminosa a modo tuo,
e ti sussurri piano che vai bene anche così.
Sì, vai bene anche così.

Accendi una luce, anche piccola,
dentro il tuo cuore.
Non per scacciare il buio,
ma per fargli compagnia.

Perché a volte la vera magia del Natale
non è guarire,
ma sentirsi finalmente visti,
creduti,
amati.

E se oggi l’unico regalo che riesci a fare
è restare, respirare, esserci,
sappi che è già abbastanza.

𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝘁𝗲,
𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲. 💜✨

Questo post è per te.
E spero tu possa sentirlo come una coperta calda sulle spalle.
Come una mano che non chiede spiegazioni.
Come un abbraccio che non ha fretta di andare via.

𝘾𝙤𝙣 𝙖𝙢𝙤𝙧𝙚,
𝙑𝙖𝙡𝙚𝙧𝙞𝙩𝙖

Chi soffre di fibromialgia presenta una particolare 𝗜𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼𝘀𝗶, che vengono percepiti in mod...
22/12/2025

Chi soffre di fibromialgia presenta una particolare 𝗜𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼𝘀𝗶, che vengono percepiti in modo molto più intenso rispetto alla popolazione generale.
Si tratta di una condizione complessa e multifattoriale, la cui causa è ancora oggetto di dibattito scientifico. Tuttavia, oggi sappiamo che 𝘀𝘂𝘀𝗰𝗲𝘁𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗴𝗲𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮, 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶, 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝗿𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗲 𝗮𝗹 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮.

A livello cerebrale si osservano 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲, con una vera e propria amplificazione della risposta dolorifica (sensibilizzazione centrale).
Parallelamente, numerosi studi hanno evidenziato 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼, con un aumento delle citochine pro-infiammatorie. Questo stato infiammatorio favorisce l’attivazione dei recettori del dolore e l’incremento dei neuropeptidi coinvolti nella trasmissione dolorifica.

La fibromialgia, inoltre, è quasi sempre associata a 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀, insonnia persistente e profonda spossatezza fisica e mentale.
Lo stress cronico, a sua volta, alimenta l’infiammazione e mantiene il sistema nervoso in uno stato di costante iper-allerta, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.

𝗨𝗻𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗣𝗡𝗘𝗜: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗲 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶𝗮𝗹𝗼𝗴𝗮𝗻𝗼

Dal punto di vista della 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗻𝗲𝘂𝗿𝗼𝗲𝗻𝗱𝗼𝗰𝗿𝗶𝗻𝗼𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 (𝗣𝗡𝗘𝗜), la fibromialgia non può essere compresa separando mente e corpo.
Il dolore cronico nasce all’interno di una rete complessa in cui 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗲𝗻𝗱𝗼𝗰𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗲 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 comunicano continuamente tra loro.

Traumi emotivi, stress prolungati, stati di sopravvivenza e iper-controllo mantengono il sistema nervoso in modalità “emergenza”, favorendo:

• una disregolazione dell’asse dello stress
• un aumento delle risposte infiammatorie
• una maggiore vulnerabilità alla percezione del dolore

In questo senso, il corpo non è nemico, ma sta cercando di proteggersi con gli strumenti che ha a disposizione.
Ed è proprio qui che la mindfulness può diventare un valido supporto.

𝗖𝗼𝘀’𝗲' 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝗲' 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮

La mindfulness consiste nel portare l’attenzione in modo intenzionale e non giudicante al momento presente: al respiro, alle sensazioni corporee, ai pensieri, alle emozioni.
È una qualità dell’attenzione diversa da quella abituale: 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮, 𝗰𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗮, 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗾𝘂𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲.

Attraverso la pratica si impara a diventare testimoni della propria esperienza, anche quando è spiacevole o dolorosa, senza fuggire né combattere.

I principali benefici della mindfulness nella fibromialgia includono:

• 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲
• consapevolezza delle sensazioni senza critica
• riduzione dell’attaccamento a pensieri, giudizi ed emozioni legati al dolore
• diminuzione di stress, stanchezza, insonnia e sofferenza emotiva

Un aspetto centrale è la riduzione della 𝗰𝗮𝘁𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗳𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲, uno stato mentale in cui la minaccia viene amplificata, la speranza diminuisce e i pensieri diventano ossessivi.
La mindfulness aiuta a ristrutturare il rapporto con il dolore, modificando la valutazione e la risposta emotiva ad esso.

𝗜𝗹 𝗱𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼: 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲.

Uno dei concetti chiave della mindfulness è il 𝗱𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼: imparare a creare una giusta distanza tra sé e i contenuti della propria mente.
È come osservare le scene di un film su uno schermo, senza identificarsi totalmente con esse.

Questo processo riduce la reattività emotiva e permette di affrontare il dolore con maggiore flessibilità.
Le emozioni e le sensazioni non vengono negate, ma 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮'.

A livello neurobiologico, grazie alla plasticità cerebrale, la pratica costante della mindfulness è associata a cambiamenti nelle connessioni e nei circuiti nervosi, in particolare in aree come:

• corteccia prefrontale
• insula
• talamo

Tutte regioni coinvolte nell’elaborazione delle emozioni, dei giudizi e della percezione del dolore.
Alcune evidenze mostrano anche benefici sul sistema immunitario, il cui ruolo nella fibromialgia è ormai ampiamente riconosciuto.

𝗨𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮: 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶

Chi vive con la fibromialgia spesso passa anni a combattere il proprio corpo.
A resistere, a forzarsi, a sentirsi sbagliata, debole, “troppo”.
La mindfulness propone un cambio radicale:
non chiede di eliminare il dolore, ma di 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶.

Accettare non significa arrendersi.
Significa smettere di lottare contro ciò che già è e iniziare ad ascoltare.
Significa riconoscere la propria fatica senza vergogna e concedersi umanità.

Quando smetti di giudicarti, qualcosa cambia.
Il dolore può restare, ma non sei più sola contro di lui.
Diventi alleata del tuo corpo, non sua nemica.

La mindfulness non è una cura miracolosa, ma rappresenta un valido ausilio nella gestione del dolore cronico, perché agisce sull’umore, sullo stress, sull’insonnia e sul modo in cui il dolore viene vissuto.

È un percorso di consapevolezza che aiuta a ritrovare sicurezza, dignità e rispetto verso se stessi.

𝗨𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗶 𝗽𝗶𝘂' 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗱𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝗶 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲, 𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝘁𝗶.

𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
Insegnante Ufficiale HYL – Fondatrice di FibroLove e Liberamente Donna

© 2025 Valerita Albano – Tutti i diritti
riservati.
I contenuti di questo post (testi, immagini e grafiche) sono di proprietà dell’autrice, frutto della mia esperienza personale e professionale, e sono protetti dalla legge sul diritto d'autore.
È vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso esplicito.
Puoi condividere dalla pagina, ma non puoi copiare senza citare la fonte o togliere la firma dell’autrice.
Per richieste o collaborazioni, puoi scrivermi a: fibrolove22@gmail.com

⏰ La sveglia suona.Per molti è l’inizio normale di una giornata. Per te è già una sfida.Apri gli occhi e senti subito il...
16/12/2025

⏰ La sveglia suona.
Per molti è l’inizio normale di una giornata. Per te è già una sfida.

Apri gli occhi e senti subito il peso nelle gambe: blocchi di cemento che ti tengono prigioniera al letto. Non importa quante ore hai dormito, perché anche nel sonno non ti sei mai davvero fermata. È come se avessi corso una maratona invisibile 🏃‍♀️ senza fine, a cui non hai mai scelto di partecipare.

🚶‍♀️ Ti alzi piano, come se stessi scalando una montagna. Ogni gesto semplice – appoggiare i piedi a terra, stiracchiarti, raggiungere il bagno – diventa un’impresa epocale. E intanto pensi: “Perché per gli altri è così naturale e per me è così difficile?”

☕ La colazione è già una conquista. Preparare un caffè, tagliare una fetta di pane, lavare una tazza: piccoli movimenti che ti costano più energia di quanto chiunque possa immaginare. Sai che dovresti riposare, ma sai anche che se ti fermi troppo rischi di non ripartire più. Così ti muovi lentamente, con la paura di sprecare quella poca forza che hai.

📉 Il resto del giorno lo costruisci a sottrazione. Elimini le uscite con le amiche, le passeggiate 🌳, le gite. Non perché non ti piacerebbero, ma perché sai che ogni passo in più può trasformarsi in giorni di stanchezza ancora più profonda. Le gambe nate per camminare diventano catene invisibili ⛓️ che ti tengono ancorata a una quotidianità ridotta.

📱 E poi ci sono gli altri.
“Dai, vieni a cena stasera!” 🍽️
Vorresti dire sì, ma sai che quelle chiacchiere potrebbero costarti giorni di dolore. Così scrivi un messaggio di scuse 💔, con il cuore che si stringe. L’incomprensione fa male quasi quanto il dolore fisico.

🌆 Nel pomeriggio guardi fuori e ti chiedi come sarebbe uscire senza pensieri. Ma la fibromialgia ti costringe a scegliere, e spesso scegliere significa rinunciare.

🌙 Arriva la sera. Sei stanca, ma sai che la notte non ti darà tregua. Il sonno non è riposo 😞: anche lì la maratona invisibile continua.

💢 La fatica del fare, dell’andare, del vivere libero ti attacca al corpo e all’anima.
✨ Ma dentro di te c’è qualcosa che resiste.

Ogni passo, anche il più piccolo, è la prova che sei ancora qui.
La fibromialgia ti ruba tanto, ma non la tua forza.
E questo, nessuna malattia potrà mai cancellarlo.

𝗖𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲,
𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗔𝗹𝗯𝗮𝗻𝗼
Insegnante Ufficiale HYL – Fondatrice di FibroLove e Liberamente Donna

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Ci sono tanti modi in cui smettiamo di vivere pur non morendo.Accade lentamente, spesso senza che ce ne accorgiamo. Non ...
14/12/2025

Ci sono tanti modi in cui smettiamo di vivere pur non morendo.
Accade lentamente, spesso senza che ce ne accorgiamo. Non c’è un momento preciso, non c’è una data da ricordare. C’è un prima e un dopo che si confondono.

Smettiamo di vivere quando qualcuno che amiamo se ne va.
Quando una relazione finisce, quando una persona muore, quando un legame si spezza lasciando un vuoto che nessuno sa davvero come colmare.

Smettiamo di vivere quando ci guardiamo allo specchio e non ci riconosciamo più.
Quando il tempo, qualche chilo in più, una malattia, il dolore fisico trasformano il nostro corpo in qualcosa che somiglia solo lontanamente a ciò che eravamo. E insieme al corpo cambia anche lo sguardo che abbiamo su noi stessi.

Smettiamo di vivere quando le difficoltà economiche rendono tutto pesante, quando ogni scelta diventa una rinuncia, quando la paura del futuro occupa più spazio dei sogni.

Smettiamo di vivere quando non ci amiamo abbastanza.
Quando pensiamo di non valere, di essere “meno”, di dover meritare l’amore, il rispetto, l’ascolto.

Smettiamo di vivere in mille modi, infinite volte.

✨️ Le morti che nessuno vede

Ci sono morti che non finiscono nei necrologi.
Sono le morti interiori.

Si muore dentro quando si perde un genitore.
Si muore dentro quando si perde un figlio.

Io so cosa significa.
Il periodo di Natale, per me, porta con sé il ricordo di due bambini persi. E inevitabilmente il pensiero di come sarebbe potuta essere la mia vita se loro fossero nati. È una ferita che non chiede di essere dimenticata, ma riconosciuta.

Si muore dentro quando si passa la vita ad aspettare di vivere.
Quando si rimanda la felicità a “quando starò meglio”, “quando sarò diversa”, “quando tutto sarà a posto”.

E spesso non ci rendiamo conto che, mentre aspettiamo, la vita passa.

✨️ E se non fosse solo la fibromialgia?

A un certo punto arriva lei: la fibromialgia.
E pensi che sia lei a farti morire dentro.

Ma se fosse anche il contrario?

Se la fibromialgia arrivasse dopo tutte le volte in cui sei morta dentro e non ti sei permessa di urlare il tuo dolore?
Dopo tutte le volte in cui hai fatto finta di stare bene, di essere forte, di farcela da sola?
Dopo tutte le rabbie inghiottite, i lutti non elaborati, le parole non dette?

Non è una colpa.
È una lettura diversa. Più profonda. Più onesta.

Il corpo spesso racconta ciò che l’anima non ha potuto esprimere.

✨️ Quando il dolore cambia l’identità

A me è successo tante volte di sentirmi morire dentro.
L’ultima volta non solo per la fibromialgia, che inizialmente ha stravolto la mia vita, ma anche per il rapporto difficile con il mio corpo e con il peso, una battaglia che mi accompagna da sempre.

Mi sono sentita spesso in difetto verso me stessa.
Come se non fossi abbastanza.
Come se stessi sbagliando qualcosa.

Ed è una sensazione che molte persone con fibromialgia conoscono bene: sentirsi inadeguate, in colpa, “di troppo”.

✨️ La scelta di tornare a vivere

Poi arriva un momento – non magico, non perfetto – in cui fai una scelta.

Da persona che pratica ciò che insegna nei suoi percorsi, a settembre ho deciso di dire basta.
Basta sopravvivere.
Basta rimandare la vita.

Ho deciso di tornare a vivere.

Passo dopo passo, senza eroismi, mettendo in pratica gli stessi esercizi che propongo agli altri. Con rispetto, con pazienza, con amore.

E qualcosa è cambiato.

L’ago della bilancia ha iniziato a scendere.
Ma soprattutto, l’amore per me stessa ha iniziato a salire. Ogni giorno.

✨️ Tornare a vivere non significa non soffrire

Tornare a vivere non significa cancellare il dolore.
Significa smettere di negarlo.
Significa smettere di combattere contro se stessi.

Significa scegliere di ascoltarsi, anche quando fa male.
Significa riconoscere che sì, sei stata ferita, ma sei ancora qui.
E questo conta.

Ci sono tanti modi di morire dentro.
Ma esiste anche un modo, personale e imperfetto, di rinascere.

E spesso inizia proprio da lì:
dal momento in cui smetti di aspettare di vivere
e decidi, finalmente, di farlo.

Valerita Albano
Insegnante Ufficiale HYL
Fondatrice di FibroLove e di Liberamente Donna

© 2025 Valerita Albano – Tutti i diritti riservati.
I contenuti di questo post (testi, immagini e grafiche) sono di proprietà dell’autrice. È vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso esplicito. Puoi condividerlo dalla pagina, ma non puoi copiarlo senza citare la fonte.

Quello che ti pesa non è solo tuo… è sociale. Ma sui social non lo vedi.Non so perché da stanotte mi gira in testa una f...
09/12/2025

Quello che ti pesa non è solo tuo… è sociale. Ma sui social non lo vedi.

Non so perché da stanotte mi gira in testa una frase.
A volte la mente ci parla prima ancora che noi capiamo cosa vuole dirci.

La frase che mi gira per la testa da stanotte è: “La multifattorialità sociale non è social.”
E più la ripeto, più sento quanto sia vera.
Soprattutto per chi vive con la fibromialgia… e non solo.

Perché la multifattorialità sociale parla del modo in cui stai nel mondo.
Del perché reagisci come reagisci.
Del perché ti senti sempre “di troppo” o “troppo poco”.
Del perché fai fatica a dire no.
Del perché assorbi tutto.
Del perché certe relazioni ti pesano come macigni… e altre ti alleggeriscono.

Parla dei mille fattori che influenzano come ti senti dentro i legami:

• la tua storia
• la tua educazione (“non dare problemi”, “non lamentarti”)
• la ferita del non sentirti abbastanza
• il bisogno di approvazione
• le tue emozioni bloccate
• la paura del rifiuto
• il timore di deludere
• la fatica a mettere confini
• la tendenza a farti carico di tutto e tutti

Ecco perché questa cosa non è social:
perché nessun profilo può raccontare davvero quanto ti pesa una giornata.
Nessuna foto mostra le tue tensioni interne.
Nessuna storia può spiegare la fatica invisibile con cui vivi.
Nessun post rivela quanto spesso ti senti sbagliata o in colpa.

E qui entra la fibromialgia.
Perché il corpo, quando porta dolore, non lo fa mai per un solo motivo.

Il dolore diventa un dialogo continuo con tutto ciò che vivi:

– quando ingoi le parole
– quando ti annulli per non disturbare
– quando ti fai andare bene tutto
– quando ti carichi delle emozioni degli altri
– quando ti senti responsabile di tutti
– quando non ti permetti di chiedere aiuto
– quando hai paura di essere un peso
– quando ti senti fallita se stai male
– quando vuoi far vedere che sei forte anche se ti stai sbriciolando

È tutto collegato.
Non sei mai “solo dolore fisico”.
Non sei mai “solo stanca”.
Non sei mai “solo stressata”.

Sei un mondo complesso.
Una multifattorialità che i social non riescono nemmeno a sfiorare.

Per questo, chi vive con la fibromialgia viene spesso fraintesa:
perché la gente guarda ciò che pubblichi…
non ciò che porti sulle spalle.
Non ciò che trattieni nel cuore.
Non ciò che ti stringe il corpo dall’interno.

Il social vede il sorriso.
La multifattorialità vede il peso.

Il social vede la foto bella.
Il corpo vede ciò che non dici.

Il social vede l’immagine.
Tu senti la verità.

E allora forse questa frase mi risuona da stanotte perché ci ricorda una cosa importante:
non sei quello che pubblichi.
Sei molto più complessa, profonda, sensibile.

E quando impari a guardare quei fattori — a riconoscerli, ad ascoltarli, a scioglierli — qualcosa cambia.
Non la fibromialgia in sé…
ma il tuo rapporto con lei.
E quando cambia quello, cambia tanto altro.

Perché guarire non è diventare forte.
È diventare vera.
È tornare a te.
È smettere di essere la brava bambina che regge tutto, e diventare la donna che finalmente si sente.

E da lì… pian piano… il corpo respira.
Il dolore si alleggerisce.
La vita si riapre.

E tu torni.
Intera.
Profonda.
Autentica.

Molto più vera di qualsiasi social. 💜🦋

💬 Se leggendo queste parole hai sentito che qualcosa ti parla dentro… forse è arrivato il momento di scegliere te.
Il percorso Dalla Brava Bambina alla Donna Libera non è un “corso motivazionale”: è un viaggio che ti insegna a sciogliere il peso invisibile che ogni donna con fibromialgia porta sulle spalle — quel “troppo” che non si vede ma ti consuma.

👉🏻 Se vuoi capire perché ti senti così, da dove nasce quel bisogno di resistere sempre, e come puoi finalmente liberarti dagli schemi che ti soffocano… puoi entrare nel percorso qui.
Scrivimi al 393 579 4978 “MI SCELGO” e ti mando tutte le info.

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